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La finanza pubblica al tempo della pandemia

Fascicolo: aprile 2021
Come ben sappiamo, nel 2020 l’economia mondiale ha dovuto fare i conti con i drammatici effetti della pandemia da COVID-19. Le misure di contenimento dei contagi hanno provocato un rallentamento dell’attività economica di dimensioni straordinarie: il Fondo monetario internazionale (FMI) calcola una riduzione del PIL mondiale del 3,5% nel 2020 1; le previsioni d’autunno della Commissione europea stimano una contrazione del 7,8% del PIL dell’Eurozona. Per l’Italia la situazione è ancora peggiore: i più recenti dati ISTAT indicano una riduzione del PIL dell’8,8%, con notevoli ripercussioni sull’occupazione e la perdita di circa 450mila posti di lavoro. È questo lo scenario con cui si è confrontata la gestione della finanza pubblica lungo il 2020 e anche la predisposizione della Legge di bilancio 2021 (L. 30 dicembre 2020, n. 178, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023). L’emergenza sanitaria ha anche stimolato la risposta da parte dell’UE, in termini dapprima di riduzione dei vincoli al bilancio e alla politica economica dei Paesi membri, e poi anche di disponibilità di ingenti risorse straordinarie, modificando significativamente il quadro di riferimento della finanza pubblica. La più importante di queste iniziative, denominata NextGenerationEU, vale circa 750 miliardi di euro [continua]

 

 

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