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Buste paga troppo leggere

La crisi trentennale dei salari reali in Italia

Fascicolo: gennaio 2026

Da oltre trent’anni l’Italia, a differenza degli altri Paesi dell’UE, vive una stagione di stagnazione dei salari reali. Il riaccendersi dell’inflazione dopo la pandemia ha provocato una sensibile riduzione dei salari reali, a causa della lentezza dei rinnovi contrattuali e del fenomeno del fiscal drag. Che cosa ci svelano i dati economici a riguardo? Quali riforme sono necessarie per contrastare una deriva di progressivo impoverimento dei lavoratori?

L’Italia è l’unico grande Paese europeo in cui i salari reali (cfr Glossario a p. 32) sono sostanzialmente fermi da oltre trent’anni. È il dato che più di ogni altro racconta la parabola della nostra economia e della nostra società. Dall’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, il Paese non è più riuscito a garantire ai suoi lavoratori una crescita salariale in termini reali: mentre in Francia, Germania e Spagna questa si è attestata tra il 20 e il 30%, in Italia si è registrata una riduzione di circa il 3% (cfr Tab. 1, prima colonna). Negli ultimi cinque anni, dopo la pandemia e lo shock inflazionistico, dovuto anche allo scoppio della guerra in Ucraina, la perdita è diventata drammatica: i salari reali italiani sono calati dell’8%, con punte del 10% nei servizi. Francia e Germania hanno già recuperato i livelli precedenti alla pandemia, la Spagna li ha persino superati (cfr Tab. 1, seconda colonna).

A evitare conseguenze sociali ancora più drammatiche ha contribuito la dinamica dell’occupazione: tra il 2019 e il 2025 si sono aggiunti quasi 1,2 milioni di lavoratori, spesso a tempo pieno e indeterminato. Quasi tutta la crescita si è concentrata in settori del terziario, come logistica, turismo e commercio, in cui il calo dei salari reali è stato particolarmente pronunciato. Tuttavia, questo aumento dell’occupazione ha permesso a numerose famiglie di aggiungere un ulteriore reddito al totale familiare e mantenere il potere di acquisto pressoché costante, evitando una crisi dei consumi che avrebbe prodotto anche un calo del PIL e della crescita. [Continua]

 

 

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