Scuola e religione in Italia. Quarant’anni di ricerche e dibattiti

Flavio Pajer
Aracne, Canterano (RM) 2019, pp. 459, € 23,00
Scheda di: 

Nella prefazione che apre il volume, il filosofo dell’educazione Lino Prenna afferma che tutto il percorso dell’intera riflessione è riconducibile «al saper cogliere l’opportunità della rilevanza pubblica del religioso e del processo di diversificazione diffusa, per liberare la religione dalla gestione verticistica di Stato e Chiesa, ma anche dalla tenaglia ideologica del laicismo e del clericalismo, per riconsiderarla, nella sua natura di fatto culturale e fattore di umanizzazione, esperienza di irriducibile universalità e risorsa valoriale delle esauste democrazie moderne. E da questa natura trarre le ragioni di legittimazione scolastica» (p. 11).

A quasi quarant’anni dalla firma dell’Accordo di modifica del Concordato del 1929 e relativo protocollo addizionale (1984), che sanciva, per la scuola italiana, il passaggio dell’ora di religione (IR) come “fondamento e coronamento”, di gentiliana memoria, allo studio curriculare della religione cattolica (IRC), il problema dell’ora di religione è sempre stato e rimane terreno di confronto e spesso di scontro. Quale ora di religione? Quali le competenze della scuola in materia religiosa? Quali i problemi posti dall’ora concordataria, come andare oltre? Quali le sfide poste dal pluralismo religioso? Quale figura del docente di religione fra confessionalità e professionalità? Oltre la polarità Stato-Chiesa esiste una terza via per il futuro dell’istruzione religiosa?

Flavio Pajer, in questo ponderoso saggio, affronta questa complessa e attuale questione riscostruendo pezzo per pezzo il filo di una discussione che si è sviluppata per oltre quant’anni. Il volume ripropone materiali attinenti all’insegnamento della religione in Italia e si articola in tre parti: la prima ripercorre il dibattito sviluppatosi subito prima, durante e immediatamente dopo la revisione del Concordato. La seconda si sofferma sulle interpretazioni dell’IRC: il profilo epistemologico, giuridico, disciplinare, i programmi, la figura dell’insegnante. La terza pare invita a guardare oltre, si interroga sulle prospettive, a superare l’attuale disciplina mortificata dalla strana formula della confessionalità barattata con l’opzionalità/falcoltatività, dall’anomalia della valutazione e dalla fragilità dello stato giuridico degli insegnati. Invita a dare senso a una materia essenziale per comprendere un mondo complesso, una disciplina laica e formativa.

Flavio Pajer, religioso dei Fratelli delle scuole cristiane, è pedagogista delle religioni e comparatista dei sistemi europei di istruzione religiosa, è stato direttore della rivista Religione e scuola dal 1980 al 1988, è presidente del Forum europeo per l’IR ed è membro del Comitato Chiesa/Scuola del Consiglio d’Europa.

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