Nella sua enciclica Laudato si’, papa Francesco propone una visione della realtà come sistema di elementi strettamente correlati. Non si tratta solo di una metafora poetica, come potrebbe suggerire il riferimento al Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi, ma di una lettura che può essere trasferita nel campo del pensiero filosofico ed elaborata e concretizzata in vari modi nel campo della scienza. D’altronde, l’approccio proposto nell’enciclica può essere facilmente collegato a un modo di pensare presente nella filosofia e nella scienza fin dall’inizio del XX secolo, che si fonda sull’utilizzo di categorie sistemiche per descrivere e analizzare l’intera realtà.
Pensiero sistemico nelle scienze
Il pensiero sistemico ha avuto origine negli anni ’20 del secolo scorso con il lavoro del biologo e filosofo austriaco Ludwig von Bertalanffy (1901-1972), che fin dall’inizio della sua carriera scientifica ha mostrato interessi transdisciplinari ed è stato guidato dall’idea di integrare le scienze a diversi livelli. Ha approfondito in particolare la “nuova filosofia della natura”, ossia la filosofia dei sistemi, che riteneva una teoria e una metodologia adatte per lo studio olistico di sistemi complessi organizzati, costituendo un quadro concettuale che può essere applicato a vari campi della conoscenza, in cui si scopre l’esistenza di connessioni e interazioni tra i componenti di un sistema e tra il sistema e il suo ambiente (General system theory. Foundations, development, applications, George Braziller, New York 1968).
Nella prima metà del XX secolo altri autori presentarono proposte simili alla teoria dei sistemi: Alfred North Whitehead espose la sua visione filosofica in Science and the Modern World (Macmillan Company, New York 1925); nel 1932, Walter Cannon propose il termine omeostasi in The Wisdom of the Body (W.W. Norton & Co., New York). Queste idee furono importanti per la cibernetica creata da Norbert Wiener (Cybernetics or Control and Communication in the Animal and the Machine, Hermann & Cie-MIT Press, Parigi-Cambridge [USA] 1948). Oggi, l’approccio sistemico si ritrova in una pluralità di ambiti in cui sono presenti sistemi con un alto grado di complessità organizzata. Questi approcci sono eterogenei, utilizzano diversi modelli concettuali e tecniche matematiche e hanno diversi punti di vista generali, ma sono tutti “teorie dei sistemi”.
L’approccio sistemico nella Laudato si’
Nell’enciclica papa Francesco fa riferimento al significato etimologico e intuitivo del termine sistema, che in greco significa connessione, insieme. Molti filosofi hanno contribuito allo sviluppo di questo concetto, tra cui Nicola Cusano, Gottfried Wilhelm Leibniz e Immanuel Kant; tuttavia Francesco non fa proprio nessun particolare concetto filosofico di sistematica o teoria dei sistemi, ma adotta una prospettiva generale: un sistema può essere descritto come un insieme dinamico e complesso, composto da oggetti diversi che sono correlati e interagiscono tra loro.
Il tema delle interconnessioni appare per la prima volta nel magistero nel n. 34 dell’enciclica Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II, citata nella Laudato si’ al n. 5. Nel paragrafo successivo, Francesco fa riferimento a Benedetto XVI: il mondo non può essere analizzato isolando un solo aspetto (LS, n. 6), e poco dopo cita il Catechismo della Chiesa cattolica: «L’interdipendenza delle creature è voluta da Dio» (LS, n. 86). Per Francesco, il termine e il concetto di sistema catturano correttamente le intuizioni espresse dai suoi predecessori e le sue convinzioni: «Il tutto è più importante della parte» (LS, n. 141) e «tutto è collegato» (ad esempio, LS, nn. 20, 120, 220). Il termine “sistema” compare molte volte nell’enciclica in vari contesti (LS, nn. 50, 53, 56, 61, 76, 139, 140, 141, 180, 224). Ma vanno richiamati anche i vari termini che mettono in luce le varie implicazioni di questo concetto: connessione, relazione, legame, unione (LS, nn. 11, 16, 89, 137), combinazione (LS, n. 89); inclusione (LS, n. 139); connessione (LS, n. 240); dipendenza reciproca (LS, nn. 164, 140); unione (LS, nn. 92, 220); essere parte di (LS, n. 139); totalità (LS, nn. 140, 197); compenetrazione (LS, n. 139); creare comunione (LS, nn. 89, 220, 228).
Il Papa rinviene nelle pagine bibliche un atteggiamento sistemico che, secondo lui, esprime l’intuizione dell’insieme del creato, l’interconnessione innata delle creature in varie relazioni (LS, n. 70). Comprendere la natura sistemica del mondo è un prerequisito per interpretare correttamente non solo la creazione, ma anche l’intero piano di Dio (LS, n. 86). La visione teologica del Papa è chiaramente visibile in un passaggio della Laudato si’: «In questo universo, composto da sistemi aperti che entrano in comunicazione gli uni con gli altri, possiamo scoprire innumerevoli forme di relazione e partecipazione. Questo ci porta anche a pensare l’insieme come aperto alla trascendenza di Dio, all’interno della quale si sviluppa» (LS, n. 79). La natura sistemica del creato si fonda sul mistero più grande della fede cristiana, nel dogma trinitario (LS, n. 240). Francesco applica l’approccio sistemico a vari ambiti della cultura umana, per rafforzare la loro interazione: cultura, arte, spiritualità, saggezza, religione (LS, n. 63). Sottolinea inoltre la necessità di superare la tendenza del sistema tecno-scientifico a chiudersi in se stesso (LS, nn. 115-116): ciò è possibile quando il paradigma tecnocratico entra in contatto con altre dimensioni, come l’etica, la cultura e la spiritualità (LS, nn. 105, 110).
Ulteriori campi di ricerca filosofici
Il richiamo alle riflessioni di alcuni filosofi contemporanei può essere di aiuto nella ricezione filosoficamente ben fondata dell’enciclica e nell’indirizzare le indicazioni in essa contenute verso realizzazioni pratiche. Il filosofo polacco Józef Dołęga (1940-2014), uno dei fondatori della scuola polacca di ecologia umanistica, ha sviluppato a partire dagli anni ’80 e poi, negli anni ’90 una riflessione filosofica volta a coniugare la protezione sistemica della biosfera e dell’ambiente umano, secondo una prospettiva tipica del pensiero polacco contemporaneo che è stata definita “sozologia” (dal greco sozein, salvare). Nella sua struttura metodologica di base, è un concetto che enfatizza l’interdisciplinarietà, la transdisciplinarietà, la sistemicità e la globalità, integrando quattro tipi di metodi: empirico, umanistico, filosofico e sistemico.
A sua volta il filosofo italiano Evandro Agazzi ha affrontato la giustificazione filosofica della necessità di limitare la tecnocrazia dal punto di vista della teoria dei sistemi (Il bene, il male e la scienza, Rusconi libri, Milano 1992). L’approccio della teoria sistemica consente l’introduzione di un discorso normativo ben fondato come fattore di regolazione dell’influenza eccessiva della sfera scientifica e tecnologica. La questione chiave non è tanto stabilire norme, quanto determinare che cosa le legittima e come garantire che vengano applicate. Agazzi sostiene che gli standard dovrebbero esprimere la necessità “teorico-sistemica” di armonizzare valori diversi.
Questi due esempi più recenti mostrano quanto sia fruttuosa la prospettiva sistemica adottata da papa Francesco con la visione di ecologia integrale e fanno intuire le potenzialità insite in questo paradigma, se penetrasse in una più ampia coscienza sociale, in modo tale da informare le decisioni che vengono prese sul piano degli stili di vita.