ArticoloNuovi cammini
La pace è una maratona. Percorsi di giustizia di transizione
Un cessate il fuoco, un armistizio o un accordo di pace sono
ordinariamente considerati mezzi adeguati per mettere fine
o almeno interrompere un conflitto armato. Tuttavia, che
cosa succede immediatamente dopo? È questo il campo della giustizia
di transizione, che include l’insieme dei meccanismi, dei processi e
delle pratiche che lavorano sul lungo periodo per creare le condizioni
di una pace sostenibile e ristabilire in pieno l’autorità statuale. La
questione è recentemente tornata alla ribalta in seguito alla firma
dell’accordo di pace per Gaza promosso dal presidente statunitense
Donald Trump (
President Donald J. Trump’s Comprehensive Plan to End
the Gaza Conflict), in cui si stabilisce che la Striscia venga amministrata
da un’autorità transitoria, «un comitato palestinese tecnocratico e apoliti
co» che opererà «con la supervisione di un nuovo organismo internazionale
di transizione, il “Board of Peace”, presieduto dal presidente Donald J. Trump». È previsto poi che, al termine della transizione, l’Autorità nazionale palestinese riprenda la sovranità piena sul territorio. Le notizie che continuano a giungere da Gaza, tuttavia, mostrano come la gestione di
tali passaggi rimanga un punto oltremodo delicato. Che cosa comporta
nel concreto avviare processi di giustizia di transizione? Quali ne sono le
caratteristiche e le sfide? [continua]
Ti interessa continuare a leggere questo articolo? Se sei abbonato inserisci le tue credenziali oppure
abbonati per sostenere Aggiornamenti Sociali
Update RequiredTo play the media you will need to either update your browser to a recent version or update your
Flash plugin.
© FCSF 