La teologia sociale al servizio dell’evangelizzazione della società
Fecondità di un percorso di ricerca sinodale
Domenico Santangelo (ed.)
Studium, Roma 2025, pp. 384
Un libro per salutare un amico e
collega, don Gianni Manzone,
che per ragioni di età ha lasciato la
cattedra di Dottrina sociale della
Chiesa nella Pontificia Università
Lateranense. Comprende 17 contributi
e una postfazione dello stesso
Gianni Manzone. Nell’introduzione si
chiarisce che la dottrina sociale della
Chiesa è una forma di “profezia”, che
guarda la storia con l’occhio di Dio
e l’occhio dell’intelligenza umana. Il
fine è l’evangelizzazione, nelle sue
forme diverse: si può proclamare
il vangelo dal pulpito, lo si può
gridare con la vita, chinandosi sulle
sofferenze dei più poveri, ma si può
evangelizzare anche da una cattedra
universitaria, cercando di umanizzare
la società e l’economia.
Gli AA. tendono a questo obiettivo
percorrendo sentieri autonomi.
Il volume è diviso in tre parti. 1)
Premesse antropologiche e teologiche
dell’agire del cristiano nella
storia, con speciale riferimento
all’enciclica Caritas in veritate, che si
confronta con la società complessa
e la globalizzazione. 2) Riflessioni e
indicazioni morali, partendo da una
domanda: come fare impresa per
combattere povertà e ingiustizie?
3) Le sfide educative, in particolare
quelle sollecitate dalle encicliche
sociali di papa Francesco. Con una
domanda finale: c’è un futuro per
la democrazia, oggi che la semplice
conta dei voti prevale sullo sforzo
di argomentare?
A tentare una sintesi è lo stesso
Gianni Manzone, nella postfazione.
Per dare vita a una società più
umana e giusta occorre riconoscersi
come fratelli. Però, come
avverte la Scrittura, se fratelli si
nasce, a vivere come tali si impara.
La sfida è promuovere questa
visione in un contesto pluralista, in
cui convivono diverse concezioni
della persona umana e del fine a
cui tendere. Per Gianni Manzone
questo è il massimo bene possibile
nell’odierno contesto sociale. Il
grande nemico è il nichilismo, sia
quello di chi nega l’esistenza di valori
sia quello di chi propone valori
irraggiungibili. Il teologo credente
non ha (più) ricette preconfezionate,
ma solo la propria fede. Il resto
dovrà arrivare dalla sua intelligenza,
dalla paziente ricerca. Quella
ricerca che ha ispirato la composizione
di questo libro.
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