Storia della Democrazia cristiana. 1943-1993

Guido Formigoni, Paolo Pombeni, Giorgio Vecchio
il Mulino, Bologna 2023, pp. 720
Scheda di: 
Fascicolo: giugno-luglio 2024

Il corposo volume Storia della Democrazia cristiana degli storici Guido Formigoni, Paolo Pombeni e Giorgio Vecchio edito da il Mulino colma una lacuna importante, dato che dalla scomparsa del partito di ispirazione cristiana, trent’anni fa esatti, sono stati pochissimi gli studi e gli approfondimenti storici sistematici su di esso e sulla sua storia.

Attraverso il racconto di eventi e vicende personali lungo 50 anni, gli AA. delineano alcune caratteristiche fondamentali della DC. Innanzi tutto, l’ispirazione, che agli inizi traeva dalla fede e dal Vangelo l’impulso per un’azione concreta a favore del bene comune, venne scemando con il passare del tempo e la crescente secolarizzazione, trasformando la DC in una formazione politica sempre più laica e meno legata all’associazionismo cattolico. Poi è evidenziato il fatto che la DC fu un partito-Stato, in quanto governò ininterrottamente dalla fine della Seconda guerra mondiale fino al 1993, “mitigando” dove possibile questa forte preminenza (elettorale e non) con una notevole capacità di creare coalizioni di governo e alleanze più o meno stabili. Fu anche un partito-società, radicato capillarmente in tutti i territori e le periferie, capace di interpretare e rappresentare i bisogni, gli interessi, le aspirazioni della maggioranza di elettori ed elettrici e di guidare le più grandi trasformazioni socioeconomiche postbelliche, oltreché di aiutare il progresso e lo sviluppo del Paese. Infine, fu un partito plurale e interclassista – caratterizzato da molteplici “correnti interne” – dove si potevano riconoscere interessi sociali ed economici differenziati se non addirittura contrapposti e dove solo grazie all’intelligenza e alla lungimiranza della sua classe dirigente era possibile elaborare un progetto politico complessivo in grado di soddisfare la più ampia platea possibile.

Attraverso il racconto delle tre grandi fasi della sua storia – quella del centrismo agli inizi, quella del centrosinistra negli anni Sessanta, quella della solidarietà nazionale e del dialogo con il PCI durante gli anni Settanta, più la fase finale e interlocutoria del pentapartito negli anni Ottanta – si vede come la DC abbia sempre cercato, spesso riuscendoci, di allargare e rendere inclusiva la democrazia, agevolando cioè il pieno inserimento delle masse popolari nella vita dello Stato. È stato un partito, in definitiva, non conservatore e che lungo tutta la sua esistenza ha offerto al Paese «la garanzia fondamentale che la società che ci è stata affidata non ristagni, ma progredisca in uno spirito autentico di giustizia», come ebbe a dire Aldo Moro in una Tribuna politica televisiva del 1963.

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