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L'impronta carbonica delle scarpe sportive

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Il mercato delle scarpe sportive è in forte ascesa: se ne producono 34 milioni di paia al giorno nel mondo. Ma qual è l’impatto sul clima di questa industria? Non è facile stabilirlo con esattezza, nonostante l’impegno di numerosi produttori a pubblicare il proprio bilancio d’impatto ambientale, a motivo della scarsa affidabilità dei dati provenienti dai subappaltatori nei Paesi in via di sviluppo. Uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) sulla marca Asics, relativo alla produzione 2010-2011, e che tiene conto dell’intero ciclo di vita delle calzature, permette tuttavia una stima. Delle quattro fasi della vita del prodotto – trasformazione della materia prima, fabbricazione, uso e smaltimento – il 70% delle emissioni è realizzato in fase di fabbricazione, per un totale di 14 kg CO2 equivalenti a paio (Chea et al. 2013).

La scarpa è composta di ventisei materiali, la maggior parte dei quali concentrati sulla tomaia: pur rappresentando il 23% del volume, la sua produzione comporta il 41% delle emissioni. Tuttavia, i materiali della suola hanno un impatto maggiore: essendo composti di derivati del petrolio, durante la camminata rilasciano sul terreno sostanze tossiche che, con la pioggia, vengono assorbite dalle radici delle piante. In totale, il 67% della scarpa da tennis è composto da materiali di origine petrolchimica, per un totale mondiale di 19mila tonnellate al giorno, metà delle quali va perso durante la fabbricazione.

L’assemblaggio della scarpa, che può contenere fino a 65 parti distinte, montate in circa 360 passaggi, ha l’impatto più pesante. Lo studio del MIT si concentra sulle quantità di elettricità e di carburante utilizzate, che generano emissioni equamente divise, anche per l’eliminazione degli scarti industriali. Lo scarto dei rifiuti ha invece un’incidenza minima. La somma finale di questa fase è di 9,5 kg CO2 equivalenti.

Quando dura una scarpa Asics? L’aspettativa di vita dichiarata è fra 1.000 e 1.500 km. Immaginando che un runner si alleni tre volte alla settimana per un’ora, correndo a 10 km/h, dovrebbe consumare un paio di scarpe all’anno. La durata dovrebbe essere molto più lunga nel caso di scarpe utilizzate per la vita quotidiana o per attività sportiva occasionale.

Le scarpe di cuoio sono più ecologiche? In questo caso, la materia prima è più impattante, poiché l’allevamento dei bovini rappresenta l’86% delle emissioni equivalenti nel ciclo di vita di tale prodotto. Tuttavia, la ricaduta ambientale va distribuita anche sul mercato della carne e dei latticini. Per contro, l’assemblaggio di calzature in cuoio è meno dispendioso in termini energetici ed esse hanno una durata molto più lunga delle scarpe sportive.

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