La teologia sociale al servizio dell’evangelizzazione della società

Fecondità di un percorso di ricerca sinodale

Domenico Santangelo (ed.)
Studium, Roma 2025, pp. 384
Scheda di: 
Fascicolo: giugno-luglio 2025

Un libro per salutare un amico e collega, don Gianni Manzone, che per ragioni di età ha lasciato la cattedra di Dottrina sociale della Chiesa nella Pontificia Università Lateranense. Comprende 17 contributi e una postfazione dello stesso Gianni Manzone. Nell’introduzione si chiarisce che la dottrina sociale della Chiesa è una forma di “profezia”, che guarda la storia con l’occhio di Dio e l’occhio dell’intelligenza umana. Il fine è l’evangelizzazione, nelle sue forme diverse: si può proclamare il vangelo dal pulpito, lo si può gridare con la vita, chinandosi sulle sofferenze dei più poveri, ma si può evangelizzare anche da una cattedra universitaria, cercando di umanizzare la società e l’economia.

Gli AA. tendono a questo obiettivo percorrendo sentieri autonomi. Il volume è diviso in tre parti. 1) Premesse antropologiche e teologiche dell’agire del cristiano nella storia, con speciale riferimento all’enciclica Caritas in veritate, che si confronta con la società complessa e la globalizzazione. 2) Riflessioni e indicazioni morali, partendo da una domanda: come fare impresa per combattere povertà e ingiustizie? 3) Le sfide educative, in particolare quelle sollecitate dalle encicliche sociali di papa Francesco. Con una domanda finale: c’è un futuro per la democrazia, oggi che la semplice conta dei voti prevale sullo sforzo di argomentare?

A tentare una sintesi è lo stesso Gianni Manzone, nella postfazione. Per dare vita a una società più umana e giusta occorre riconoscersi come fratelli. Però, come avverte la Scrittura, se fratelli si nasce, a vivere come tali si impara. La sfida è promuovere questa visione in un contesto pluralista, in cui convivono diverse concezioni della persona umana e del fine a cui tendere. Per Gianni Manzone questo è il massimo bene possibile nell’odierno contesto sociale. Il grande nemico è il nichilismo, sia quello di chi nega l’esistenza di valori sia quello di chi propone valori irraggiungibili. Il teologo credente non ha (più) ricette preconfezionate, ma solo la propria fede. Il resto dovrà arrivare dalla sua intelligenza, dalla paziente ricerca. Quella ricerca che ha ispirato la composizione di questo libro.

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