ArticoloMondo istituzioni
(Più) lunga vita ai sindaci. La controversa abolizione del limite dei due mandati
In vista della prossima tornata di elezioni amministrative, il Governo
è intervenuto sul numero di mandati consecutivi consentiti ai sindaci:
se finora era fissato il limite di due mandati per i Comuni con più di
5mila abitanti e di tre per quelli con popolazione inferiore, ora il limite
viene eliminato per i Comuni con meno di 5mila abitanti ed elevato
a tre mandati per i Comuni con popolazione tra 5 e 15mila abitanti.
Il D.L. n. 7/2024, che all’art. 4, c. 1, contiene le disposizioni in questione,
è stato approvato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 25
gennaio. Nel momento in cui scriviamo ne è in corso la conversione in
legge, rispetto alla quale non emergono le difficoltà che ha finora incontrato
il tentativo di ampliare i limiti al numero dei mandati dei sindaci dei
Comuni più popolosi e dei presidenti di Regione.
Infatti, il dibattito sulla materia è stato pressoché nullo e non si
registrano interventi di rilievo neppure da parte delle forze di opposizione,
nonostante la misura riguardi circa il 90% dei Comuni, nei quali risiede oltre il 35% della popolazione italiana. Anche nei mesi precedenti tanto
Giorgia Meloni quanto Elly Schlein si dichiaravano contrarie alla modifica
del numero dei mandati, ma per ragioni di strategia elettorale ben più che
di merito: Schlein per chiudere la strada alla possibilità del terzo mandato
dei presidenti di Regione e Meloni nella speranza di strappare più facilmente
qualche sindaco alla sinistra, forte dei recenti dati elettorali.
Nelle pagine seguenti, dopo una breve ricostruzione normativa, si presenteranno
le ragioni addotte per giustificare la necessità della riforma e i
risultati di una delle poche ricerche empiriche sul tema, per proporre poi
alcune riflessioni critiche e concludere richiamando le considerazioni della
Corte Costituzionale sul tema. [continua]
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