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Il revival della sinistra in America Latina

Foto: Flickr

«Siamo, in realtà, sacchi pieni di cose inedite e sorprendenti». Quarant’anni dopo, la definizione dei latinoamericani e del loro continente data dalla penna di Gabriel García Márquez risulta quantomai attuale. In quest’ottica vanno interpretati i sussulti e i fermenti politici, economici e sociali che agitano l’immenso territorio che va dal Rio Bravo, al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, alla Terra del Fuoco, divisa tra Argentina e Cile. Incluso il ritorno con forza, dopo un decennio di riflusso e crisi, del progressismo al potere nella maggior parte dei Paesi della regione, a partire dalle sette nazioni più popolose, e nelle cinque principali economie: Brasile, Messico, Cile, Argentina e Colombia. Tanti analisti si sono affrettati a parlare di una nuova “svolta a sinistra”, due decenni dopo quella d’inizio millennio. Un “giro” – o gira in spagnolo – cominciato con il trionfo di Andrés Manuel López Obrador a Città del Messico nel 2018 e chiuso dalla vittoria, per un soffio – meno di un punto percentuale – di Luiz Inácio Lula da Silva a Brasilia il 30 ottobre 2022. [Continua]

 

 

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