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Spagna controcorrente sulle politiche migratorie

La Spagna sta vivendo una rapida trasformazione verso una società sempre più diversificata. Terra di emigrazione fino alla fine del XX secolo, oggi rappresenta uno dei principali Paesi di immigrazione in Europa, con una popolazione complessiva passata da 40,5 milioni di abitanti nel 1999 a quasi 50 milioni all’inizio del 2026. Sono attualmente presenti sul territorio nazionale 10 milioni di persone nate all’estero, di cui il 50% proviene dall’America latina (ma il dato è in crescita), il 27% dall’Europa, il 17% dall’Africa e il 6% dai Paesi asiatici. La maggioranza arriva per via aerea (90%), mentre gli arrivi irregolari rappresentano solo il 10%, sebbene monopolizzino l’attenzione mediatica e il dibattito politico (Servicio Jesuita a Migrantes España 2026).

La percentuale di popolazione straniera è simile a quella di altri Paesi dell’Unione Europea con forte immigrazione (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi), dove però il processo di trasformazione è stato distribuito su alcuni decenni. Molti migranti sono arrivati in Spagna attratti dalla crescita economica e rappresentano il fattore che maggiormente vi contribuisce, distinguendo il Paese iberico dal resto dell’UE, come confermano i dati della Banca di Spagna, del Governo e della Commissione europea. [continua]

 

 

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