Le accuse alle ONG e la campagna di primavera contro i richiedenti asilo

La trumpizzazione delle politiche europee verso i rifugiati prosegue. Ora sono sotto attacco, politico, giudiziario e mediatico, le organizzazioni umanitarie che soccorrono migranti e richiedenti asilo in mare. Secondo i detrattori, sono in combutta con i cosiddetti trafficanti, addirittura con i clan della malavita e persino con organizzazioni terroristiche. Non mancano i collegamenti con Mafia capitale e l’accusa di lucrare sull’accoglienza.

Stiamo parlando di Medici Senza Frontiere, insignita del premio Nobel, di MOAS, che a Lesbo donò al papa il giubbotto di una bimba annegata, di Save the Children, di SOS Méditerranée e alcune altre. Il punto sarebbe questo, già sollevato da un rapporto di Frontex, l’agenzia europea di sorveglianza delle frontiere: scambiano telefonate con i trasportatori e arrivano troppo vicino alle coste libiche per soccorrere le persone. Agirebbero come “taxi del mare”.

Ha risposto Medici senza frontiere: “L’alternativa implicita nelle accuse di Frontex alle nostre operazioni di salvataggio è quella di lasciare annegare le persone come strategia per dissuadere i trasportatori”, mentre Amnesty International ha definito questa campagna dell’Unione Europea contro le ONG “forse il più brutale indicatore di come i leaders europei stiano voltando la schiena ai rifugiati”. Hanno fatto notare che la distruzione delle barche degli scafisti da parte della missione UE Sophia li induce a usare natanti sempre più fragili e inadatti a tenere il mare: ciò richiede di arrivare il prima possibile a trarre in salvo i migranti.

Chi non ama le ONG e il loro lavoro, chi sospetta trame e arricchimenti, avrebbe a portata di mano una soluzione: sostenere e allargare l’iniziativa dei corridoi umanitari. Niente più rischiosi viaggi in mare, niente più scafisti, neppure più salvataggi da parte di navi militari e ONG.
Va riconosciuto che il presidente del consiglio Gentiloni ha difeso le ONG, respingendo accuse e complottismi. Ma il vento che tira fa pensare che la campagna di primavera contro i richiedenti asilo e chi li soccorre sia solo agli inizi.
26 aprile 2017
Maurizio Ambrosini
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