ArticoloOsservatorio
Ringiovanire la democrazia. La partecipazione politica delle nuove generazioni
Intervista a cura di Cesare Sposetti SJ
In quale contesto si muovono oggi le nuove generazioni? Che cosa caratterizza
il loro rapporto con il mondo circostante e con la dimensione
sociale e politica?
In un mondo sempre più complesso e difficilmente decifrabile, il desiderio
più forte che emerge dalle nuove generazioni (intendendo con tale termine
la fascia di età 18-34 anni) è di essere ascoltate e che siano riconosciute le
risorse con cui possono partecipare alla società. Sentono di vivere in un
mondo pieno di aspettative nei loro confronti, che pensa di avere idee chiarissime
su quello che dovrebbero fare in famiglia, a scuola, nel lavoro, e così
anche in politica, senza però dare loro il diritto di esprimere pienamente
desideri e aspirazioni e dare il meglio di sé. A fronte delle tante sfide del
nostro tempo, vi è da parte dei giovani un forte desiderio di contare
e fare la differenza, di contribuire al ripensamento di alcune categorie di base per loro importanti, ad
esempio che cosa si intenda per
benessere, per qualità della vita
e del lavoro e per partecipazione
sociale e politica.
Tuttavia è sempre più faticoso
per le nuove generazioni
far pesare la propria voce nel
dibattito pubblico. Nel nostro
mondo occidentale, una delle
ragioni principali è demografica:
a fronte di altri gruppi
di età più numerosi, i giovani
hanno sempre meno peso in
sede elettorale e in ogni contesto
decisionale, come ha ben
mostrato il voto per l’uscita del
Regno Unito dall’Unione Europea
nel 2016, decisa essenzialmente con i voti di elettori di età superiore
ai trent’anni.
Le democrazie del passato si sono costruite sulla presenza di numerosi
giovani, che rappresentavano anche la quota maggioritaria di popolazione.
Oggi invece l’elettorato giovanile è sempre più esiguo, e dunque lo sguardo
sul futuro diventa sempre più corto. La portata delle sfide globali, unita
alla costante frustrazione del desiderio dei giovani di fare la differenza,
genera in molti di loro un senso di impotenza, a cui si accompagna anche una particolare fragilità, come le ricerche sulle nuove generazioni restituiscono:
si demotivano facilmente, specie se non trovano incoraggiamento e
non vedono i risultati del proprio impegno, e ciò causa un sempre maggiore
ritiro nella sfera privata. [Continua]
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