ArticoloInternazionali
Nuovi volti d’Irlanda
Nell’estate del 2020, a seguito della campagna Black Lives Matter e
della morte di George Floyd, la cantautrice irlandese Imelda May,
molto conosciuta nel Paese, ha pubblicato una poesia intitolata
Non puoi essere razzista e irlandese (
You don’t get to be racist and Irish). Il
testo, che accostava il pregiudizio nei confronti degli irlandesi con l’ingiustizia
sistemica subita dagli afroamericani, è stato accolto con entusiasmo
e il suo messaggio è stato ripreso in più occasioni. C’è però un problema:
la convinzione sostenuta nella poesia non è vera. Certo Imelda May si riferisce
a una comprensione non formale di ciò che significa essere irlandese,
basata su una narrazione di lunga data secondo cui l’Irlanda, caso unico
in Europa, sarebbe immune da politiche anti-immigrati di estrema destra
(Hockenos 2019). Tuttavia, negli ultimi anni questo presupposto si è sgretolato.
Le proteste contro i centri di accoglienza per i richiedenti protezione
internazionale, spesso bersagli di attacchi incendiari, sono all’ordine del
giorno e all’origine delle violenze urbane che si sono scatenate a Dublino
nel novembre 2023 vi erano innegabili motivazioni razziste (Leahy 2024). [continua]
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