Qualcosa si muove, anche in Italia, sul fronte dell'impegno delle compagnie assicurative nel disinvestimento da fonti fossili. Sulla scia di AXA, Allianz e altri colossi internazionali, il 21 febbraio il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali ha approvato una nuova strategia sul cambiamento climatico, che vede tra i suoi punti salienti la presa di impegni concreti di disinvestimento dal carbone e di aumento degli investimenti green.
Come spiega il comunicato rilasciato dal gruppo, Generali dismetterà gradualmente gli investimenti azionari e obbligazionari in società legate al settore carbonifero e cesserà di effettuare nuovi investimenti. Le imprese alle quali verrà applicata tale policy sono quelle i cui ricavi o la cui produzione di energia derivano per oltre il 30% dal carbone, che estraggono una quantità di combustibile fossile superiore a 20 milioni di tonnellate all’anno o che sono attivamente impegnate nella costruzione di nuovi stabilimenti o impianti a carbone. Parallelamente, il gruppo ha annunciato il proprio impegno ad aumentare a 3,5 miliardi di euro entro il 2020 gli investimenti in settori green, principalmente attraverso green bonds e green infrastructures.
Riccardo Rossella, coordinatore della campagna #DivestItaly - a cui aderiscono anche la Fondazione Culturale San Fedele e Aggiornamenti Sociali -, si dice entusiasta per la decisione presa da Generali: «In seguito ai contatti intrapresi negli ultimi mesi con Generali, la storica decisione di disinvestimento dal carbone rappresenta una notizia che accogliamo con soddisfazione. Ci auguriamo al tempo stesso che tale decisione possa trovare un’effettiva ed estesa applicazione. La nuova strategia presenta ampi margini di miglioramento, ma rappresenta inequivocabilmente un esempio con il quale l’intero comparto assicurativo italiano è chiamato a confrontarsi. La nostra campagna continuerà pertanto a rivolgersi alle società di assicurazione del nostro Paese per chiedere l’attuazione di politiche ambiziose di disinvestimento dai combustibili fossili».
Molto più timido e generico, invece, l'approccio di Generali sul fronte dell’underwriting, ovvero la stipula di polizze assicurative: infatti sarà solo aumentata la quota del portafoglio premi relativamente al settore delle energie rinnovabili e l’offerta di prodotti a valenza ambientale per il mercato retail e proseguirà la politica della minima esposizione assicurativa rispetto alle attività carbonifere.