ArticoloGiubileo

Remissione del debito, un impegno che continua

Fascicolo: novembre 2025

«Un altro invito accorato desidero rivolgere in vista dell’Anno giubilare: è destinato alle Nazioni più benestanti, perché riconoscano la gravità di tante decisioni prese e stabiliscano di condonare i debiti di Paesi che mai potrebbero ripagarli» (SNC, n. 16). Con queste parole della bolla di indizione, papa Francesco inserisce l’impegno per la cancellazione del debito dei Paesi poveri nel programma del Giubileo della speranza. Poche settimane dopo la sua elezione, Leone XIV ha confermato l’importanza di questa indicazione (cfr Leone XIV 2025). A sostegno di questa proposta, il 21 febbraio 2025, su incarico di papa Francesco, la Pontificia accademia delle scienze sociali e la Initiative for policy dialogue della Columbia University di New York hanno istituito una commissione di esperti, che il 20 giugno 2025 ha presentato le proprie conclusioni (Jubilee Commission 2025).

Non si tratta di una novità. La remissione del debito dei Paesi poveri era stata infatti uno degli assi portanti del Grande Giubileo del 2000, quando la voce di Giovanni Paolo II (1999) si era unita a quella di una coalizione globale, nota come Jubilee 2000, che al G8 di Colonia (18-20 giugno 1999) aveva depositato 17 milioni di firme raccolte in tutto il mondo a sostegno dell’Appello giubilare per la cancellazione del debito internazionale. Qualche anno prima, nel 1994, era stato proprio Giovanni Paolo II 1 a collegare la questione della remissione del debito internazionale alla celebrazione del Giubileo del 2000 (TMA, n. 51).

Se a distanza di venticinque anni la richiesta è ancora sostanzialmente la stessa, significa che la grande mobilitazione del 2000 non ha prodotto risultati? Non è di questa opinione il Jubilee Report, che afferma «Negli anni successivi [al 2000] consistenti riduzioni del debito sono state conseguite grazie alla HIPC Initiative e alla Multilateral Debt Relief Initiative, recando enormi benefici a molti Paesi a basso reddito» (Jubilee Commission 2025, 4). Semplicemente, i dinamismi economici alla base della crisi del debito dei Paesi poveri non sono stati corretti e hanno continuato a produrre i propri effetti, riproducendo il problema. Per questo le richieste di cancellazione del debito, oggi come nel 2000, sono accompagnate dall’analisi del funzionamento del sistema finanziario internazionale in vista della sua riforma: lo chiede papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2025 (Francesco 2024, n. 11) e il Jubilee Report avanza una serie di proposte di riforma. [Continua]

 

 

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