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Nuovi volti d’Irlanda

Fascicolo: giugno-luglio 2025
Nell’estate del 2020, a seguito della campagna Black Lives Matter e della morte di George Floyd, la cantautrice irlandese Imelda May, molto conosciuta nel Paese, ha pubblicato una poesia intitolata Non puoi essere razzista e irlandese (You don’t get to be racist and Irish). Il testo, che accostava il pregiudizio nei confronti degli irlandesi con l’ingiustizia sistemica subita dagli afroamericani, è stato accolto con entusiasmo e il suo messaggio è stato ripreso in più occasioni. C’è però un problema: la convinzione sostenuta nella poesia non è vera. Certo Imelda May si riferisce a una comprensione non formale di ciò che significa essere irlandese, basata su una narrazione di lunga data secondo cui l’Irlanda, caso unico in Europa, sarebbe immune da politiche anti-immigrati di estrema destra (Hockenos 2019). Tuttavia, negli ultimi anni questo presupposto si è sgretolato. Le proteste contro i centri di accoglienza per i richiedenti protezione internazionale, spesso bersagli di attacchi incendiari, sono all’ordine del giorno e all’origine delle violenze urbane che si sono scatenate a Dublino nel novembre 2023 vi erano innegabili motivazioni razziste (Leahy 2024). [continua]

 

 

 

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