A chi e a che cosa serve una patria? Il patriottismo cristiano di Simone Weil

Sono trascorsi poco più di ottant’anni da quando una giovane francese esile, goffa e fragile – ebrea e cristiana, e filosofa – fu rilasciata da un campo di smistamento dopo essere arrivata in nave a Liverpool. Simone Weil aveva viaggiato da Marsiglia a Casablanca, quindi a New York e poi a Liverpool per unirsi alle Forze francesi libere a Londra e prendere parte alla liberazione della Francia e alla sconfitta del nazismo. Il patriottismo francese le scorreva nelle vene. Morì meno di un anno dopo per complicazioni dovute alla tubercolosi e alla grave malnutrizione in un sanatorio ad Ashford, nel Kent.

Mentre era a Londra scrisse un libro intitolato L’enracinement. Per impedirle di portare avanti un piano sconsiderato che prevedeva di paracadutare delle infermiere in prima linea per assistere i moribondi, la distrassero chiedendole di scrivere un manifesto filosofico per la ricostruzione di una sana società democratica in Europa dopo la guerra. La sua tesi, in breve, è che il modo migliore per riflettere su ciò che dovrebbe essere la politica è partire dai bisogni umani fondamentali e dagli obblighi che le comunità sono chiamate a soddisfare. È restia a cominciare dal discorso sui diritti e, prima di affrontarli, preferisce iniziare dagli obblighi che esistono anche laddove i diritti non possono essere soddisfatti.

 

La risposta ai bisogni fondamentali degli esseri umani

I bisogni fondamentali di ogni essere umano possono essere raggruppati in due categorie: bisogni morali e bisogni fisici o materiali. Questi ultimi comprendono cibo, riparo, vestiario, protezione dalla violenza, calore, igiene e cure in caso di malattia. Tutti i bisogni umani, tanto quelli materiali quanto quelli morali, funzionano come la fame rispetto al cibo. I bisogni morali trovano minore spazio nel discorso politico moderno, in parte a causa del “cordone sanitario” liberale attorno ai dibattiti sul bene, ma Weil ritiene che debbano essere riconosciuti come parte dello spazio di una politica che si pone a servizio del bene comune. Altrimenti, come accade con tutto ciò che viene represso, esplodono in modo imprevedibile.  [continua]

 

 

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