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Le posizioni dei principali comitati per il sì e per il no

Principali Comitati per il sì:

Comitato “Sì Riforma”

Presieduto da Nicolò Zanon, ex vicepresidente della Corte costituzionale; il portavoce è Alessandro Sallusti, ex direttore de Il Giornale

Principali argomenti:

  • Con la riforma, si avrà un giudice davvero terzo e imparziale, grazie alla separazione delle carriere
  • Sarà garantita una giustizia più vicina al cittadino, grazie a una formazione più specifica del PM, e un minor condizionamento dei giudici
  • La responsabilità dei magistrati sarà meglio presidiata, grazie all’Alta Corte disciplinare
  • Il sorteggio garantirà la fine del sistema delle correnti
  • Con la separazione delle carriere e il nuovo sistema di autogoverno della magistratura, l’Italia si allinea agli standard di altre democrazie europee e occidentali, come Francia, Germania e Stati Uniti, completando la transizione verso un modello pienamente accusatorio

(Fonte: www.siriforma.it)

 

Comitato Cittadini per il sì al referendum

Formato da un gruppo di giuristi e cittadini che sostengono la riforma costituzionale della giustizia italiana, con una forte impronta legata alla memoria di Enzo Tortora (1928-1988, giornalista e parlamentare, ingiustamente arrestato e condannato in primo grado per reati di associazione a delinquere di stampo camorristico e traffico di droga e successivamente assolto) e di altri casi di errori giudiziari.

Principali argomenti:

  • Con due CSM separati si realizzerà più propriamente il principio della terzietà del giudice previsto dall’articolo 111 Cost., c. 2: «Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale». I giudici non saranno più condizionati dall’appartenenza alla stessa categoria dei PM e dalla possibilità che gli stessi possano influire sulla loro progressione in carriera nel CSM
  • La professionalità del PM sarà rafforzata, perché avrà una formazione specifica e distinta da quella dei giudici
  • La riforma renderà la giustizia più credibile e più equa, consentendo ai magistrati più capaci di fare carriera
  • Il sorteggio permetterà di ridimensionare lo strapotere delle correnti, che porta a premiare i magistrati per la loro appartenenza a una di esse piuttosto che il merito, alla spartizione degli incarichi con logiche correntizie e a falsare le valutazioni di professionalità ai fini delle promozioni. Del resto, il meccanismo del sorteggio è usato anche per altri organi, come il Tribunale dei ministri e le giurie popolari nelle Corti d’assise. Inoltre, le leggi di attuazione stabiliranno requisiti di anzianità per i magistrati per ridurre l’elenco dei sorteggiabili
  • La creazione dell’Alta Corte disciplinare sottrarrà anche i procedimenti disciplinari dalle logiche correntizie che hanno finora limitato gli stessi. Sarà così possibile perseguire con maggiore efficacia i numerosi errori giudiziari, e garantire una giustizia più efficiente ed equa

(Fonte: www.cittadiniperilsi.it)

 

Camere Penali per il sì

Comitato promosso dall’Unione delle Camere Penali Italiane, associazione di categoria degli avvocati penalisti, storicamente a favore della separazione delle carriere

Principali argomenti:

  • La riforma riafferma il principio che un giudice terzo è la prima garanzia di libertà, attraverso il riequilibrio del potere del PM
  • La riforma distingue giudici e PM, rendendoli autonomi e complementari, e riportando chiarezza nel nostro sistema giudiziario
  • La separazione delle carriere permetterà di dare piena attuazione ai principi costituzionali del processo accusatorio e restituirà ai cittadini la certezza di un giudizio fondato solo sulle prove e garantito da un giudice distante allo stesso modo da chi accusa e da chi difende
  • Si seguirà così l’esempio delle altre democrazie liberali europee e non solo, in cui giudici e PM dipendono da organizzazioni distinte
  • La riforma permette di ristabilire la fiducia nella giustizia: separare le carriere significa renderla più trasparente, più vicina a chi chiede tutela e protezione
  • La separazione delle carriere assicurerà l'autonomia del giudice rispetto al pubblico ministero e aiuterà a difendere l'indipendenza della magistratura da ogni condizionamento politico, ideologico o corporativo, rafforzando la sua funzione di garanzia
  • Con il sorteggio dei componenti dei due CSM verranno superate le logiche del correntismo che condizionano nomine e carriere, facendo prevalere l'appartenenza sul merito e sulle competenze
  • Il Capo dello Stato resterà garante dell’equilibrio e dell’unità della giustizia
  • L’Alta Corte disciplinare garantirà che le responsabilità dei magistrati siano valutate con terzietà e trasparenza

(Fonte: www.camerepenali.it)

 

Principali comitati per il no:

Società civile per il NO nel referendum costituzionale

Rriunisce numerose associazioni, giuristi e cittadini. Fra i promotori, Anpi, Acli, Arci, Cgil, Libera, Legambiente, Giuristi Democratici, Pax Christi, Costituzionalisti per il NO.

Principali argomenti:

  • La riforma minaccia l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, alterando profondamente l’equilibrio tra poteri disegnato dalla Costituzione
  • Non risolve i problemi della giustizia che gravano sui cittadini, e anzi disperde risorse che potrebbero essere investite per far funzionare meglio procure e tribunali, moltiplicando i costi, sostituendo l’unico CSM con tre organismi indipendenti
  • Separare le carriere di giudici e pubblici ministeri può “snaturare” la pubblica accusa: il fatto che i magistrati condividano la stessa cultura giurisdizionale è una garanzia a protezione di indagati e imputati. Con la separazione delle carriere il PM diventa semplicemente una parte speculare alla difesa, il cui unico obiettivo è ottenere una condanna
  • Per il modo in cui la riforma è stata approvata, senza la ricerca di un dialogo e una condivisione più ampia, e con tempi accelerati
  • Perché le dichiarazioni pubbliche del Governo confermano (e aggravano) le preoccupazioni per l’indipendenza e l’autonomia della magistratura: si continua infatti ad attaccare il lavoro della magistratura e a esprimere insofferenza verso il controllo di legalità

(Fonte: www.referendumgiustizia2026.it)

 

Giusto dire NO

Comitato nato su iniziativa dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM).

Principali argomenti:

  • È la prima volta che il potere esecutivo decide di limitare profondamente il ruolo giudiziario, in tempi così ristretti, con una torsione pericolosa dell’equilibrio dei poteri
  • Il vero obiettivo della riforma è quello di indebolire il CSM, garante dell’indipendenza dei giudici dal potere politico. Ma indebolire il CSM significa rendere i cittadini più deboli di fronte al potere politico
  • La riforma rende così più facili le pressioni indebite della politica sulla giustizia. E se il giudice è oggetto di pressioni esterne troppo forti, il cittadino perderebbe un arbitro imparziale
  • Il sorteggio casuale dei membri togati rende il CSM meno competente, meno efficiente e più indifeso. Non è detto inoltre che i membri togati, solo perché sorteggiati, non possano formare gruppi di potere
  • La riforma incoraggia la scelta pilotata dei membri laici in quota alla maggioranza: la politica potrà così scegliere chi inserire nella lista e orientare la composizione dell’organo. I membri laici apparterranno a un gruppo “organizzato”, a differenza dei togati
  • La riforma avrà come effetto quello di rafforzare e rendere più autonomo il PM più forte, con un CSM più debole: uno squilibrio pericoloso
  • La separazione delle carriere è spesso l’anticamera di un controllo politico diretto sui PM, per renderlo più docile nei processi “scomodi”
  • La riforma non rende la giustizia più efficiente. Non la velocizza, non la semplifica e non la migliora. La rende invece meno indipendente
  • Il potere disciplinare sui giudici passa a un organo nuovo, esterno e più permeabile alle influenze politiche esterne
  • In tutti gli Stati in cui si è verificato un arretramento delle libertà, il primo passo è stato la riduzione dell’indipendenza di giudici e PM

(Fonte: www.giustodireno.it)

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