ArticoloPunti di vista

La speranza è sempre politica

Fascicolo: novembre 2025

Ogni evocazione del futuro e della speranza suona oggi retorica, perché sembra non trovare corrispondenza in esperienze reali e in dinamismi storici concreti. Al contrario, si moltiplicano le cause di disperazione, tanto che finora ha avuto buon gioco l’affermazione ideologica secondo cui il modello della società globalizzata non ha alternative. Non a caso, l’insistente apologia dell’innovazione suona come totalitaria, perché rimanda sempre e solo alla potenza inarrestabile della tecnologia, che conferma il modello sociale vigente, ma non fa mai appello alla creatività delle nuove generazioni, alla responsabilità umana e al rinnovamento della società.

Una passione distruttiva (quasi una cupio dissolvi), da un lato, e la rassegnazione a un sistema di mortificazione degli esseri viventi, dall’altro, determinano quella glaciazione del clima spirituale del nostro tempo che fa da contraltare al surriscaldamento del clima del pianeta. Ma il rischio maggiore non sta tanto nella caduta delle nostre forze affettive e cognitive di riferimento al futuro – che sono il desiderio, la fiducia, la speranza e la libertà – quanto, ancora prima, nel venir meno dei soggetti della capacità di sperare.

 

La speranza ha bisogno di soggetti che la agiscano

Si registra, infatti, una tendenza globale alla sostituzione degli esseri umani in quanto soggetti della loro storia con altre entità, secondo la dinamica ben nota alla narrazione biblica dell’idolatria. L’economia finanziarizzata dominante con l’odierno capitalismo assoluto sostituisce il capitale agli esseri umani. La tecnologia diviene sistema tecnocratico mondiale che ci sostituisce con algoritmi e intelligenza artificiale. Il circuito della geopolitica, a sua volta rivelatasi chiaramente una geobellica, sostituisce gli esseri umani nel modo più radicale: per un verso li tramuta in armi, in macchine per uccidere, dall’altro li liquida mediante l’eliminazione fisica.

Dove sono dunque i soggetti attivi e integri, capaci di sperare agendo, di incarnare la speranza nel loro modo di vivere? La speranza non è un vago anelito, ma è un modo di essere e di agire trasformando le situazioni oppressive nel senso della liberazione e della guarigione della realtà. [Continua]

 

 

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