Non mi dimenticare
Alix Garin
Bao Publishing, Milano 2024, pp. 224
Due donne in fuga, in una modesta
utilitaria, diretta verso il mare, verso
la casa natale di una delle due, la più
anziana. Sono Clémence e sua nonna
Marie-Louise, che soffre di Alzheimer
e vive in un mondo tutto suo, dove il
passato e il presente si incontrano e
si confondono. Dopo l’ennesima fuga
dalla casa di riposo dove si trova per
andare dai suoi genitori e la decisione
dei responsabili di ricorrere a «un
trattamento chimico… blando, che
agisca da calmante» (p. 11), Clémence
decide di portare sua nonna nella casa
dove è nata e di cui continuamente
parla. Decide di farlo all’insaputa di
tutti, suscitando la preoccupazione
dei familiari e incappando in una
lunga serie di simpatici imprevisti
e disavventure.
Alix Garin, che ha
dedicato il graphic novel ai suoi nonni,
racconta questo viaggio dalla città
verso la costa, che non si dipana solo
nello spazio, ma anche nel tempo e
che permette alle due protagoniste
di raccontarsi e di condividere,
soprattutto di misurarsi con la malattia
e la morte, con la memoria che svanisce
e la necessità di parlarsi prima che sia
troppo tardi, perché «“troppo tardi”
arriva prima di quanto si creda» (p. 180).
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