Senza Chiesa e senza Dio. Presente e futuro dell’Occidente post-cristiano

Brunetto Salvarani
Laterza, Bari-Roma 2023, pp. 226
Scheda di: 
Fascicolo: giugno-luglio 2024
Che le chiese cristiane tradizionali, e in particolare quella cattolica, fossero in crisi, se ne parla già da tempo. Che la “crisi della Chiesa” appaia ormai sempre di più come una vera e propria crisi di fede e del ruolo che Dio può giocare nella vita di milioni di persone, in particolare nel cosiddetto mondo occidentale, appare un preoccupante sviluppo ulteriore degli ultimi anni, icasticamente rivelato dal crollo della già traballante pratica religiosa dopo il tempo della pandemia, che di fatto ha solo accelerato un fenomeno già in atto. Per quanto riguarda il contesto europeo, si parla sempre più apertamente di “esculturazione”, ovvero della «scomparsa del piedistallo culturale che era stato costruito dal cristianesimo e che ha sostenuto le società europee fino a non molto tempo fa» (p. 13). Se la figura del “praticante” tradizionale, legato a strutture e istituzioni a base territoriale, pare ormai fortemente in crisi, si diffonde sempre di più la figura del «nomade, del pellegrino, del credente errante, che oltrepassa le appartenenze confessionali e territoriali» (p. 42), specialmente tra le generazioni più giovani. A ciò si aggiunge la presenza sempre più marcata, in Europa e nel nostro Paese, di diverse confessioni religiose, che pone sempre di più l’interrogativo del loro ruolo e spazio in un contesto ampiamente secolarizzato. Questa tuttavia pare essere solo una parte del quadro, che vede un cristianesimo (anche cattolico) ormai ampiamente globalizzato, il cui baricentro pare spostarsi sempre di più su Africa e Asia. Come è stato osservato, «presto l’espressione un cristiano bianco comincerebbe a suonare come un curioso ossimoro, leggermente sorprendente, tipo un buddhista svedese» (p. 95). Il quadro si fa dunque più ampio e variegato rispetto a tante profezie riguardanti una supposta e imminente “fine del cristianesimo”. Una domanda meglio posta potrebbe suonare così: il declino del cristianesimo nella sua versione occidentale rappresenta davvero la fine del cristianesimo stesso? L’A. suggerisce alcuni passi, da un ritorno più convinto alla Scrittura e alla figura di Gesù, a un ascolto più aperto e sincero delle inquietudini di tante donne e uomini del nostro tempo, fino al confronto con altre culture e religioni, che possono allargare lo sguardo verso sentieri inaspettati, aperti a una speranza nuova.
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