ArticoloDialoghi
Ottant’anni di Repubblica: un anniversario per aprirsi al futuro
- La Repubblica oltre lo Stato, Camilla Buzzacchi /
- Una Costituente delle nuove generazioni, Francesca Paini; intervista a cura di Tommaso D’Angelo /
- Scoprire la Costituzione a scuola, Anna Errico /
- La Repubblica di tutti, Takoua Ben Mohamed /
- Educare alla cittadinanza: riflessioni di un Preside per l’ottantesimo anniversario della Repubblica, Luca Imperatore
Il modo in cui una società celebra gli anniversari pubblici è una buona
cartina al tornasole della loro rilevanza: quando il tono è dimesso e l’eco
circoscritta, è segno che ci troviamo di fronte a un evento che sta scivolando
nell’oblio collettivo. Non è certo il caso dell’ottantesimo anniversario
della Repubblica italiana, il 2 giugno 2026, che non manca di visibilità. La
questione che si pone è se sapremo cogliere questa opportunità per rileggere
un momento fondamentale della nostra storia, senza limitarci a un rimpianto
nostalgico, ma mettendo a fuoco gli eventi che si sono svolti ieri, per poterne
comprendere il senso per noi.
Il referendum istituzionale del 1946, il primo appuntamento elettorale
a livello nazionale in cui votarono anche le donne (preceduto di qualche
mese dalle elezioni amministrative in numerose città), non si può ridurre
solo alla scelta tecnica tra avere un Capo di Stato ereditario, come nel caso
della monarchia, o uno elettivo e per un arco di tempo limitato con la repubblica.
A poco più di un anno dalla caduta del fascismo (cfr cronologia
alle pp. 368-372), cui il Sovrano si era legato, era ben chiaro ai politici
e ai cittadini che l’alternativa prospettata era carica di una dimensione
simbolica e valoriale: l’esito del referendum avrebbe offerto un’indicazione
forte sull’orientamento popolare in base al quale ripensare la
convivenza civile e l’assetto istituzionale del Paese. In modo indiretto,
il quesito referendario sollevava infatti ulteriori interrogativi: su quali principi
ridefinire le relazioni tra i governati e i governanti e quelle tra i cittadini
nell’Italia postfascista? Con la vittoria della repubblica, scelta da oltre
dodici milioni di italiani (il 54,3% dei votanti), la risposta si concretizzò
in una transizione del potere pacifica e ordinata, a cui seguirono i lavori
dell’Assemblea costituente che si conclusero con l’approvazione della nuova
Costituzione italiana, poi entrata in vigore il 1º gennaio 1948.
Rivedere le foto dell’epoca, come quella sulla copertina di questo numero,
o i servizi dei cinegiornali del 1946, rileggere articoli pubblicati sulla
stampa del tempo o libri più recenti che ripercorrono gli eventi di quei
mesi, può suscitare curiosità e stupore, ma può anche esserci qualcosa in
più.
[continua]
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