Senza Chiesa e senza Dio. Presente e futuro dell’Occidente post-cristiano
Brunetto Salvarani
Laterza, Bari-Roma 2023, pp. 226
Che le chiese cristiane tradizionali,
e in particolare quella
cattolica, fossero in crisi, se ne
parla già da tempo. Che la “crisi
della Chiesa” appaia ormai sempre
di più come una vera e propria
crisi di fede e del ruolo che Dio
può giocare nella vita di milioni di
persone, in particolare nel cosiddetto
mondo occidentale, appare
un preoccupante sviluppo ulteriore degli ultimi anni, icasticamente
rivelato dal crollo della già traballante
pratica religiosa dopo il tempo
della pandemia, che di fatto
ha solo accelerato un fenomeno già in atto. Per quanto riguarda il
contesto europeo, si parla sempre
più apertamente di “esculturazione”,
ovvero della «scomparsa
del piedistallo culturale che era
stato costruito dal cristianesimo
e che ha sostenuto le società europee
fino a non molto tempo fa»
(p. 13). Se la figura del “praticante”
tradizionale, legato a strutture
e istituzioni a base territoriale,
pare ormai fortemente in crisi, si
diffonde sempre di più la figura
del «nomade, del pellegrino, del
credente errante, che oltrepassa
le appartenenze confessionali e
territoriali» (p. 42), specialmente
tra le generazioni più giovani. A
ciò si aggiunge la presenza sempre
più marcata, in Europa e nel
nostro Paese, di diverse confessioni
religiose, che pone sempre di
più l’interrogativo del loro ruolo e
spazio in un contesto ampiamente
secolarizzato. Questa tuttavia pare
essere solo una parte del quadro,
che vede un cristianesimo (anche
cattolico) ormai ampiamente globalizzato,
il cui baricentro pare
spostarsi sempre di più su Africa
e Asia. Come è stato osservato,
«presto l’espressione un cristiano
bianco comincerebbe a suonare
come un curioso ossimoro,
leggermente sorprendente, tipo
un buddhista svedese» (p. 95). Il
quadro si fa dunque più ampio e
variegato rispetto a tante profezie
riguardanti una supposta e imminente
“fine del cristianesimo”. Una
domanda meglio posta potrebbe
suonare così: il declino del cristianesimo
nella sua versione occidentale
rappresenta davvero la
fine del cristianesimo stesso? L’A.
suggerisce alcuni passi, da un ritorno
più convinto alla Scrittura
e alla figura di Gesù, a un ascolto
più aperto e sincero delle inquietudini
di tante donne e uomini del
nostro tempo, fino al confronto
con altre culture e religioni, che
possono allargare lo sguardo verso
sentieri inaspettati, aperti a una
speranza nuova.
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