Una speranza che resiste. Il quinto Incontro mondiale dei movimenti popolari

Fascicolo: marzo 2026
A prima vista il quinto Incontro mondiale dei movimenti popolari (IMMP V), svoltosi a Roma dal 21 al 24 ottobre 2025, poteva apparire la celebrazione di un appuntamento ormai divenuto ordinario, così come il successivo Pellegrinaggio giubilare dei movimenti popolari (25-26 ottobre) poteva sembrare uno fra gli innumerevoli eventi del Giubileo della speranza. Invece, le circostanze in cui si è svolto lo hanno reso una tappa cruciale nel percorso apertosi nel 2014, quando papa Francesco decise di “globalizzare” il cammino che come vescovo di Buenos Aires aveva iniziato accompagnando i movimenti sociali argentini. Nacque così l’idea di convocare a Roma i movimenti popolari di tutto il mondo, perché potessero incontrarsi tra di loro e con la Chiesa. A quel primo Incontro del 2014 sono seguiti sei appuntamenti a livello globale, oltre a quelli organizzati a scala regionale o nazionale. In particolare, l’IMMP V è stato il primo a svolgersi dopo la morte di papa Francesco e per i movimenti popolari ha costituito l’occasione per iniziare il dialogo con Leone XIV, dopo aver attraversato un periodo di timore. «Il nuovo Papa sarà nostro amico come lo era Francesco?» era la domanda che molti si portavano nel cuore arrivando a Roma. Al tempo stesso, stava vivendo una importante transizione anche la Piattaforma EMMP, cioè l’organismo formato dai sei movimenti promotori, incaricato di favorire le relazioni dei movimenti popolari tra loro e con la Chiesa, e di organizzare gli Incon tri mondiali. A Juan Grabois, avvocato argentino, amico del card. Bergoglio e fondatore di MTE (Movimento dei lavoratori esclusi) e di UTEP (Unione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’economia popolare), oggi deputato al Parlamento argentino, che ne era stato il coordinatore fin dalle origini, è succeduto don Mattia Ferrari, prete dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola e cappellano di Mediterranea Saving Humans. Entrambi i passaggi rappresentano un tornante cruciale nel processo di istituzionalizzazione di qualsiasi organizzazione, chiamata a sopravvivere alla scomparsa – reale o simbolica – dei “padri fondatori”. [continua]

 

 

 

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