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Forum di Etica civile: un crocevia per l’incontro tra le generazioni

Il confronto tra le generazioni è cruciale per costruire il futuro; ma dove si può realizzare? Il III Forum di Etica civile vuole essere un luogo propizio a tal fine.
Fascicolo: novembre 2019

In un tempo in cui si lamenta il disimpegno dei giovani e si osservano con un senso di impotenza le fratture esistenti fra le generazioni, molti guardano con speranza al movimento dei Fridays for Future. Le ragioni per sentirsi incoraggiati non mancano, come testimoniano le cifre dello sciopero globale per il clima di fine settembre (<https://globalclimatestrike.net>): quasi otto milioni di partecipanti; oltre seimila iniziative tenutesi in grandi città o piccoli centri di 185 Paesi, promosse o sostenute da organizzazioni della società civile, sindacati o imprese; 8.500 siti web coinvolti. Difficile trovare nel passato un’altra mobilitazione con caratteristiche simili per il carattere globale e pacifico, l’ampia partecipazione, la capacità sia di richiamare l’attenzione delle istituzioni ai vari livelli sia di sensibilizzare l’opinione pubblica. Dietro questi dati emerge una dimensione promettente, che non sempre è stata sottolineata in modo adeguato: la preoccupazione per le condizioni sempre più degradate del pianeta ha aggregato un insieme composito e a prima vista sorprendente, in cui si sono ritrovate fianco a fianco persone di ogni età, da giovanissimi studenti ad adulti, appartenenti a mondi anche molto distanti tra loro.

L’attenzione mediatica ha infatti privilegiato il racconto del sussulto civico di questi giovani, presentandoli – in particolare la sedicenne Greta Thunberg, divenuta il volto mondiale del movimento – come novelli grilli parlanti, che richiamano alla loro responsabilità gli adulti distratti e disinteressati o, ancor peggio, colpevolmente intenti a saccheggiare il pianeta incuranti delle future conseguenze. È una narrazione suggestiva, che fa leva sulla speranza associata all’impegno delle nuove generazioni, ma che pecca di parzialità nel momento in cui enfatizza gli elementi di denuncia dei loro messaggi, tra l’altro molto concentrati sugli aspetti ambientali e poco attenti a quelli sociali. Si finisce così con sminuire o tacere il ruolo di tanti adulti, come nel caso dei Parents for Future. Forse gli stessi giovani non sono del tutto consapevoli dell’importanza dello scambio che stanno intessendo con chi è più grande di loro: dagli scienziati, di cui studiano i lavori, agli insegnanti e genitori, che oltre a manifestare a fianco dei loro allievi e figli, cercano di adottare e diffondere stili di vita più sostenibili.

Questi episodi aprono spiragli incoraggianti se considerati in modo attento. Ed è significativo che ciò avvenga per un tema cruciale come quello dell’ambiente, in cui entra in gioco la questione di un’equa distribuzione di opportunità e oneri tra le diverse generazioni, che può essere causa di profonde spaccature sociali e di ingiustizie a scapito di chi è più debole. Ci troviamo di fronte a un’esperienza in cui timidamente giovani e adulti agiscono seguendo un modo diverso dal “copione” che tanti oggi ritengono scontato, imperniato sulla reciproca indifferenza o addirittura la competizione fra generazioni.

Attorno al tema dell’ambiente si sta progressivamente costruendo uno spazio di confronto e dialogo tra le generazioni, senza che questo si traduca in una dannosa e impoverente omogeneizzazione. Le differenze tra giovani e adulti sul piano dei riferimenti culturali e dei modelli di azione permangono, basta incontrarsi per rendersene conto. Allo stesso modo non sono certo sparite le dinamiche di contrapposizione tra le generazioni, che da sempre esistono e sono di per sé foriere di un sano rinnovamento se assunte fino in fondo. Ma vi è un elemento di novità da custodire e far crescere, che può diffondersi anche in altri ambiti. Riannodare le relazioni tra le generazioni – un passaggio vitale per un presente e un futuro solidali – significa in prima battuta costruire luoghi di sperimentazione, veri e propri laboratori, in cui si va oltre letture stereotipate e reciproci pregiudizi, difesa di gerarchie e ruoli cristallizzati nel tempo, per permettere l’incontro fecondo tra la creatività e la sensibilità dei giovani e il patrimonio di esperienza degli adulti.

Come Rivista crediamo fermamente a questa prospettiva: da qui nasce il nostro impegno nel promuovere insieme ad altri il percorso del III Forum di Etica civile, che dopo le varie iniziative locali giunge all’appuntamento nazionale a Firenze (16-17 novembre; cfr <https://forumeticacivile.com>). L’intento, forse audace, è di contribuire al rilancio nel nostro Paese del confronto tra giovani e adulti sui grandi temi del vivere civile, in un cammino costruito tappa dopo tappa imparando gli uni dagli altri e scoprendo insieme i passi da fare. Questo è stato lo stile adottato per preparare il Forum, e l’esperienza fatta ci incoraggia a ritenerlo una scommessa promettente per il futuro.

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