Occidenti e modernità

Andrea Graziosi
il Mulino, Bologna 2023
Scheda di: 
Fascicolo: febbraio 2024

La nuova opera dello storico Andrea Graziosi fin dal titolo offre uno sguardo sistematico sulla complessa e plurale società contemporanea. Grazie a una sintesi mirabile, la storia recente si rende accessibile e trasparente nei suoi moti interni e prodotti ultimi. Il soggetto principe dell’analisi è il “Moderno maggiore maturo”, formula con cui l’A. individua l’insieme di condizioni economiche, sociali e culturali che hanno reso possibile il continuo miglioramento delle condizioni di vita nei Paesi dell’Europa occidentale dal Secondo dopoguerra fino a vent’anni fa. Gli ultimi decenni hanno mostrato che questo scenario è stato possibile grazie a condizioni contingenti, tendenzialmente irripetibili, ma le attese dei cittadini sono ancora ancorate al passato e da qui sorgono varie delusioni.

Ampio spazio nell’analisi è dato alla demografia. Dimostrando, ad esempio, come la tendenza a fare meno figli sia una scelta comune a tutti i gruppi umani che si trovino in condizione di maggiore benessere, l’A. ci libera da giudizi affrettati e al contempo riporta i trend demografici sotto la nostra responsabilità, e in prospettiva sotto il nostro controllo. Nella visione di questo saggio, proposte puntuali di politiche ambientali, demografiche e in materia di immigrazione si informano a un pragmatismo rasserenante per le nostre generazioni, sono cresciute considerando i meriti e l’ubiquità del metodo scientifico appena sotto le esigenze umanitarie. Avvenimenti come il Covid, o l’aggressione di Putin all’Ucraina, e ora gli scontri tra Israele e Palestina che queste pagine non potevano contenere possono allora riacquistare una misura umana, finalmente conoscibile e ultimamente rimediabile. Una simile impostazione libera di fatto la società che più di dieci anni fa fu definita “dell’eterno presente” e la ricolloca al suo posto sulla linea continua della storia, con tutta l’incertezza del pellegrinaggio eppure con il sollievo di sapersi in cammino.

Allo stesso tempo, è pur vero che le categorie utilizzate da Graziosi rimangono quelle tradizionali. È senz’altro opportuno non demonizzare e anzi valorizzare la libertà individuale, ma non si dovrebbe essere tanto sbrigativi nel liquidare la dimensione sociale, quella di gruppo, che oggi resta perduta o quantomeno inattiva, mentre costituirebbe l’unica grandezza con il potenziale di diventare valido interlocutore in un mondo globalizzato.

Leggendo questo libro si giunge almeno a sentirsi membri, per quanto singoli, di una comunità: il buonismo ingenuo si informa, i diritti umani fondamentali si contestualizzano. Particolarmente interessante risulta poi l’analisi di come si sia evoluto il concetto di meritocrazia. Da strumento di eguaglianza sostanziale, oggi il metro del merito si è tradotto in una competizione spasmodica all’accumulo di risultati oggettivi, e segnatamente in una corsa all’istruzione. In un sistema per così dire “a bocce ferme”, in condizioni socio-economiche stazionarie, l’individuo studente o lavoratore non può che tentare di qualificarsi sempre di più, in modo da guadagnarsi migliori condizioni di vita. Questo, naturalmente, crea terreno fertile per nuove e sconosciute forme di discriminazione, attribuisce al singolo cittadino più responsabilità e colpe di quante non ne abbia e ancora una volta distoglie l’attenzione dalle criticità del sistema amministrativo, politico ed economico complessivo. Il vero potere dell’individuo oggi, e specie in Europa, è scegliere il gruppo: avere coraggio e confidare che a fronte del suo sacrificio personale le risorse liberate non per forza saranno allocate male. Il saggio di Graziosi è quanto serve per alzarsi dal divano, ma non abbastanza per scendere in piazza. In poche parole, un ottimo inizio.

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