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Lotta alla mafia e « rimozioni » politiche - intervista a Gian Carlo Caselli

Dopo una stagione di indagini, processi (anche «eccellenti»), condanne e sequestri di beni, lo Stato rischia di perdere la guerra contro le organizzazioni mafiose con una «strategia rinunciataria» mirante a non fare piena luce sulle collusioni tra Cosa Nostra e settori politici ed economici del Paese, che si manifesta nel discredito gettato sull'azione dei giudici. Di fronte al silenzio dei mezzi di comunicazione, l'opinione pubblica abbassa la guardia, la mafia si riappropria di spazi economici e influenza. Occorre perciò una mobilitazione delle coscienze per mantenere vivo l'impegno della società civile
Fascicolo: set-ott 2005
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