ArticoloCantiere Italia
IRPEF: un’imposta tra continue riforme e crisi d’identità
La legge di bilancio per il 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199, Bilancio
di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio
pluriennale per il triennio 2026-2028) contiene vari interventi relativi
all’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche), a partire da una
riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota legale gravante sullo scaglione di
reddito compreso tra 28 e 50mila euro. L’obiettivo dichiarato del Governo
era estendere al ceto medio i risparmi fiscali concessi ai redditi più bassi
negli esercizi precedenti.
Questa riforma impatta sulla struttura e i meccanismi di funzionamento
dell’IRPEF, proseguendo nella serie di interventi parziali e poco
coordinati che, negli ultimi due decenni, l’hanno resa sempre più complessa,
affiancandole regimi sostitutivi e trasferimenti monetari, con esiti
sempre più erratici dal punto di vista dell’equità e dell’efficienza. Una
compiuta valutazione della riforma richiede di considerarne l’impatto
sistemico, al di là della riduzione dell’imposta dovuta per alcune
fasce di contribuenti. Per farlo, occorre tenere presenti le dimensioni
quantitative dell’IRPEF, la logica del suo funzionamento e le principali
trasformazioni di cui è stata oggetto. [continua]
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