ArticoloSguardi dalle periferie
Il futuro nascosto negli slum. L’esperienza dei centri d’igiene di quartiere in una baraccopoli di Nairobi
A Nairobi, capitale del Kenya, quasi due milioni di persone vivono in
baraccopoli e insediamenti urbani informali, il più grande dei quali
si chiama Kibera: una ferita aperta nel tessuto urbano della capitale
che, nonostante i diversi interventi di istituzioni e organizzazioni interne e
internazionali, non si riesce a rimarginare. Esistono tuttavia segni di una possibile
rinascita dal basso. Nelle pagine seguenti, dopo aver tracciato alcune
coordinate storiche, si tenterà di mostrare che cosa significhi oggi abitare in
una delle baraccopoli più tristemente note dell’Africa subsahariana, mettendo
in luce i segni di impegno e cambiamento che la attraversano.
Nascita di una baraccopoli
Gli insediamenti informali di Nairobi hanno una storia lunga, iniziata
nell’epoca coloniale, quando nel 1905 la città fu scelta come capitale
dell’Africa orientale britannica grazie alla sua collocazione a quasi 2mila
metri di altitudine e alla cintura di foreste di cui era circondata, che rendevano il suo clima più gradevole e vivibile. Nel 1948 gli inglesi stesero un
primo piano per lo sviluppo della città, che prevedeva aree verdi pubbliche,
nuovi edifici per gli uffici statali, un’area commerciale e industriale
per attrarre nuovi investimenti e complessi residenziali, serviti da un moderno
sistema di trasporto pubblico urbano. Tuttavia, di fatto, gli unici che
potevano usufruire pienamente dei servizi della nuova capitale erano gli
inglesi e i loro domestici e dipendenti africani. Il progetto presentava numerosi
aspetti discriminatori: nelle zone abitate dalla popolazione locale
mancavano vari servizi fondamentali, l’accesso alle zone dove risiedevano
i bianchi era possibile solo dietro il rilascio di un permesso e furono creati
anche quartieri riservati ad altri immigrati di origine asiatica chiamati a
lavorare nei cantieri. [continua]
Ti interessa continuare a leggere questo articolo? Se sei abbonato inserisci le tue credenziali oppure
abbonati per sostenere Aggiornamenti Sociali
Update RequiredTo play the media you will need to either update your browser to a recent version or update your
Flash plugin.
© FCSF 