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Fondare la Repubblica. L’esperienza dell’Assemblea costituente

A differenza delle grandi esperienze storiche di assemblee che avevano contrassegnato la stagione del costituzionalismo moderno in Francia, negli Stati Uniti, o anche nella Germania di Weimar, nella storia italiana non c’era mai stato un appuntamento costituente. I democratici del Risorgimento l’avevano cercato e sognato, ma tutto era rientrato nella continuità monarchica e nella benevola concessione dello Statuto da parte di Carlo Alberto nel 1848. Il nuovo Regno d’Italia nato nel 1861 era stato una mera estensione delle istituzioni del Regno di Sardegna. Alla fine del grande scossone della Prima guerra mondiale, la parola d’ordine della Costituente era tornata d’attualità, ma il liberalismo italiano aveva pensato di riuscire a riassorbire le tensioni concedendo poco più che una riforma proporzionalistica della legge elettorale. Lo stesso fascismo si era affermato nelle maglie delle istituzioni liberali, senza salti di continuità formale rispetto allo Statuto albertino, svuotandone però la fragile componente liberale e garantista con poche leggi che configuravano una fortissima concentrazione del potere. [continua]

 

 

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