<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><channel><title>Aggiornamenti Sociali - Feed RSS</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it</link><description>Aggiornamenti Sociali - Feed RSS</description><item><title>Il Servizio sanitario nazionale: un’universalità da ritrovare</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/il-servizio-sanitario-nazionale-ununiversalita-da-ritrovare/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69320.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Il Servizio sanitario nazionale (SSN) nasce con la riforma del 1978 (Legge 23 dicembre 1978, n. 833, Istituzione del servizio sanitario nazionale),
che supera il previgente modello mutualistico e introduce un sistema
con offerta prevalentemente pubblica e integrazione regolata di strutture
private accreditate. Il suo assetto si fonda su un modello di governance
multilivello: allo Stato spettano il finanziamento tramite la fiscalit&amp;agrave; generale, la definizione dei principi fondamentali e dei Livelli essenziali di
assistenza (LEA), mentre i governi locali, in particolare le Regioni, sono responsabili dell&amp;rsquo;organizzazione e dell&amp;rsquo;erogazione dei servizi. Il finanziamento
tramite fiscalit&amp;agrave; generale garantisce una forma di redistribuzione tra cittadini: i contribuenti con redditi pi&amp;ugrave; elevati finanziano una quota maggiore
del sistema, mentre i beneficiari sono concentrati tra anziani e persone con
patologie croniche. Questo meccanismo &amp;egrave; coerente con il principio di equit&amp;agrave; e con la natura pubblica, universalistica e assicurativa del SSN.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;La governance del SSN
&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;assetto attuale &amp;egrave; frutto di una serie di riforme, intervenute a partire dagli
anni &amp;rsquo;90 del secolo scorso, che non &amp;egrave; qui possibile esaminare in dettaglio, migliorare l&amp;rsquo;efficienza gestionale e il controllo della spesa pubblica.
Il ruolo dello Stato deriva dalla tutela costituzionale della salute come diritto fondamentale e interesse collettivo. Il Governo centrale definisce gli obiettivi generali attraverso il Piano sanitario nazionale e gli accordi
con le Regioni, e garantisce l&amp;rsquo;uniformit&amp;agrave; dei diritti mediante i LEA, che
individuano le prestazioni sanitarie a cui tutti i cittadini hanno diritto sul
territorio nazionale. I LEA dovrebbero costituire il perno del finanziamento
pubblico del SSN e lo standard obbligatorio cui le Regioni devono attenersi. [continua]
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="text-align: center;"&gt;
Ti interessa continuare a leggere questo articolo? Se sei abbonato inserisci le tue credenziali oppure&amp;nbsp;
&lt;a href="https://www.aggiornamentisociali.it/per-abbonarsi/"&gt;abbonati &lt;/a&gt;per sostenere &lt;em&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69320</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 23:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Le riforme importanti non si impongono</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/le-riforme-importanti-non-si-impongono/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69337.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Il voto referendario del 22 e 23 marzo sulla riforma costituzionale della giustizia si &amp;egrave; concluso con una &lt;strong&gt;vittoria del &amp;ldquo;no&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;, che ha raccolto il 53,2% dei consensi (oltre 14 milioni di voti) e, soprattutto, con un&amp;rsquo;ampia e inattesa partecipazione, visto che si &amp;egrave; recato alle urne il 55,3% dei cittadini (il 58,9% se si considera solo il dato nazionale).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si tratta solo di dati numerici importanti, ma di indicazioni che vanno lette con attenzione perch&amp;eacute;, come sottolineavamo nell&amp;rsquo;&lt;a href="https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/giustizia-un-voto-inevitabilmente-politico/"&gt;editoriale di marzo&lt;/a&gt;, &lt;strong&gt;il voto per il referendum sulla giustizia non &amp;egrave; stato solo di natura tecnica, ma ha avuto un valore inevitabilmente politico&lt;/strong&gt;. Era difficile d&amp;rsquo;altronde immaginare il contrario: quando si interviene sugli equilibri costituzionali, come in questo caso, anche i quesiti pi&amp;ugrave; tecnici finiscono per toccare la visione complessiva della democrazia e del rapporto tra poteri dello Stato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una larga maggioranza di italiani si &amp;egrave; mobilitata per questo referendum, perch&amp;eacute; ha avuto la sensazione di &lt;strong&gt;trovarsi davanti a un momento importante, non solo per l&amp;rsquo;oggetto specifico della riforma, ma per il modo scelto per realizzarlo, ossia la modifica della Costituzione&lt;/strong&gt;. La polarizzazione del dibattito pubblico, alimentata tanto dai sostenitori del &amp;ldquo;s&amp;igrave;&amp;rdquo; quanto da quelli del &amp;ldquo;no&amp;rdquo;, ha di fatto rafforzato l&amp;rsquo;impressione che la posta in gioco andasse oltre la riforma di un aspetto della nostra giustizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo esito &amp;egrave; stato anche facilitato dal modo in cui funziona il referendum: &lt;strong&gt;molti cittadini hanno avvertito che il proprio voto &amp;ldquo;contava&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;. Pur nella complessit&amp;agrave; tecnica della riforma, &amp;egrave; il tipo di appuntamento che, per la sua semplicit&amp;agrave;, fa sentire il cittadino immediatamente coinvolto: una scheda, una scelta, un effetto diretto. Le elezioni politiche, chiaramente, non si svolgono secondo questa modalit&amp;agrave;, ma l&amp;rsquo;alta affluenza al referendum dovrebbe spingerci a riflettere su quanto il funzionamento dell&amp;rsquo;attuale legge elettorale sia di fatto un ostacolo alla partecipazione dei cittadini al voto, nel momento in cui limita in modo significativo la possibilit&amp;agrave; di scegliere i propri rappresentanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sempre nella prospettiva della partecipazione, il dato dell&amp;rsquo;affluenza merita una riflessione attenta. Non solo perch&amp;eacute; si &amp;egrave; trattato di un dato molto alto per un referendum costituzionale, ma perch&amp;eacute; ha mostrato una mobilitazione trasversale alle varie generazioni. In particolare&lt;strong&gt; la partecipazione dei pi&amp;ugrave; giovani&lt;/strong&gt;, tra l&amp;rsquo;altro ostacolata dal fatto che per i fuorisede (tra cui sono numerosi proprio i pi&amp;ugrave; giovani) non fosse possibile votare nel Comune in cui studiano o lavorano, rappresenta un indicatore significativo. In generale, &amp;egrave; un dato confortante, perch&amp;eacute; &lt;strong&gt;la scelta di informarsi, farsi un&amp;rsquo;opinione e infine andare a votare esprime la vitalit&amp;agrave; di una cittadinanza che decide di non restare spettatrice&lt;/strong&gt;, al di l&amp;agrave; degli orientamenti politici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da un punto di vista delle forze politiche vi &amp;egrave; stata la presa d&amp;rsquo;atto della sconfitta delle forze della maggioranza e la soddisfazione espressa dai partiti di opposizione che si erano schierati per il &amp;ldquo;no&amp;rdquo;. Se le prime tendono a ridimensionare la portata politica del voto, i secondi si stanno gi&amp;agrave; proiettando verso la prossima tornata elettorale. Nell&amp;rsquo;uno e nell&amp;rsquo;altro caso ci saranno delle conseguenze da trarre, con un&amp;rsquo;attenzione: &lt;strong&gt;un referendum non funziona come le elezioni politiche, n&amp;eacute; pu&amp;ograve; essere tradotto in un giudizio complessivo sul Governo o sulle opposizioni&lt;/strong&gt;. &amp;Egrave; probabile che nella maggioranza vi saranno delle ricadute sugli equilibri tra le forze che la compongono e sarebbe poi opportuno che si aprisse un confronto sulla responsabilit&amp;agrave; di chi ha portato avanti questa riforma. Per le opposizioni il rischio &amp;egrave; di caricare di aspettative mal riposte il voto referendario. &lt;strong&gt;Di fronte a una proposta che non si condivide &amp;egrave; relativamente facile costruire una larga convergenza, ben pi&amp;ugrave; complesso raccogliere consensi su una proposta politica condivisa&lt;/strong&gt;, capace di tenere insieme visioni differenti e di tradursi in un progetto coerente, che vada al di l&amp;agrave; dei personalismi dei leader.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, il referendum non pu&amp;ograve; essere ridotto alla dialettica tra i partiti, anzi! Come gi&amp;agrave; in altre occasioni, abbiamo visto &lt;strong&gt;quanto sia stato fondamentale il ruolo svolto dalla societ&amp;agrave; civile&lt;/strong&gt;: dalla raccolta delle firme per la costituzione di comitato per il &amp;ldquo;no&amp;rdquo; all&amp;rsquo;impegno profuso per informare sui contenuti, offrendo ai cittadini la possibilit&amp;agrave; di maturare un&amp;rsquo;opinione consapevole e arrivando infine in alcuni casi a prendere una posizione pubblica esplicita e argomentata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;eventuale rivendicazione della vittoria, dunque, difficilmente potr&amp;agrave; essere attribuita a questo o a quel partito. Piuttosto, pu&amp;ograve; essere letta come una riprova che nel nostro Paese esiste un attaccamento diffuso ai valori costituzionali, che continuano a rappresentare un punto di riferimento per ampi settori della popolazione. &lt;strong&gt;In un contesto internazionale segnato da tensioni e incertezze e in uno scenario nazionale che vede crescere le situazioni di povert&amp;agrave; e le diseguaglianze, il richiamo alla Costituzione appare come un elemento di stabilit&amp;agrave; e di orientamento sui valori che devono guidare l&amp;rsquo;azione politica&lt;/strong&gt;. Inoltre, l&amp;rsquo;esito del referendum d&amp;agrave; un&amp;rsquo;indicazione di metodo cruciale: &lt;strong&gt;le riforme importanti non si impongono, ma si costruiscono attraverso il dialogo e il confronto&lt;/strong&gt;. Per queste ragioni, questo voto ha ricordato che la Costituzione non &amp;egrave; un testo lontano, ma una realt&amp;agrave; viva, che chiede di essere difesa non per conservatorismo, ma per responsabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69337</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 23:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Una speranza che resiste. Il quinto Incontro mondiale dei movimenti popolari</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/una-speranza-che-resiste-il-quinto-incontro-mondiale-dei-movimenti-popolari/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69318.jpg'&gt;&lt;br/&gt;A prima vista il quinto Incontro mondiale dei movimenti popolari
(IMMP V), svoltosi a Roma dal 21 al 24 ottobre 2025, poteva
apparire la celebrazione di un appuntamento ormai divenuto ordinario, cos&amp;igrave; come il successivo Pellegrinaggio giubilare dei movimenti
popolari (25-26 ottobre) poteva sembrare uno fra gli innumerevoli eventi
del Giubileo della speranza. Invece, le circostanze in cui si &amp;egrave; svolto lo
hanno reso una tappa cruciale nel percorso apertosi nel 2014, quando
papa Francesco decise di &amp;ldquo;globalizzare&amp;rdquo; il cammino che come vescovo di
Buenos Aires aveva iniziato accompagnando i movimenti sociali argentini. Nacque cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;idea di convocare a Roma i movimenti popolari di
tutto il mondo, perch&amp;eacute; potessero incontrarsi tra di loro e con la Chiesa.
A quel primo Incontro del 2014 sono seguiti sei appuntamenti a livello globale, oltre a quelli organizzati a scala regionale
o nazionale&lt;sup&gt;&lt;a id="footnote-25839-1-backlink" href="#footnote-25839-1"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;.
&lt;p&gt;In particolare, &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;IMMP V &amp;egrave; stato il primo a svolgersi dopo la morte
di papa Francesco e per i movimenti popolari ha costituito l&amp;rsquo;occasione
per iniziare il dialogo con Leone XIV&lt;/strong&gt;, dopo aver attraversato un periodo
di timore. &amp;laquo;Il nuovo Papa sar&amp;agrave; nostro amico come lo era Francesco?&amp;raquo; era
la domanda che molti si portavano nel cuore arrivando a Roma. Al tempo
stesso, &lt;strong&gt;stava vivendo una importante transizione anche la Piattaforma
EMMP&lt;/strong&gt;, cio&amp;egrave; l&amp;rsquo;organismo formato dai sei movimenti promotori, incaricato di favorire le relazioni dei movimenti popolari tra loro e con la
Chiesa, e di organizzare gli Incon
tri mondiali. A Juan Grabois, avvocato argentino, amico del card. Bergoglio e fondatore di MTE
(Movimento dei lavoratori esclusi)
e di UTEP (Unione dei lavoratori e delle lavoratrici dell&amp;rsquo;economia
popolare), oggi deputato al Parlamento argentino, che ne era stato
il coordinatore fin dalle origini, &amp;egrave;
succeduto don Mattia Ferrari, prete
dell&amp;rsquo;arcidiocesi di Modena-Nonantola e cappellano di Mediterranea
Saving Humans. Entrambi i passaggi rappresentano un tornante cruciale
nel processo di istituzionalizzazione di qualsiasi organizzazione, chiamata
a sopravvivere alla scomparsa &amp;ndash; reale o simbolica &amp;ndash; dei &amp;ldquo;padri fondatori&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;Chi sono i movimenti popolari &lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Anche se &amp;egrave; entrata nel lessico vaticano oltre dieci anni fa, vale la pena soffermarsi sul senso dell&amp;rsquo;espressione &amp;ldquo;movimenti popolari&amp;rdquo;, che pu&amp;ograve; assumere risonanze molto diverse nelle differenti aree linguistiche e culturali. Indica &lt;strong&gt;un variegato insieme di forme di auto-organizzazione a cui danno vita i poveri e gli esclusi per trovare soluzioni ai problemi fondamentali generati dalla precariet&amp;agrave; estrema delle loro condizioni di vita&lt;/strong&gt;. In termini descrittivi, si tratta di una moltitudine di venditori e venditrici ambulanti, straccivendoli e rigattieri, artigiani di strada, parcheggiatori e lavavetri, lavoratori a giornata, collaboratrici e collaboratori domestici, badanti, abitanti di baraccopoli o di case occupate, che vivono per strada o in alloggi di fortuna, comunit&amp;agrave; che praticano l&amp;rsquo;agricoltura e la pesca di sussistenza, braccianti e lavoratori agricoli stagionali, contadini senza terra, migranti senza documenti, ecc. La loro esistenza &amp;egrave; segnata dall&amp;rsquo;informalit&amp;agrave; in senso giuridico (ad esempio, non hanno un contratto di lavoro o di affitto, o un documento di identit&amp;agrave;), e questo li rende invisibili alle statistiche sociali ed economiche e allo sguardo dell&amp;rsquo;opinione pubblica, del mondo politico e talvolta della Chiesa. La conseguenza della precariet&amp;agrave; e dell&amp;rsquo;informalit&amp;agrave; &amp;egrave; l&amp;rsquo;impossibilit&amp;agrave; di godere delle forme di protezione sociale e dei diritti a cui accedono quanti fanno invece parte della societ&amp;agrave; in termini formali, come l&amp;rsquo;assistenza sanitaria, l&amp;rsquo;istruzione, la previdenza sociale, i diritti dei lavoratori, ecc. La legislazione riguardo a queste persone varia molto da un Paese all&amp;rsquo;altro e spesso &amp;egrave; pi&amp;ugrave; restrittiva di quella italiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I movimenti popolari nascono quando coloro che condividono la condizione di esclusione si uniscono in un soggetto collettivo per reclamare un cambiamento, con un grido che, notava papa Francesco nel discorso all&amp;rsquo;IMMP I, &amp;laquo;disturba&amp;raquo; e &amp;laquo;infastidisce&amp;raquo;. L&amp;rsquo;esclusione diventa la base di una nuova e potente soggettivit&amp;agrave; politica. Le richieste e le azioni dei movimenti popolari &lt;strong&gt;puntano al rispetto della dignit&amp;agrave; a cui tutti gli esseri umani hanno diritto&lt;/strong&gt;, attraverso il godimento delle prestazioni a cui tutti i cittadini devono poter accedere,&lt;strong&gt; e al rovesciamento di un sistema che si fonda &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;sull&amp;rsquo;esclusione&lt;/strong&gt;, per edificare una societ&amp;agrave; capace di inclusione e di cura per ogni persona e per la casa comune.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;&lt;span&gt;Lo svolgimento dell&amp;rsquo;Incontro e il discorso di Leone XIV&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;IMMP V si &amp;egrave; svolto a Roma, presso Spin Time, centro sociale della Capitale che &amp;egrave; la casa di numerosi movimenti popolari, associazioni e comitati, oltre che di quattrocento persone in emergenza abitativa. &lt;strong&gt;Vi hanno partecipato circa centottanta persone provenienti da ventisei Paesi di tutti i continenti&lt;/strong&gt;. Alla sessione inaugurale hanno preso parte il card. Baldassare Reina, vicario per la diocesi di Roma, che ha portato il saluto della Chiesa locale, e il card. Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, che sostiene il percorso degli IMMP fin dalle origini. Anche la Conferenza episcopale italiana ha inviato il proprio saluto. I partecipanti hanno lavorato sui temi che da sempre contraddistinguono gli IMMP &amp;ndash; terra, casa e lavoro (le tre &amp;ldquo;T&amp;rdquo;, in base alla versione spagnola &lt;em&gt;tierra, techo, trabajo&lt;/em&gt;) &amp;ndash; analizzando le dinamiche di esclusione nelle realt&amp;agrave; di provenienza e condividendo le lotte per ottenere maggiore giustizia. Il frutto di questo lavoro &amp;egrave; il &lt;em&gt;Documento finale&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;IMMP V e anima la &lt;em&gt;Lettera&lt;/em&gt; a papa Leone XIV preparata in vista dell&amp;rsquo;incontro con il Pontefice. Negli stessi giorni, la sera, in una piazza poco distante, si &amp;egrave; svolto il festival &amp;ldquo;Parola popolare&amp;rdquo;, promosso dal Comune di Roma nell&amp;rsquo;ambito delle iniziative per il Giubileo e finalizzato a favorire il coinvolgimento della popolazione nelle tematiche dell&amp;rsquo;IMMP V attraverso musica, cinema, dibattiti e cene delle comunit&amp;agrave; di tutto il mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il 23 ottobre i partecipanti hanno percorso le strade di Roma in corteo per raggiungere il Vaticano, e incontrare Leone XIV&lt;/strong&gt;. Nel suo discorso, il Papa ha dissipato i timori dei movimenti popolari, affermando subito &amp;laquo;sono con voi&amp;raquo; e ribadendo la continuit&amp;agrave; del suo magistero con quello di papa Francesco. Ha riconosciuto che viviamo in un sistema economico e sociale che non mette al centro la dignit&amp;agrave; della persona e per questo &amp;laquo;fallisce anche nella giustizia&amp;raquo; e ha enumerato alcune delle pi&amp;ugrave; drammatiche conseguenze di questo fallimento: la crisi climatica; i modelli di vita consumistici; la diffusione della dipendenza dal gioco d&amp;rsquo;azzardo digitale; il culto del benessere fisico che conduce alla dipendenza da sostanze; la violenza legata allo sfruttamento dei minerali critici; le politiche disumane nei confronti dei migranti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordando l&amp;rsquo;insegnamento di Agostino secondo cui &amp;laquo;uno Stato senza giustizia non &amp;egrave; uno Stato&amp;raquo;&lt;sup&gt;&lt;a id="footnote-25839-3-backlink" href="#footnote-25839-3"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;, ha affermato che &lt;strong&gt;la Chiesa riconosce come giusta la lotta dei movimenti popolari e come necessaria e legittima la loro ricerca di alternative&lt;/strong&gt;. Serve infatti a trovare rimedi alla mancanza di giustizia, a fronte della quale propone un&amp;rsquo;alleanza che vede i movimenti popolari come protagonisti, poich&amp;eacute; &amp;laquo;insieme alle persone di buona volont&amp;agrave;, i cristiani, i credenti, i Governi sono chiamati con urgenza a colmare quel vuoto, avviando processi di giustizia e solidariet&amp;agrave; che si diffondano in tutta la societ&amp;agrave;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, mentre nei discorsi agli IMMP Francesco si rivolgeva unicamente ai movimenti popolari, in questa occasione Leone ha scelto di interpellare direttamente la Chiesa: &amp;laquo;&lt;strong&gt;E&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;come la Chiesa ha accompagnato la formazione dei sindacati in passato, oggi dobbiamo accompagnare i movimenti popolari&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Istituisce cos&amp;igrave; un parallelo di grande importanza, perch&amp;eacute; individua nei movimenti popolari una possibile risposta alla crisi della rappresentanza sindacale, che coinvolge &amp;laquo;ormai una percentuale sempre pi&amp;ugrave; esigua dei lavoratori&amp;raquo;. Ma soprattutto indica alla Chiesa una modalit&amp;agrave; precisa di azione, che va al di l&amp;agrave; dell&amp;rsquo;accompagnamento pastorale che da sempre si dirige anche ai poveri e agli esclusi. Qui l&amp;rsquo;invito &amp;egrave; a trovare forme di accompagnamento di realt&amp;agrave; organizzate, non di singoli o comunit&amp;agrave;, in vista di un&amp;rsquo;azione politica. Fu questo il modo di agire dei molti parroci che negli anni successivi alla pubblicazione dell&amp;rsquo;enciclica &lt;em&gt;Rerum novarum&lt;/em&gt; da parte di Leone XIII si prodigarono per promuovere il movimento sindacale e quello cooperativo. In seguito furono i preti operai a sperimentare e mostrare alla Chiesa una forma di accompagnamento dall&amp;rsquo;interno del movimento operaio, condividendone la vita, imparandone la lingua, la cultura e le modalit&amp;agrave; di azione e sostenendone le lotte. Qualcosa di analogo va praticato oggi nei confronti dei movimenti popolari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In sintesi, &lt;strong&gt;il discorso di Leone XIV all&amp;rsquo;IMMP V si inserisce con decisione nel solco dell&amp;rsquo;esortazione apostolica &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dilexi te&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, pubblicata appena qualche settimana prima, il 4 ottobre 2025, la quale dedica ai movimenti popolari i nn. 80-81&lt;sup&gt;&lt;a id="footnote-25839-4-backlink" href="#footnote-25839-4"&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;. Assai significativa &amp;egrave; la collocazione di questi paragrafi a conclusione del cap. 3 dell&amp;rsquo;esortazione, intitolato &amp;laquo;Una Chiesa per i poveri&amp;raquo;, che ripercorre la storia dell&amp;rsquo;impegno ecclesiale nei loro confronti, dall&amp;rsquo;istituzione dei diaconi da parte degli apostoli fino, appunto, ai movimenti popolari. Questi ultimi fanno dunque parte della storia della Chiesa, sebbene i cattolici rappresentino soltanto il 40% circa dei membri, impegnati fianco a fianco di cristiani di altre confessioni e di persone che professano altre religioni o convinzioni. &lt;strong&gt;Ci troviamo di fronte a una interpretazione sinodale della storia della Chiesa, di cui si fa parte non solo in forza dell&amp;rsquo;appartenenza confessionale, ma anche della disponibilit&amp;agrave; a camminare insieme&lt;/strong&gt;, come dimostrano i movimenti popolari. Al loro interno gi&amp;agrave; si vive quanto il &lt;em&gt;Documento finale&lt;/em&gt; del Sinodo 2021-2024 afferma al n. 123: &amp;laquo;una Chiesa sinodale s&amp;rsquo;impegna a camminare, nei diversi luoghi in cui vive, con i credenti di altre religioni e con le persone di altre convinzioni, condividendo gratuitamente la gioia del Vangelo e accogliendo con gratitudine i loro rispettivi doni: per costruire insieme, da fratelli e sorelle tutti, in spirito di mutuo scambio e aiuto (cfr GS 40), la giustizia, la fraternit&amp;agrave;, la pace e il dialogo interreligioso&amp;raquo;&lt;span&gt;&lt;a id="footnote-25839-5-backlink" href="#footnote-25839-5"&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;&lt;span&gt;Un cammino che continua: il rapporto con la Chiesa&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Questo approccio sinodale di Leone XIV, centrato sull&amp;rsquo;accompagnamento e sul camminare insieme, trova corrispondenza nell&amp;rsquo;attenzione che la &lt;em&gt;Dichiarazione finale&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;IMMP V dedica alla relazione con la Chiesa. Rispetto agli analoghi documenti precedenti, &amp;egrave; questa la novit&amp;agrave; di un testo che, comprensibilmente, in larga parte &amp;egrave; dedicato alla formulazione di proposte relative ai temi da sempre a cuore dei movimenti popolari (dal lavoro dignitoso alla protezione sociale dei lavoratori, dalla pace al debito estero, dall&amp;rsquo;uguaglianza di genere alla democrazia popolare, dai diritti dei migranti alla giustizia ecologica) e all&amp;rsquo;elaborazione di strategie per raggiungere un maggiore impatto, principalmente attraverso un&amp;rsquo;azione pi&amp;ugrave; coordinata a livello globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa novit&amp;agrave; &amp;egrave; il frutto di un percorso lento e silenzioso, che si &amp;egrave; consolidato nel corso degli anni e si &amp;egrave; concretizzato nel fatto che all&amp;rsquo;IMMP V numerose delegazioni erano accompagnate da una rappresentanza ufficiale delle Chiese locali dei Paesi di provenienza (vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose), cos&amp;igrave; come nella gi&amp;agrave; ricordata attenzione per l&amp;rsquo;evento da parte della diocesi di Roma e della Chiesa italiana. Fedele a questa esperienza, &lt;strong&gt;la Dichiarazione finale insiste proprio sulla necessit&amp;agrave; di rinforzare i legami tra movimenti popolari e Chiese locali&lt;/strong&gt;. Il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale &amp;egrave; in contatto attivo con le Conferenze episcopali e le diocesi di tutto il mondo, accompagna e sostiene il percorso degli IMMP e promuove questa relazione a livello locale e regionale.&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con un intreccio che appare simbolicamente significativo, il coordinamento della Piattaforma EMMP passa da un laico a un sacerdote, mentre, al tempo stesso, per la prima volta un IMMP si svolge in uno spazio non ecclesiale, anzi decisamente laico, anche se non privo di relazioni con la Chiesa: il centro sociale Spin Time, da dove i movimenti popolari si muovono per raggiungere il Vaticano e incontrare il Papa percorrendo le vie della citt&amp;agrave;, cio&amp;egrave; attraversando lo spazio pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli IMMP costituiscono cos&amp;igrave;, anche visivamente, &lt;strong&gt;una sorta di cerniera che da una parte porta i poveri e gli esclusi nel cuore simbolico della Chiesa, dall&amp;rsquo;altra rende presente la Chiesa nel mondo popolare&lt;/strong&gt;. I movimenti popolari si presentano come una forma per attuare l&amp;rsquo;intuizione che papa Francesco formul&amp;ograve; nei nn. 230-231 dell&amp;rsquo;esortazione apostolica &lt;em&gt;Christus vivit&lt;/em&gt;, proponendo &amp;laquo;di dar vita a una pastorale popolare nel mondo dei giovani [&amp;hellip;] includendo nel cammino giovanile i pi&amp;ugrave; poveri, deboli, limitati e feriti&amp;raquo;. Il riferimento al mondo giovanile &amp;egrave; legato al fatto che &lt;em&gt;Christus vivit&lt;/em&gt; &amp;egrave; l&amp;rsquo;esortazione che segue al Sinodo sui giovani del 2018, ma quella intuizione vale anche per la societ&amp;agrave; nel suo insieme. Tra i soggetti chiave di questa pastorale l&amp;rsquo;esortazione identifica &amp;laquo;quei giovani credenti che sono leader naturali nei quartieri e nei diversi ambienti&amp;raquo; e che proprio nei movimenti popolari trovano spesso una opportunit&amp;agrave; di crescere in una leadership inclusiva, generosa e onesta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;&lt;span&gt;La buona notizia dei movimenti popolari&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;L&amp;rsquo;IMMP V contiene dunque una provocazione sulla collocazione dei movimenti popolari: li vede in cammino tra due poli. Il primo &amp;egrave; Spin Time, luogo profano (nel senso in cui il Vaticano II usa questa parola nel n. 36 della costituzione &lt;/span&gt;&lt;em&gt;Gaudium et spes&lt;/em&gt;&lt;span&gt;, cio&amp;egrave; ambito in cui uomini e donne si impegnano nella storia nel rispetto della legittima autonomia delle realt&amp;agrave; terrene), ma abitato da desideri e speranze che sanno di Vangelo. Il secondo &amp;egrave; il Vaticano, dove la Chiesa come istituzione li riconosce, li accoglie, li abbraccia e affida loro una missione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Come abbiamo visto, anche Leone XIV lancia una provocazione sulla collocazione dei movimenti popolari, inserendoli nel cap. 3 della &lt;/span&gt;&lt;em&gt;Dilexi te&lt;/em&gt;&lt;span&gt;, cio&amp;egrave; nella lunga storia della diaconia della Chiesa, ovvero del suo amore per i poveri che si traduce in gesti concreti. Al momento sono l&amp;rsquo;ultimo paragrafo, ma altri se ne aggiungeranno perch&amp;eacute; lo Spirito continuer&amp;agrave; a suscitare nuove forme per incarnare l&amp;rsquo;amore preferenziale di Dio per i poveri. Ma &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;la collocazione dei movimenti popolari in questo capitolo contiene una promessa: non saranno dimenticati&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, come stanno a testimoniare le tante iniziative, figure e istituzioni che riempiono i nn. 37-79 dell&amp;rsquo;esortazione, dai Padri della Chiesa agli ordini monastici e mendicanti, da Vincenzo de&amp;rsquo; Paoli a don Bosco a madre Teresa di Calcutta, per citarne solo alcuni. Nessuna sar&amp;agrave; dimenticata per il bene fatto ai poveri, ma anche per aver rivelato alla Chiesa un volto di Cristo che altrimenti sarebbe stato nascosto, per aver messo in luce un significato ulteriore della buona notizia del Vangelo e per aver reso presente la Chiesa l&amp;agrave; dove altrimenti non sarebbe riuscita ad arrivare. &amp;Egrave; questo oggi il ministero dei movimenti popolari e di coloro che li accompagnano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="footnotes"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a id="footnote-25839-1" href="#footnote-25839-1-backlink"&gt; 1&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;  Ad esempio, il primo incontro dei Movimenti popolari italiani ha avuto luogo a Verona, il 17 maggio 2024, in occasione di &amp;ldquo;Arena di pace 2024. Giustizia e pace si baceranno&amp;rdquo; (cfr &amp;lt;www.arenadipace.it&amp;gt;), evento promosso dalla diocesi di Verona e da alcune testate cattoliche, tra cui &lt;span&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/span&gt;, concluso il 18 maggio con la presenza di papa Francesco.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a id="footnote-25839-2" href="#footnote-25839-2-backlink"&gt; 2&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;  Ai cinque originari &amp;ndash; Uni&amp;oacute;n de Trabajadores de la Econom&amp;iacute;a Popular (UTEP, Argentina), Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra &amp;ndash; La Via Campesina (MST-VC, Brasile), Hermandad Obrera de Acci&amp;oacute;n Cat&amp;oacute;lica &amp;ndash; Movimiento Mundial de Trabajadores Cristianos (HOAC-MMTC, Spagna), PICO Network (USA), Slum Dwellers International (SDI, Sudafrica) &amp;ndash; si &amp;egrave; aggiunto nel 2020 Mediterranea Saving Humans (Italia).&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a id="footnote-25839-3" href="#footnote-25839-3-backlink"&gt; 3&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span&gt;Agostino&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;De civitate Dei&lt;/span&gt;, XIX, 21, 1.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a id="footnote-25839-4" href="#footnote-25839-4-backlink"&gt; 4&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;  In precedenza, i movimenti popolari erano gi&amp;agrave; stati menzionati nei nn. 116 e 169 dell&amp;rsquo;enciclica &lt;span&gt;Fratelli tutti&lt;/span&gt; di papa Francesco.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a id="footnote-25839-5" href="#footnote-25839-5-backlink"&gt; 5&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span&gt;Francesco &amp;ndash; XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione. Documento finale&lt;/span&gt;, 2024, in &amp;lt;www.synod.va&amp;gt;.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69318</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 23:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Famiglie in Italia</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/famiglie-in-italia/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69344.jpg'&gt;&lt;br/&gt;La struttura delle famiglie riflette l&amp;rsquo;evoluzione della societ&amp;agrave; italiana: il
tramonto della famiglia estesa, il calo del numero dei figli per coppia, la
difficolt&amp;agrave; dei giovani a lasciare la famiglia di origine, i divari territoriali e la presenza crescente di un&amp;rsquo;ampia popolazione di persone sole, soprattutto anziane. Si tratta di caratteristiche strutturali della societ&amp;agrave;, che probabilmente si rafforzeranno nei prossimi decenni.</content:encoded><author>Mauro BOSSI</author><category>Infografiche</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69344</guid><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 23:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Famiglie, prima che cosche. Genitori e minori esposti alla vulnerabilità mafiosa</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/famiglie-prima-che-cosche-genitori-e-minori-esposti-alla-vulnerabilita-mafiosa/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69345.jpg'&gt;&lt;br/&gt;</content:encoded><author>Cesare SPOSETTI</author><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69345</guid><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 23:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Il libraio di Gaza</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/il-libraio-di-gaza/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69352.jpg'&gt;&lt;br/&gt;</content:encoded><author>Cesare SPOSETTI</author><category>Recensioni</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69352</guid><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 23:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>L’uomo quantistico. Mente, società, democrazia: dove ci porterà la prossima rivoluzione digitale</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/luomo-quantistico-mente-societa-democrazia-dove-ci-portera-la-prossima-rivoluzione-digitale/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69353.jpg'&gt;&lt;br/&gt;</content:encoded><author>Italo TANONI</author><category>Recensioni</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69353</guid><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 23:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>La fabbrica dei voti. Sull’utilità e il danno della valutazione a scuola</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/la-fabbrica-dei-voti-sullutilita-e-il-danno-della-valutazione-a-scuola/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69351.jpg'&gt;&lt;br/&gt;</content:encoded><author>Giacomo ANDREETTA</author><category>Recensioni</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69351</guid><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 23:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Teologia dell’empatia. La partecipazione empatica del Dio trinitario alle sofferenze del mondo</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/teologia-dellempatia-la-partecipazione-empatica-del-dio-trinitario-alle-sofferenze-del-mondo/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69355.jpg'&gt;&lt;br/&gt;</content:encoded><author>Edoardo ARCIDIACONO</author><category>Recensioni</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69355</guid><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 23:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>«Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!». Una prospettiva biblica sulla politica</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/quanto-il-signore-ha-detto-noi-lo-faremo-una-prospettiva-biblica-sulla-politica/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69347.jpg'&gt;&lt;br/&gt;</content:encoded><author>Giuseppe TROTTA</author><category>Bibbia aperta</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69347</guid><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>«Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!». Una prospettiva biblica sulla politica</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/quanto-il-signore-ha-detto-noi-lo-faremo-una-prospettiva-biblica-sulla-politica/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69347.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Le radici della democrazia si trovano solo nel terreno di Atene e Roma o si possono rintracciare anche altrove, ad esempio a Gerusalemme? Per secoli la Bibbia &amp;egrave; stata &amp;ldquo;il grande codice&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;Occidente, fonte autorevole e criterio di verifica di ogni sapere, e come tale non ha mancato di ispirare il pensiero e la prassi politica. Nel corso della storia si &amp;egrave; diffusa anche la posizione opposta, con la separazione rigorosa tra l&amp;rsquo;ambito religioso e quello politico. Pu&amp;ograve; essere ancora considerato di qualche utilit&amp;agrave; l&amp;rsquo;approccio biblico alla politica, rispetto alle questioni contemporanee?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Rispettando la distanza culturale fra noi e il mondo biblico, &amp;egrave; possibile scoprire ancora una sorprendente attualit&amp;agrave; di questo testo ispirato. La rilettura del racconto dell&amp;rsquo;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Esodo&lt;/em&gt;, nel suo rapporto con gli altri libri biblici e le vicende successive della storia d&amp;rsquo;Israele, ci guider&amp;agrave; alla scoperta dei principi fondamentali dell&amp;rsquo;organizzazione politica del popolo di Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;Dio come unico sovrano&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Gedeone, uno dei capi carismatici, chiamati giudici, che Dio suscitava quando il popolo d&amp;rsquo;Israele si trovava in balia di qualche nemico, guidato dal Signore riesce a sconfiggere i madianiti, una trib&amp;ugrave; nomade che faceva razzie nei territori in cui Israele si era da poco stanziato dopo l&amp;rsquo;uscita dall&amp;rsquo;Egitto (cfr &lt;em&gt;Giudici&lt;/em&gt; 6-8).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;In seguito alla vittoria, una delegazione del popolo si reca&lt;/span&gt; da lui per dirgli: &amp;laquo;&lt;em&gt;Governa tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, poich&amp;eacute; ci hai salvati dalla mano di Madian&lt;/em&gt;&amp;raquo;. &amp;Egrave; evidente, infatti, che Gedeone &amp;egrave; stato scelto e assistito dal Signore: dare a lui il potere avrebbe consentito agli israeliti di vivere al sicuro, protetti dagli altri popoli nemici o da minacce improvvise, come quella delle trib&amp;ugrave; nomadi. Ma la richiesta viene rigettata da Gedeone perch&amp;eacute; dice: &amp;laquo;&lt;em&gt;Non vi governer&amp;ograve; io n&amp;eacute; vi governer&amp;agrave; mio figlio: il Signore vi governer&amp;agrave;&lt;/em&gt;&amp;raquo; (&lt;em&gt;Giudici&lt;/em&gt; 8,22-23).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa risposta c&amp;rsquo;&amp;egrave; tutto il dramma politico di Israele: &lt;strong&gt;come pu&amp;ograve; organizzarsi coerentemente un popolo il cui unico e diretto governante deve essere Dio? &lt;/strong&gt;Come pu&amp;ograve; governare sulla terra un Essere trascendente, il Signore che abita nei cieli, invisibile, di cui nemmeno si possono fare immagini? Qualunque tipo di organizzazione politica, infatti, necessita di strutture materiali, di forme istituzionali riconoscibili per esercitare il potere. Cos&amp;igrave;, dalla necessit&amp;agrave; di mettere insieme queste due istanze &amp;ndash; governo di Dio e forme istituzionali &amp;ndash; &lt;strong&gt;nasce nella storia di Israele la questione di quale possa essere l&amp;rsquo;organizzazione politica migliore per garantire che la sovranit&amp;agrave; sia solo, e quanto pi&amp;ugrave; direttamente possibile, del Signore&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;Il codice dell&amp;rsquo;alleanza&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Com&amp;rsquo;&amp;egrave; tipico della cultura ebraica, la risposta non viene cercata e costruita per via speculativa, ma attraverso la rilettura delle vicende storiche vissute dal popolo di Israele, nelle quali il Signore si &amp;egrave; manifestato e ha dimostrato la sua sovranit&amp;agrave;. Pertanto, &lt;strong&gt;le indicazioni necessarie a orientare la ricerca verso la soluzione migliore vanno ricavate dai fatti storici e dalla loro interpretazione mediante la fede&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra tutti gli eventi, la vicenda dell&amp;rsquo;esodo dall&amp;rsquo;Egitto &amp;egrave; senz&amp;rsquo;altro la pi&amp;ugrave; significativa, fondamento di ogni altra situazione storica, tanto da aver assunto una valenza simbolica anche lungo la storia successiva: basti pensare alla lotta contro la schiavit&amp;ugrave; degli afroamericani, ispirata e assimilata alla liberazione di Israele dall&amp;rsquo;Egitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il processo di liberazione narrato nell&amp;rsquo;&lt;em&gt;Esodo&lt;/em&gt; si svolge in due passaggi. Il primo &amp;egrave; simbolico, puramente carismatico perch&amp;eacute; dovuto ai prodigi che Dio compie per mano di Mos&amp;egrave;, in quella lotta con il faraone che solo lui pu&amp;ograve; sostenere in modo vittorioso: si tratta, infatti, di sconfiggere un potere terreno che pretende di essere divino, svelandone l&amp;rsquo;impotenza di fronte a quello dell&amp;rsquo;unico, vero Dio (cfr &lt;em&gt;Esodo&lt;/em&gt; 7-14). Il secondo, invece, consiste nella stipula dell&amp;rsquo;alleanza attraverso il dono della legge e coinvolge la libera adesione del popolo nell&amp;rsquo;adottare e istituire un codice legislativo, ed &amp;egrave; un evento ripetibile. Sebbene, infatti, anche le leggi vengano da Dio per mezzo di Mos&amp;egrave;, non sono imposte a Israele come quelle promulgate dai re dei popoli limitrofi, ma richiedono l&amp;rsquo;adesione da parte del popolo. Prima di comunicare a Mos&amp;egrave; il Decalogo e le leggi, Dio lo chiama infatti sul monte e gli chiede di consultare il popolo riguardo l&amp;rsquo;alleanza che ha intenzione di stipulare con Israele (&lt;em&gt;Esodo&lt;/em&gt; 19,1-8):&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Mos&amp;egrave; sal&amp;igrave; verso Dio, e il Signore lo chiam&amp;ograve; dal monte, dicendo: &amp;laquo;Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Voi stessi avete visto ci&amp;ograve; che io ho fatto all&amp;rsquo;Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una propriet&amp;agrave; particolare tra tutti i popoli; mia infatti &amp;egrave; tutta la terra! &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa&amp;rdquo;. Queste parole dirai agli Israeliti&amp;raquo;. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Mos&amp;egrave; and&amp;ograve;, convoc&amp;ograve; gli anziani del popolo e rifer&amp;igrave; loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Tutto il popolo rispose insieme e disse: &amp;laquo;Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!&amp;raquo;. Mos&amp;egrave; torn&amp;ograve; dal Signore e rifer&amp;igrave; le parole del popolo.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta ricevuta la legge dal Signore, Mos&amp;egrave; celebra l&amp;rsquo;alleanza leggendo il codice legislativo a cui il popolo rinnova il consenso (&lt;em&gt;Esodo&lt;/em&gt; 24,4-8):&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Mos&amp;egrave; scrisse tutte le parole del Signore. Si alz&amp;ograve; di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici trib&amp;ugrave; d&amp;rsquo;Israele. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Incaric&amp;ograve; alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Mos&amp;egrave; prese la met&amp;agrave; del sangue e la mise in tanti catini e ne vers&amp;ograve; l&amp;rsquo;altra met&amp;agrave; sull&amp;rsquo;altare. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Quindi prese il libro dell&amp;rsquo;alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: &amp;laquo;Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto&amp;raquo;. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Mos&amp;egrave; prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: &amp;laquo;Ecco il sangue dell&amp;rsquo;alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!&amp;raquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa cerimonia, in cui la lettura della legge e l&amp;rsquo;assunzione di responsabilit&amp;agrave; da parte del popolo sanciscono l&amp;rsquo;adesione all&amp;rsquo;alleanza con il Signore, si ripete pi&amp;ugrave; volte nella storia d&amp;rsquo;Israele: dopo la conquista della terra, a Sichem, per mezzo di Giosu&amp;egrave; (cfr &lt;em&gt;Giosu&amp;egrave;&lt;/em&gt; 24); dopo il ritrovamento del libro della legge nel tempio da parte degli scribi del re Giosia (cfr &lt;em&gt;2Re&lt;/em&gt; 22); al ritorno dall&amp;rsquo;esilio babilonese, sotto la guida del sacerdote e scriba Esdra e del governatore Neemia (cfr &lt;em&gt;Neemia&lt;/em&gt; 8-10).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mentre le forme istituzionali mutano nel corso del tempo&lt;/strong&gt;, passando dal governo degli anziani o di capi carismatici a quello del re, prima dell&amp;rsquo;esilio, e a quello dei sacerdoti dopo, &lt;strong&gt;la legge costituisce l&amp;rsquo;elemento di continuit&amp;agrave;, l&amp;rsquo;espressione di quel patto fra Dio e il popolo che si conserva intatto al di l&amp;agrave; delle mutevoli circostanze storiche, rinnovandosi di continuo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Del resto, il fatto che per la prima volta il codice legislativo sia promulgato nel deserto &amp;egrave; gi&amp;agrave; significativo del suo essere fin dall&amp;rsquo;origine svincolato dalle situazioni contingenti nello spazio e nel tempo: chi lo adotta pu&amp;ograve; osservarlo a prescindere dal luogo in cui si trova a vivere e dalla condizione storica particolare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La legge, promulgata da Dio per mezzo dei suoi intermediari e adottata con il consenso popolare, diventa la cifra istituzionale di Israele, segno di identit&amp;agrave; e appartenenza ovunque e per sempre, come sottolinea Mos&amp;egrave; nel &lt;em&gt;Deuteronomio &lt;/em&gt;(4,5-8):&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perch&amp;eacute; le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perch&amp;eacute; quella sar&amp;agrave; la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: &amp;ldquo;Questa grande nazione &amp;egrave; il solo popolo saggio e intelligente&amp;rdquo;. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Infatti quale grande nazione ha gli d&amp;egrave;i cos&amp;igrave; vicini a s&amp;eacute;, come il Signore, nostro Dio, &amp;egrave; vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come &amp;egrave; tutta questa legislazione che io oggi vi do?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;Al di sopra della legge, nessuno&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;La centralit&amp;agrave; della legge nella storia delle istituzioni d&amp;rsquo;Israele risalta ancora di pi&amp;ugrave; se confrontata con analoghi istituti del Vicino Oriente antico. In particolare, si riscontrano molte affinit&amp;agrave; con il codice di Hammurabi, sovrano babilonese vissuto intorno al 1800 a.C., che eman&amp;ograve; una serie di leggi fatte incidere su una stele oggi conservata al Louvre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il testo cuneiforme &amp;egrave; sovrastato da una incisione in cui si vede il dio Shamash (il Sole) o Marduk, il dio principale del pantheon babilonese, che consegna la legge a Hammurabi, il quale tiene una mano sulla bocca, segno anche nella Bibbia di rispetto e timore della divinit&amp;agrave;. Per&amp;ograve; la legge &amp;egrave; emanata da Hammurabi, senza alcun consenso da parte del popolo: &amp;egrave; la volont&amp;agrave; del re, in quanto ispirato o addirittura figlio del dio o di natura divina lui stesso, come il faraone. Mos&amp;egrave;, al contrario, &amp;egrave; un profeta pienamente umano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;adesione consensuale richiesta&lt;/strong&gt;, invece, &lt;strong&gt;al popolo d&amp;rsquo;Israele segna un elemento che oggi potremmo chiamare &amp;ldquo;democratico&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;, pur con le dovute proporzioni, nel senso che c&amp;rsquo;&amp;egrave; una responsabilit&amp;agrave; collettiva nel rispettare la legge, concepita non pi&amp;ugrave; come un insieme di norme promulgate da un&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; separata e al di sopra di esse, ma come un elemento di identit&amp;agrave; e segno di appartenenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, nelle cornici narrative in cui sono inseriti i testi legislativi, si trova spesso qualche espressione esortativa, che motiva l&amp;rsquo;osservanza. Ad esempio: &amp;laquo;&lt;em&gt;Oggi, perci&amp;ograve;, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perch&amp;eacute; tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui &lt;a id="_idTextAnchor001"&gt;&lt;/a&gt;tu stai per entrare per prenderne possesso&lt;/em&gt;&amp;raquo; (&lt;em&gt;Deuteronomio&lt;/em&gt; 30,16). O ancora: &amp;laquo;&lt;em&gt;Ric&amp;ograve;rdati che sei stato schiavo in Egitto: osserva e metti in pratica queste leggi&lt;/em&gt;&amp;raquo; (&lt;em&gt;Deuteronomio&lt;/em&gt; 16,12).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il rispetto della legge, quindi, non &amp;egrave; motivato dalla paura della sanzione, ma dal desiderio di vita piena di cui rappresenta la &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;realizzazione&lt;/strong&gt;. Le norme legali, infatti, sono necessarie affinch&amp;eacute; il popolo rimanga libero e fedele al Signore che l&amp;rsquo;ha liberato dall&amp;rsquo;Egitto. La loro osservanza &amp;egrave; garanzia di prosperit&amp;agrave; e sicurezza. Pertanto, nessuno, neanche il re, pu&amp;ograve; ergersi al di sopra di esse, perch&amp;eacute; ne deriverebbe un danno per tutto il popolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla monarchia e alle altre figure istituzionali d&amp;rsquo;Israele il testo biblico dedica particolare attenzione, soprattutto nel passaggio da un tipo di leadership carismatica, di cui il gi&amp;agrave; citato Gedeone &amp;egrave; esempio, a una di stampo ereditario, come quella del re. Fu una svolta molto controversa proprio per la necessit&amp;agrave; di garantire che il governo fosse esercitato solo da Dio. &lt;em&gt;1Samuele&lt;/em&gt; ne conserva tutta la drammaticit&amp;agrave; nel dibattito fra i filomonarchici e gli antimonarchici: nonostante i rischi evidenziati da Samuele nel dare al re il potere sul popolo, il Signore impone al profeta di accondiscendere alla richiesta (cfr &lt;em&gt;1Samuele&lt;/em&gt; 8). Questa vicenda segna l&amp;rsquo;inizio della monarchia in Israele e della progressiva istituzionalizzazione delle varie figure governative attorno al re.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno di questi, Giosia, nel 622 a.C. ritrova nel tempio il libro della legge, il &lt;em&gt;Deuteronomio&lt;/em&gt;, una copia di quella ricevuta da Mos&amp;egrave; sul Sinai, da lui riletta e aggiornata quando Israele &amp;egrave; ormai giunto alle soglie della terra promessa. In questo codice, nei capitoli 16-18, vengono descritti i doveri di chi riveste ruoli istituzionali: il giudice, il re, il sacerdote e il profeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Alcuni esegeti paragonano la divisione dei poteri descritta in questo testo a quella sancita da Montesquieu ne &lt;em&gt;Lo spirito delle leggi&lt;/em&gt; del 1748, e la mettono a confronto con le costituzioni degli Stati moderni&lt;/strong&gt; (cfr &lt;span&gt;Ska J.-L.&lt;/span&gt;, &lt;em&gt;Il libro sigillato e il libro aperto&lt;/em&gt;, EDB, Bologna 2005, 463-479). Si tratta di una legislazione utopica, ma ispirativa e molto significativa per le garanzie previste al fine di evitare che gli errori politici dei re o l&amp;rsquo;infedelt&amp;agrave; all&amp;rsquo;alleanza da parte delle istituzioni potessero avere conseguenze catastrofiche per il popolo (&lt;em&gt;Deuteronomio&lt;/em&gt; 17,14-20):&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;sup&gt;14&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti e ne avrai preso possesso e l&amp;rsquo;abiterai, se dirai: &amp;ldquo;Voglio costituire sopra di me un re come tutte le nazioni che mi stanno intorno&amp;rdquo;, &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;15&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;dovrai costituire sopra di te come re colui che il Signore, tuo Dio, avr&amp;agrave; scelto. Costituirai sopra di te come re uno dei tuoi fratelli; non potrai costituire su di te uno straniero che non sia tuo fratello. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;16&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Ma egli non dovr&amp;agrave; procurarsi un gran numero di cavalli n&amp;eacute; far tornare il popolo in Egitto per procurarsi un gran numero di cavalli, perch&amp;eacute; il Signore vi ha detto: &amp;ldquo;Non tornerete pi&amp;ugrave; indietro per quella via!&amp;rdquo;. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;17&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Non dovr&amp;agrave; avere un gran numero di mogli, perch&amp;eacute; il suo cuore non si smarrisca; non abbia grande quantit&amp;agrave; di argento e di oro. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;18&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Quando si insedier&amp;agrave; sul trono regale, scriver&amp;agrave; per suo uso in un libro una copia di questa legge, secondo l&amp;rsquo;esemplare dei sacerdoti leviti. &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;19&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;Essa sar&amp;agrave; con lui ed egli la legger&amp;agrave; tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere il Signore, suo Dio, e a osservare tutte le parole di questa legge e di questi statuti, &lt;/em&gt;&lt;sup&gt;20&lt;/sup&gt;&lt;em&gt;affinch&amp;eacute; il suo cuore non si insuperbisca verso i suoi fratelli ed egli non si allontani da questi comandi, n&amp;eacute; a destra n&amp;eacute; a sinistra, e prolunghi cos&amp;igrave; i giorni del suo regno, lui e i suoi figli, in mezzo a Israele.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il re non pu&amp;ograve; avere un&amp;rsquo;eccessiva ricchezza, n&amp;eacute; un esercito troppo potente, n&amp;eacute; tante mogli, perch&amp;eacute; i matrimoni erano s&amp;igrave; un modo per stabilire alleanze con altri popoli, ma comportavano il rischio di introdurre in Israele il culto di altre divinit&amp;agrave; accanto a quella dell&amp;rsquo;unico Dio, il Signore. &lt;strong&gt;Sul re ricade un solo dovere sopra ogni altro: tenere con s&amp;eacute; una copia della legge e leggerla ogni giorno&lt;/strong&gt;. In questo modo viene limitato nel suo potere a vantaggio del servizio che deve svolgere per il popolo, principio per cui la sua stessa persona viene subordinata al rispetto della legge divina, contenente principi e norme a tutela del bene di tutti e non redatta da lui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;La &amp;ldquo;Costituzione&amp;rdquo; biblica&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Al di l&amp;agrave; delle diverse strutture istituzionali che Israele pu&amp;ograve; scegliere, quindi, per garantire a Dio la sovranit&amp;agrave; bisogna adottare e rispettare la legge promulgata da lui, di cui il Decalogo sintetizza i principi fondamentali (cfr &lt;em&gt;Deuteronomio&lt;/em&gt; 5).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;, mentre la Bibbia afferma il governo monocratico e assoluto di Dio, il modo in cui da quest&amp;rsquo;unica fonte della sovranit&amp;agrave; derivano e vengono riorganizzate nel corso della storia le strutture istituzionali d&amp;rsquo;Israele procede secondo alcuni principi fondamentali di tutela dei diritti e delle libert&amp;agrave; di ciascun membro del popolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; una lezione sempre attuale, che insegna come permeare di un sano spirito religioso la nostra vita politica, ispirando vigilanza e senso critico nei confronti dei governanti, per impedire che si rendano sempre pi&amp;ugrave; indipendenti dalla legge o la pieghino ai propri interessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Rielaborazione dell&amp;rsquo;A. della relazione tenuta all&amp;rsquo;Incontro nazionale di studi delle ACLI, intitolato &amp;ldquo;La democrazia nelle tue mani. Il potere di esserci&amp;rdquo; (Firenze, 25-27 settembre 2025).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69347</guid><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Alternative possibili al disordine mondiale</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/alternative-possibili-al-disordine-mondiale/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69340.jpg'&gt;&lt;br/&gt;</content:encoded><author>Giuseppe RIGGIO</author><category>Editoriali</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69340</guid><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Alternative possibili al disordine mondiale</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/alternative-possibili-al-disordine-mondiale/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69340.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio del 2024, rivolgendosi ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede per il tradizionale appuntamento degli auguri di inizio anno, papa Francesco osservava che &amp;laquo;il mondo &amp;egrave; attraversato da un crescente numero di conflitti che lentamente trasformano quella che ho pi&amp;ugrave; volte definito &amp;ldquo;terza guerra mondiale a pezzi&amp;rdquo; in un vero e proprio conflitto globale&amp;raquo;. A distanza di due anni, gli eventi accaduti sulla scena politica internazionale hanno offerto ulteriori motivi per ritenere questa affermazione realistica e fondata. Ne sono una riprova gli eventi recenti &amp;ndash; l&amp;rsquo;ultimo in ordine temporale &amp;egrave; l&amp;rsquo;attacco militare di Stati Uniti e Israele nei confronti dell&amp;rsquo;Iran &amp;ndash; e le voci che circolano con insistenza su altri fronti che si potrebbero aprire, come nel caso di Cuba. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da cittadini guardiamo preoccupati al fatto che sempre pi&amp;ugrave; spesso gli Stati ricorrono alla forza o alle minacce per trovare soluzioni a contrasti politici o economici, invece di usare gli strumenti del diritto e della diplomazia. Cos&amp;igrave; &lt;strong&gt;nel mondo i focolai di guerra si moltiplicano e si protraggono nel tempo&lt;/strong&gt;: per milioni di persone la violenza della guerra &amp;egrave; divenuta una drammatica normalit&amp;agrave;, che quasi non fa pi&amp;ugrave; notizia (pensiamo a Gaza o all&amp;rsquo;Ucraina) o non ha mai fatto notizia, perch&amp;eacute; riguarda Paesi, come il Sudan o il Myanmar, ritenuti marginali dai mezzi di informazione mainstream. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per spiegare perch&amp;eacute; &amp;laquo;la guerra &amp;egrave; tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando&amp;raquo; (&lt;span&gt;Leone &lt;/span&gt;XIV, &lt;em&gt;Discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede&lt;/em&gt;, 9 gennaio 2026) possono essere evocate ragioni di natura politica o economica, alcune legate al contesto locale, altre di portata globale, ma &amp;egrave; anche possibile individuare una chiave di lettura pi&amp;ugrave; di fondo. Gli eventi degli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda l&amp;rsquo;affermarsi in Occidente di posizioni che voltano le spalle al lascito delle istituzioni e del diritto internazionale maturati dopo la Seconda guerra mondiale, possono essere compresi come una risposta agli interrogativi e ai timori sollevati dal cambiamento di epoca in corso, pi&amp;ugrave; volte richiamato da papa Francesco. &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Il punto da esplorare&lt;/strong&gt;, allora, staccandoci dalla cronaca delle vicende di attualit&amp;agrave;, &lt;strong&gt;&amp;egrave; quanto sia adeguata questa scelta di ritorno alla forza e a chi giovi&lt;/strong&gt;, soprattutto in una prospettiva a medio e lungo termine, chiedendosi anche come costruire alternative possibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;Una guerra che ci tocca da vicino&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;attacco militare di Stati Uniti e Israele nei confronti dell&amp;rsquo;Iran, ancora in corso nel momento in cui andiamo in stampa, offre diversi spunti per individuare ed esaminare alcuni motivi ricorrenti nelle vicende di politica internazionale pi&amp;ugrave; attuali, che di fatto segnano una vera e propria rottura rispetto alle prassi precedenti. Prima di soffermarsi sull&amp;rsquo;analisi di questi aspetti &amp;egrave;, per&amp;ograve;, necessario richiamare alla memoria quanto sta accadendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla notte del 28 febbraio 2026, quando sono iniziate le ostilit&amp;agrave; in Iran, si contano gi&amp;agrave; migliaia di morti e feriti tra militari e civili; milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case per mettersi al sicuro o hanno visto la loro quotidianit&amp;agrave; stravolta dal ricorso alle armi da entrambe le parti. Si tratta di cifre elevate, perch&amp;eacute; &lt;strong&gt;il conflitto ha coinvolto anche altri Stati del Medio Oriente, in particolare il Libano, trasformandosi in una vera e propria guerra regionale&lt;/strong&gt;. A questo si aggiungono le ripercussioni immediate da un punto di vista economico, la cui ricaduta travalica le aree di conflitto e ha un impatto globale. Pensiamo al rincaro del petrolio, che ha inciso immediatamente sul costo del carburante, alla necessit&amp;agrave; di trovare rotte commerciali inevitabilmente pi&amp;ugrave; lunghe e onerose alternative a quelle che passano per le zone di guerra, in particolare dallo stretto di Hormuz, che &amp;egrave; stato chiuso al transito delle navi dall&amp;rsquo;Iran, o all&amp;rsquo;incertezza che pesa sull&amp;rsquo;andamento delle borse mondiali e frena gli investimenti e gli scambi internazionali. Inoltre, pur nella difficolt&amp;agrave; di fare previsioni accurate, &lt;strong&gt;si teme che la portata dello choc causato da questo conflitto armato condizioner&amp;agrave; a lungo l&amp;rsquo;economia mondiale&lt;/strong&gt;. Intanto, per cercare di contenere gli aumenti del costo dell&amp;rsquo;energia, Donald Trump ha sospeso le sanzioni contro la Russia adottate nel 2022 dopo l&amp;rsquo;invasione dell&amp;rsquo;Ucraina, permettendole di vendere il suo petrolio che si trova gi&amp;agrave; caricato sulle navi. Questa decisione di fatto rid&amp;agrave; fiato alla Russia e condiziona gli equilibri della guerra in Ucraina, a cui contemporaneamente gli Stati Uniti stanno chiedendo aiuto tecnologico per neutralizzare i droni iraniani. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pur nella sua essenzialit&amp;agrave;, questa ricostruzione mostra con chiarezza che &lt;strong&gt;le conseguenze innescate dall&amp;rsquo;attacco contro l&amp;rsquo;Iran sono globali&lt;/strong&gt;, a riprova di quanto siano ormai forti le interconnessioni che esistono tra i vari Paesi e di come sia impossibile ritenersi al riparo rispetto a quanto accade al di fuori dei propri confini, anche quando si &amp;egrave; una media o grande potenza, al di l&amp;agrave; delle retoriche nazionaliste che hanno larga presa in questo momento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;Una storia esemplare&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Vi sono altri aspetti da considerare, che rendono la guerra iniziata a fine febbraio in Medio Oriente la cartina al tornasole di tendenze politiche che di recente si stanno consolidando. Innanzitutto, l&amp;rsquo;insufficiente risposta della comunit&amp;agrave; internazionale di fronte a un regime come quello iraniano che nel corso degli anni non ha esitato a reprimere nel sangue le proteste interne di quanti chiedevano un cambiamento e ha sostenuto economicamente e militarmente forze terroristiche all&amp;rsquo;estero. In questi casi, gli strumenti a disposizione delle Nazioni Unite, che hanno dato buona prova di s&amp;eacute; quando vi &amp;egrave; stato un largo accordo internazionale (cfr &lt;span&gt;Howard &lt;/span&gt;L.M., &amp;laquo;Peacekeeping, un bilancio inaspettato&amp;raquo;, in &lt;em&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/em&gt;, 12 [2022] 687-693), sono spesso inefficaci o restano sulla carta, a causa principalmente delle divergenze di vedute e interessi tra gli Stati. &amp;Egrave; significativo in tal senso che, &lt;strong&gt;nel caso dell&amp;rsquo;Iran, alcuni passi concreti sul tema spinoso del nucleare siano stati compromessi con la decisione presa nel 2018 dalla prima Amministrazione Trump di uscire dall&amp;rsquo;accordo internazionale siglato solo tre anni prima&lt;/strong&gt;, depotenziando il lungo lavoro diplomatico precedente. Pu&amp;ograve; essere il ricorso alle armi un&amp;rsquo;alternativa realistica per assicurare che i diritti umani non siano calpestati da uno Stato? Ancor di pi&amp;ugrave;, quale valore pu&amp;ograve; avere se condotto senza un concerto internazionale? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti la decisione di attaccare l&amp;rsquo;Iran &amp;egrave; stata presa dagli Stati Uniti e da Israele al di fuori del diritto internazionale, senza coinvolgere le Nazioni Unite o cercare una parvenza di giustificazione giuridica, cos&amp;igrave; come non &amp;egrave; stata data una comunicazione chiara e coerente sulle ragioni di questa azione e sulle tempistiche scelte per realizzarla n&amp;eacute; ai cittadini dei rispettivi Paesi n&amp;eacute; agli Stati alleati. Paradossalmente persino Vladimir Putin aveva invocato la tutela dei diritti umani delle minoranze russe nelle regioni del Donetsk e di Lugansk come spiegazione dell&amp;rsquo;aggressione militare contro l&amp;rsquo;Ucraina. A pochi anni di distanza &lt;strong&gt;sembra che il diritto internazionale, anche quello umanitario, non sia pi&amp;ugrave; percepito come un obbligo da rispettare, nemmeno di facciata&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D&amp;rsquo;altronde, proprio indagando le ragioni di questa guerra si coglie quanto sia forte l&amp;rsquo;intreccio tra ragioni politiche ed economiche (cfr l&amp;rsquo;articolo di Barbieri alle pp. 224-231), a cui si aggiunge il peso non certo secondario delle personalit&amp;agrave; e degli interessi privati di Trump e Netanyahu: il primo ha una visione del potere autoreferenziale e del tutto staccata dalla realt&amp;agrave; (cfr &lt;span&gt;Riggio &lt;/span&gt;G., &amp;laquo;La politica non abita pi&amp;ugrave; alla Casa Bianca&amp;raquo;, in &lt;em&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/em&gt;, 2 [2026] 75-78); il secondo ha bisogno di spostare l&amp;rsquo;attenzione dell&amp;rsquo;opinione pubblica dalle sue vicende personali e dal modo in cui ha portato avanti la guerra contro Hamas a Gaza per assicurarsi la sopravvivenza politica (cfr &lt;span&gt;Zonszein &lt;/span&gt;M., &amp;laquo;A war for one man&amp;raquo;, in &lt;em&gt;The New York Times&lt;/em&gt;, 13 marzo 2026). Infine, pur con alcune differenze, &lt;strong&gt;sia Trump sia Netanyahu alimentano la retorica nazionalistica di un passato glorioso a cui ritornare e hanno bisogno di avere nemici da combattere per assicurarsi il potere&lt;/strong&gt;. In questo senso, le conseguenze inevitabili di questa guerra potranno danneggiarli nell&amp;rsquo;immediato, ma rafforzeranno i timori e le chiusure dell&amp;rsquo;opinione pubblica, perch&amp;eacute; crescer&amp;agrave; ad esempio il numero di sfollati e di migranti, tema capace di evocare potenti timori presso i cittadini che spesso hanno una percezione distorta del fenomeno, cos&amp;igrave; come aumenter&amp;agrave; la rabbia e la preoccupazione di quanti nei Paesi occidentali dovranno fare i conti con un peggioramento della propria situazione economica, scivolando sempre di pi&amp;ugrave; verso nuove forme di povert&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;La costruzione di alternative possibili&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Il cambiamento di epoca in atto &amp;ndash; caratterizzato, ad esempio, dall&amp;rsquo;emergere di nuovi attori politici ed economici globali, alcuni di essi addirittura non statali, come le multinazionali del settore digitale, o dalle trasformazioni portate dal progresso tecnologico &amp;ndash; richiede necessariamente un supplemento di pensiero sul piano sociale e antropologico, oltre a una ridefinizione delle regole scritte e delle prassi informali che hanno retto le relazioni tra gli Stati e, al loro interno, tra le autorit&amp;agrave; nazionali, i mondi produttivi, i corpi intermedi, i singoli cittadini. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Di fronte al senso di smarrimento e all&amp;rsquo;incertezza palpabili in questo tempo, la risposta politica che si sta imponendo&lt;/strong&gt; in Paesi che sono in grado di condizionare gli assetti globali per la loro influenza, come nel caso degli Stati Uniti,&lt;strong&gt; si traduce nel ripiegamento in una logica nazionalista, nel fomentare discorsi di esclusione e discriminazione&lt;/strong&gt;, nel rifiuto della cooperazione e nel rispetto del diritto solo quando &amp;egrave; a proprio vantaggio. Questa posizione prende le mosse dalle paure dei cittadini ai quali propone risposte che a breve termine suonano rassicuranti, ma che in una prospettiva temporale pi&amp;ugrave; ampia non solo non sono risolutive, ma finiranno, come in una spirale viziosa, col rendere la situazione generale peggiore per tutti. Soprattutto, &lt;strong&gt;in questa risposta non vengono soltanto ridefinite le regole, ma sono rigettati i valori che finora hanno costituito la base della nostra vita insieme&lt;/strong&gt;. Questo slittamento non &amp;egrave; secondario n&amp;eacute; per la sua portata n&amp;eacute; per le sue conseguenze. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; la prima volta che ci troviamo ad attraversare fasi di profondo cambiamento sul piano sociale o tecnologico: ogni tappa ha messo in crisi l&amp;rsquo;esistente e ha fatto emergere nuove possibilit&amp;agrave; e consapevolezze, soprattutto ha permesso di mettere meglio a fuoco la nostra comprensione di ci&amp;ograve; che ci rende umani e che ci tiene uniti come societ&amp;agrave;, che costituisce il patrimonio da custodire e riattualizzare continuamente e che la generazione precedente trasmette a quella successiva. In modo efficace e prendendo le distanze dalla retorica trumpiana, in un discorso tenuto al Forum economico mondiale di Davos a gennaio 2026, il primo ministro canadese Mark Carney pone la distinzione tra la necessit&amp;agrave; di costruire un nuovo ordine mondiale, prendendo implicitamente atto che quello nato dopo la Seconda guerra mondiale non corrisponde pi&amp;ugrave; alla realt&amp;agrave; (cfr &lt;span&gt;Sposetti &lt;/span&gt;C. [ed.], &amp;laquo;L&amp;rsquo;alternativa alla legge del pi&amp;ugrave; forte&amp;raquo;, in &lt;em&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/em&gt;, 4 [2025] 223-242), e la menzione dei valori che vanno tenuti fermi, &amp;laquo;come il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidariet&amp;agrave;, la sovranit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;integrit&amp;agrave; territoriale degli Stati&amp;raquo;. Per questo &lt;strong&gt;&amp;egrave; capitale riuscire a individuare i valori che sono fondativi e vanno salvaguardati, per poi articolarli con i principi che guidano le decisioni da prendere&lt;/strong&gt;, affinch&amp;eacute; come collettivit&amp;agrave; possiamo dare risposte all&amp;rsquo;altezza del cambiamento in atto, senza lasciarci sopraffare dagli eventi, perdere la bussola o lasciare qualcuno indietro. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo modo di procedere non vale solo per le questioni di politica internazionale, ma per tutti gli ambiti rilevanti della vita insieme. La costruzione di alternative a uno stato di fatto insoddisfacente non costituisce d&amp;rsquo;altronde un&amp;rsquo;esigenza recente. Gi&amp;agrave; negli anni 2000 veniva percepita l&amp;rsquo;urgenza di ripensare la globalizzazione per ridurre le diseguaglianze e assicurare uno sviluppo pi&amp;ugrave; sostenibile per le comunit&amp;agrave; e pi&amp;ugrave; rispettoso per l&amp;rsquo;ambiente; cos&amp;igrave; la societ&amp;agrave; civile mondiale si era ritrovata a dialogare insieme a politici ed esponenti del mondo accademico intorno allo slogan &amp;laquo;Un altro mondo &amp;egrave; possibile&amp;raquo; nelle varie edizioni del Forum sociale mondiale, che furono organizzate in America latina e Africa. Nella stessa linea si colloca l&amp;rsquo;attenzione rivolta da papa Francesco prima e da Leone XIV poi alla realt&amp;agrave; plurale dei movimenti popolari, definiti poeti sociali, in grado di far emergere &amp;laquo;le cose nuove viste dalla periferia&amp;raquo; e il cui impegno &amp;laquo;non si limita alla protesta, ma cerca soluzioni&amp;raquo; (&lt;span&gt;Leone &lt;/span&gt;XIV, &lt;em&gt;Discorso ai partecipanti all&amp;rsquo;incontro mondiale dei movimenti popolari&lt;/em&gt;, 23 ottobre 2025). Accanto a questi due esempi ve ne sono molti altri, accomunati dalla consapevolezza che &lt;strong&gt;si pu&amp;ograve; orientare il cambiamento affinch&amp;eacute; sia pi&amp;ugrave; giusto, equo, inclusivo &lt;/strong&gt;e convinti che sia possibile farlo solo lavorando insieme ad altri attori sociali e politici. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fronte al possibile senso di frustrazione per gli sforzi compiuti che sembrano non portare alcun risultato, &amp;egrave; importante ricordarsi che nei corsi e ricorsi della storia ci sono dei tempi pi&amp;ugrave; favorevoli di altri per cogliere le opportunit&amp;agrave; che si presentano. Tuttavia, non &amp;egrave; facile rendersene conto mentre si &amp;egrave; occupati a pensare a che cosa si pu&amp;ograve; fare, a dialogare con altri e a portare avanti le decisioni prese con creativit&amp;agrave; e generosit&amp;agrave;: spendersi in questo impegno senza riuscire a vedere con chiarezza l&amp;rsquo;orizzonte &amp;egrave; allora un atto di fiducia e di speranza, di fatto il primo passo reale che rende possibile la costruzione di un&amp;rsquo;alternativa in cui si crede. &lt;/p&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69340</guid><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>La Legge di bilancio per il 2026</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/la-legge-di-bilancio-per-il-2026/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69357.jpg'&gt;&lt;br/&gt;</content:encoded><author>Paolo BALDUZZI</author><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69357</guid><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>La Legge di bilancio per il 2026</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/la-legge-di-bilancio-per-il-2026/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69357.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;h3 style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/h3&gt;
&lt;h3 style="text-align: center;"&gt;Ti interessa leggere questo articolo? Se sei abbonato inserisci le tue credenziali oppure&amp;nbsp;
&lt;a href="https://www.aggiornamentisociali.it/per-abbonarsi/"&gt;abbonati &lt;/a&gt;per sostenere &lt;em&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69357</guid><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Il ruolo dell’Iran nella finanza mondiale</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/il-ruolo-delliran-nella-finanza-mondiale/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69341.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;Immagine: &lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vertice_BRICS_del_2025#/media/File:17th_BRICS_Summit_Family_Photo.jpg"&gt;Wikimedia Commons&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded><author>Giovanni BARBIERI</author><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69341</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Il ruolo dell’Iran nella finanza mondiale</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/il-ruolo-delliran-nella-finanza-mondiale/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69341.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Ogni volta che nei media occidentali si descrive la politica estera
statunitense nei confronti dell&amp;rsquo;Iran, viene seguito un copione consolidato:
Teheran &amp;egrave; un regime che viola i diritti umani, reprime
i dissidenti, persegue il programma nucleare in sfida alla comunit&amp;agrave; internazionale.
Si tratta di affermazioni vere, ma questa narrativa, pur fondata,
svolge un&amp;rsquo;ulteriore funzione: oscurare uno dei motivi principali per cui
l&amp;rsquo;ostilit&amp;agrave; statunitense verso l&amp;rsquo;Iran si &amp;egrave; intensificata in questo frangente storico,
fino a giungere all&amp;rsquo;aggressione militare iniziata il 28 febbraio 2026.
Per comprendere questa escalation bisogna guardare alla carta geografica
della finanza globale e al ruolo che l&amp;rsquo;Iran ha assunto nel 2024 con il suo
ingresso nei BRICS.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h1&gt;La funzione di nodo finanziario dell&amp;rsquo;Iran&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;I BRICS, a seguito dell&amp;rsquo;adesione nel 2024 di Egitto, Etiopia, Emirati
Arabi Uniti e Iran, e dell&amp;rsquo;Indonesia nel 2025, hanno accresciuto il loro
rilievo politico ed economico e rappresentano oggi oltre il 40% della popolazione
mondiale e pi&amp;ugrave; di un terzo del PIL globale. &lt;strong&gt;Uno degli obiettivi centrali di questo blocco di Paesi &amp;egrave; ridurre la dipendenza dal dollaro
nelle transazioni internazionali&lt;/strong&gt;, un processo comunemente noto come
&amp;ldquo;dedollarizzazione&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;ingresso di Teheran nei BRICS, voluto e sostenuto
esplicitamente da Mosca e da Pechino, &amp;egrave; legato a questo disegno, dato che
l&amp;rsquo;Iran ha progressivamente consolidato il suo ruolo in una funzione molto
specifica: diventare un nodo di facilitazione per i Paesi che vogliono operare
a livello commerciale e finanziario mondiale bypassando il sistema
dominato dagli Stati Uniti o per ragioni politiche o perch&amp;eacute; ne sono esclusi
a causa di sanzioni internazionali. [continua]
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="text-align: center;"&gt;
Ti interessa continuare a leggere questo articolo? Se sei abbonato inserisci le tue credenziali oppure&amp;nbsp;
&lt;a href="https://www.aggiornamentisociali.it/per-abbonarsi/"&gt;abbonati &lt;/a&gt;per sostenere &lt;em&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69341</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Salute, un diritto fondamentale da riaffermare</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/salute-un-diritto-fondamentale-da-riaffermare/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69342.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;
    &lt;li&gt;L&amp;rsquo;evoluzione della nozione di salute, di Carlo Casalone SJ / &lt;/li&gt;
    &lt;li&gt;Il Sistema sanitario nazionale tra bene comune e beni comuni, di Pier Davide Guenzi / &lt;/li&gt;
    &lt;li&gt;Diritto alla salute: che cosa chiede davvero la Costituzione?, di Elisabetta Lamarque /&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</content:encoded><author>GRUPPO DI STUDIO SULLA BIOETICA</author><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69342</guid><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>Salute, un diritto fondamentale da riaffermare</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/salute-un-diritto-fondamentale-da-riaffermare/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69342.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Da tempo si moltiplicano i segnali di allarme sulla tenuta del Servizio
sanitario nazionale (SSN), che lo choc della pandemia e l&amp;rsquo;onda
lunga che ne &amp;egrave; seguita hanno intensificato. Lo sanno bene &lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;
&lt;strong&gt;milioni di cittadini&lt;/strong&gt; &amp;ndash; nel 2024 il 9,9% della popolazione, secondo i dati
ISTAT 1 &amp;ndash; che &lt;strong&gt;rinunciano a una o pi&amp;ugrave; prestazioni sanitarie&lt;/strong&gt; a causa di
tempi di attesa troppo lunghi, costi insostenibili o problemi di accesso
(strutture difficili da raggiungere dal luogo di residenza e orari scomodi).
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Crescenti sono anche i divari territoriali che, a diversi livelli, introducono
forme di odiosa disuguaglianza tra cittadini italiani&lt;/strong&gt;. A scala regionale a farne le spese sono i residenti del Mezzogiorno, che possono
fruire di una dotazione infrastrutturale e professionale e di livelli di spesa
corrente pro capite significativamente inferiori rispetto alla Regioni centrosettentrionali.
Nasce da qui la spinta a quella che viene pudicamente
chiamata &amp;ldquo;mobilit&amp;agrave; sanitaria&amp;rdquo;. Altri divari si manifestano a scala pi&amp;ugrave; ridotta,
in particolare tra aree pi&amp;ugrave; ricche e meno ricche della stessa Regione o
persino della stessa citt&amp;agrave;, tanto che anche il ministro della Salute, Orazio
Schillaci, ha recentemente dichiarato: &amp;laquo;&amp;Egrave; impensabile che in un Paese moderno
come l&amp;rsquo;Italia l&amp;rsquo;accesso alle cure o l&amp;rsquo;aspettativa di vita dipendano dal
CAP di residenza o dal reddito&amp;raquo; 2. Da ultimo, a &lt;strong&gt;patire le conseguenze di
questa crisi sono anche i professionisti della sanit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;, costretti a lavorare
in condizioni sempre pi&amp;ugrave; precarie e disagevoli, legate a una ormai cronica
carenza di personale, aggravata dalla progressiva disaffezione e tendenza
ad abbandonare il SSN.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le numerose analisi portano a concludere che le cause vanno ricercate
nell&amp;rsquo;intreccio di due fenomeni: da una parte una insufficiente dotazione
di risorse, che determina una condizione di &lt;strong&gt;sottofinanziamento strutturale
della sanit&amp;agrave; pubblica italiana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(in termini tanto di percentuale del
PIL quanto di spesa pro capite) rispetto ai principali Paesi avanzati europei;
dall&amp;rsquo;altra una governance frammentata in &lt;strong&gt;una pluralit&amp;agrave; di sistemi
sanitari regionali molto diversi e scollegati tra loro&lt;/strong&gt;. [continua]
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="text-align: center;"&gt;
Ti interessa continuare a leggere questo articolo? Se sei abbonato inserisci le tue credenziali oppure&amp;nbsp;
&lt;a href="https://www.aggiornamentisociali.it/per-abbonarsi/"&gt;abbonati &lt;/a&gt;per sostenere &lt;em&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69342</guid><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>L’ombra della guerra sulla Legge di bilancio</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/lombra-della-guerra-sulla-legge-di-bilancio/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69343.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;Immagine: &lt;a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Italian_Army_at_Combined_Resolve_24-01_(8093975).jpg"&gt;Wikimedia Commons&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded><author>Paolo BALDUZZI</author><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69343</guid><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>L’ombra della guerra sulla Legge di bilancio</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/lombra-della-guerra-sulla-legge-di-bilancio/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69343.jpg'&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;La &lt;em&gt;Legge 30 dicembre 2025, n. 199, Bilancio di previsione dello Stato
per l&amp;rsquo;anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio
2026-2028&lt;/em&gt; (d&amp;rsquo;ora in poi, sinteticamente, &amp;ldquo;Legge&amp;rdquo; o &amp;ldquo;Legge di bilancio&amp;rdquo;)
ha ricevuto il via libera del Parlamento entro i tempi previsti. Si tratta
della quarta Legge di bilancio del Governo Meloni e di questa legislatura.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le tendenze internazionali&lt;/strong&gt;, come &amp;egrave; normale in un mondo economicamente
molto integrato come quello contemporaneo, &lt;strong&gt;continuano a
condizionare le scelte del legislatore&lt;/strong&gt;. Su tutte, quella pi&amp;ugrave; contingente &amp;egrave;
certamente la &lt;strong&gt;questione militare&lt;/strong&gt;, legata sia agli scenari di conflitto aperto
(Ucraina e Medio Oriente), sia ai recenti inaspettati sviluppi delle relazioni
interne all&amp;rsquo;Alleanza atlantica. Oltre a ci&amp;ograve;, resistono due elementi di influenza
sui conti pubblici che dipendono dall&amp;rsquo;appartenenza del nostro Paese
all&amp;rsquo;Unione Europea: il &lt;strong&gt;Piano nazionale di ripresa e resilienza &lt;/strong&gt;(PNRR),
che nel 2026 esaurir&amp;agrave; il suo periodo di applicazione, e il &lt;strong&gt;Patto di stabilit&amp;agrave;
e crescita&lt;/strong&gt;, che richiede di mantenere il rapporto tra deficit e Prodotto
interno lordo (PIL) sotto il 3%.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel seguito di questo contributo, verr&amp;agrave; innanzitutto chiarito il contesto
macroeconomico, quantitativo e istituzionale in cui la Legge &amp;egrave; stata approvata
e ne saranno poi presentati i contenuti per aree tematiche. Infine, le
conclusioni offriranno un giudizio sintetico sul provvedimento. [continua]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="text-align: center;"&gt;
Ti interessa continuare a leggere questo articolo? Se sei abbonato inserisci le tue credenziali oppure&amp;nbsp;
&lt;a href="https://www.aggiornamentisociali.it/per-abbonarsi/"&gt;abbonati &lt;/a&gt;per sostenere &lt;em&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69343</guid><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>L’industria mineraria oltre l’estrattivismo</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/lindustria-mineraria-oltre-lestrattivismo/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69346.jpg'&gt;&lt;br/&gt;</content:encoded><author>Peter WARRIAN</author><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69346</guid><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>L’industria mineraria oltre l’estrattivismo</title><link>http://www.aggiornamentisociali.it/articoli/lindustria-mineraria-oltre-lestrattivismo/</link><content:encoded>&lt;img src='http://www.aggiornamentisociali.it/Archivi/AGSO/Img/0069/69346.jpg'&gt;&lt;br/&gt;Le dinamiche dello sviluppo economico, in particolare le esigenze
legate alla transizione ecologica e a quella digitale, hanno rimesso il
settore minerario al centro dell&amp;rsquo;attenzione: il mondo &amp;egrave; attraversato da
una vera e propria frenesia per una serie di minerali critici (litio, nichel, cobalto,
grafite, terre rare), necessari per la produzione di batterie cos&amp;igrave; come
per le infrastrutture informatiche alla base del cloud computing e dell&amp;rsquo;intelligenza
artificiale. Si ripete cos&amp;igrave; quella dinamica che in altre epoche ha
riguardato il carbone e gli idrocarburi, con una corsa all&amp;rsquo;accaparramento
e all&amp;rsquo;estrazione. Ma soprattutto si rinnova la forza di un sistema socioeconomico
e culturale che &amp;egrave; stato chiamato estrattivismo (termine coniato nel
1996 per descrivere lo sfruttamento delle risorse forestali brasiliane) e che
ha un significato pi&amp;ugrave; profondo della semplice attivit&amp;agrave; estrattiva.
&lt;p&gt;&amp;laquo;L&amp;rsquo;estrazione delle risorse &amp;egrave; un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; che gli esseri umani possono svolgere
in relazione alla terra, alle risorse o agli elementi della terra. L&amp;rsquo;attivit&amp;agrave;
mineraria, la silvicoltura, la perforazione petrolifera e il fracking comportano tutti forme di estrazione. In apparenza, si tratta dell&amp;rsquo;atto di prelevare
dalla natura risorse per l&amp;rsquo;uso umano, tipicamente risorse non rinnovabili.
Tuttavia, il termine &amp;ldquo;estrattivismo&amp;rdquo; non indica tanto un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; quanto una
relazione: in questo caso, il concetto non riguarda il tipo di risorsa prelevata,
ma l&amp;rsquo;economia politica sottostante. In altre parole, &lt;strong&gt;l&amp;rsquo;estrattivismo &amp;egrave;
un modo particolare di relazionarsi con la natura&lt;/strong&gt;&amp;raquo; (Scott 2021, 124).&lt;/p&gt;
[continua]
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="text-align: center;"&gt;
Ti interessa continuare a leggere questo articolo? Se sei abbonato inserisci le tue credenziali oppure&amp;nbsp;
&lt;a href="https://www.aggiornamentisociali.it/per-abbonarsi/"&gt;abbonati &lt;/a&gt;per sostenere &lt;em&gt;Aggiornamenti Sociali&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;</content:encoded><author /><category>Primo piano</category><comments /><guid>http://www.aggiornamentisociali.it#69346</guid><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:00:00 GMT</pubDate></item></channel></rss>