ArticoloPolitica e politiche
Immigrati: la costruzione di un immaginario del pericolo
Quando do un corso di analisi delle iniziative pubbliche, inizio spesso
ponendo agli studenti questa domanda: le politiche pubbliche
si limitano a risolvere problemi o producono, anche, implicitamente,
una certa visione del mondo? Rapidamente, la discussione si sviluppa
intorno a quelli che la letteratura scientifica chiama “effetti cognitivi
degli strumenti di politica pubblica”. Governare significa non soltanto
decidere e regolamentare, ma anche dare un nome alle cose, classificare,
stabilire gerarchie, rendere visibili certe realtà o nasconderne altre. Significa
distinguere ciò che rappresenta un “problema pubblico” da ciò che
appartiene alla sfera dell’ordinario, individuare ciò che merita protezione
e ciò che richiede sorveglianza, tracciare la linea di confine tra normalità
e devianza. Ogni politica pubblica realizza così una sorta di mappatura
implicita della realtà: distribuisce i posti, fissa le categorie e suggerisce le
responsabilità. [continua]
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