ArticoloDialoghi

Una visione per il futuro. Sessant’anni di "Gaudium et spes"

Un documento spartiacque del magistero, Paolo Foglizzo /
Una Chiesa che “solidarizza” il mondo, Marcus Mescher /
La freschezza di un testo profetico, Simona Loperte /
Fascicolo: dicembre 2025
I documenti del Concilio Vaticano II «hanno donato alla Chiesa una mappa sul cammino da percorrere. Tuttavia, il territorio tracciato dalla mappa rimaneva per molti versi inesplorato. La visione del Concilio ha rappresentato una visione per il futuro, un orientamento profetico verso un mondo che stava appena iniziando a prendere forma». Queste considerazioni, recentemente pronunciate dal card. Cristophe Pierre, nunzio apostolico negli Stati Uniti, in occasione dell’elezione del nuovo Presidente della Conferenza episcopale statunitense (11 novembre 2025, cfr <www.usccb.org>), valgono in modo particolare per la Gaudium et spes. Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (GS), l’ultimo degli atti del Concilio Vaticano II a essere approvato il 7 dicembre 1965, il più esteso, e «in qualche modo l’apice dell’itinerario conciliare», che si concluse ufficialmente proprio il giorno dopo. La GS infatti in maniera esplicita «spostava l’attenzione da ciò di cui fino ad allora si erano sempre occupati i concili, cioè gli affari interni della Chiesa, al mondo esterno». Lo testimonia la struttura stessa del documento, che dopo una prima parte più generale intitolata «La Chiesa e la vocazione dell’uomo», nella seconda («Alcuni problemi più urgenti») passa in rassegna tematiche come matrimonio e famiglia, promozione della cultura, vita economico-sociale e della comunità politica, comunità delle nazioni e promozione della pace.<www.usccb.org>

 

Il sessantesimo anniversario del documento non rimanda tuttavia solo a un evento puntuale del passato, da ricostruire a livello storico e filologico, poiché la GS ha avuto un influsso determinante sul Magistero successivo, diventando il punto di partenza di un cammino che coinvolge la Chiesa in tutte le sue componenti che ancora continua, ed è stata un passaggio fondamentale nel modo in cui la Chiesa riflette e agisce nel mondo (Thomasset 2015). Come è stato ribadito nel Documento finale del Sinodo 2021-2024, in cui non a caso la GS è uno dei testi conciliari più citati: «Il Concilio Vaticano II è stato […] come un seme gettato nel campo del mondo e della Chiesa. La vita quotidiana dei credenti, l’esperienza delle Chiese in ogni popolo e cultura, le molteplici testimonianze di santità, la riflessione dei teologi sono stati il terreno in cui esso è germogliato e cresciuto». [Continua]

 

 

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