La catastrofica visita allo zoo

Joël Dicker
La nave di Teseo, Milano 2025 pp. 272
Scheda di: 
Fascicolo: marzo 2026

Non scopriamo con questo libro che Joël Dicker ha una penna felice. Quello che scopriamo con questo breve romanzo è invece la sua capacità di affrontare con grande leggerezza tematiche impegnative e di riuscirci anche bene, con una vena di sottile ironia che strappa sorrisi per tutte le oltre 200 pagine del libro.

La trama è semplicissima: una scuola per “bambini speciali” viene misteriosamente allagata, quindi i piccoli vengono trasferiti nella vicina scuola dei “bambini normali”. Parte da qui una concatenazione di eventi che culminano in un climax crescente nel gran finale della visita allo zoo del titolo, che vedrà la risoluzione del mistero e la scoperta del colpevole di questo misfatto. Intrecciati al filo conduttore della trama, una serie di gustosi episodi sono il tramite con cui Dicker riesce a parlare di integrazione, conflitto intergenerazionale, democrazia e astensionismo, oltre alle universali tematiche dell’amore, del rispetto e dell’amicizia. Un esempio su tutti è la semplicità disarmante della spiegazione del funzionamento della democrazia attraverso la scelta del menu della mensa scolastica, dove pizza e broccoli sono i “partiti” per cui esprimere la propria preferenza. E ci si chiede: ma se lo capiscono i bambini, perché noi adulti non riusciamo ad arrivarci proprio a comprendere che se non andiamo a esprimere le nostre preferenze quando siamo chiamati a farlo, finiremo per mangiare broccoli quando avevamo proprio voglia di una bella pizza (o viceversa!)?

Senza svelare troppo, sottolineiamo anche il valore positivo che Dicker riesce a dare alla parola “catastrofe”, troppo spesso identificata con qualcosa di terribile. Invece, come la sua etimologia ci rivela, si tratta semplicemente di un grande cambiamento, certo repentino, di una situazione, i cui esiti però non sono scritti a priori. Ed è così, che di catastrofe in catastrofe, si arriva alla visita allo zoo che chiude il libro e il cerchio narrativo della storia, che ci lascia con un grande sorriso e la consolazione di aver potuto riflettere con leggerezza su tematiche che spesso hanno il limite di essere trattate in modo troppo greve.

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