La catastrofica visita allo zoo
Joël Dicker
La nave di Teseo, Milano 2025 pp. 272
Non scopriamo con questo
libro che Joël Dicker ha una
penna felice. Quello che scopriamo con questo breve romanzo è
invece la sua capacità di affrontare
con grande leggerezza tematiche
impegnative e di riuscirci anche
bene, con una vena di sottile ironia
che strappa sorrisi per tutte le
oltre 200 pagine del libro.
La trama è semplicissima: una
scuola per “bambini speciali” viene
misteriosamente allagata, quindi i
piccoli vengono trasferiti nella vicina scuola dei “bambini normali”.
Parte da qui una concatenazione di
eventi che culminano in un climax
crescente nel gran finale della visita
allo zoo del titolo, che vedrà la
risoluzione del mistero e la scoperta
del colpevole di questo misfatto.
Intrecciati al filo conduttore
della trama, una serie di gustosi
episodi sono il tramite con cui
Dicker riesce a parlare di integrazione,
conflitto intergenerazionale,
democrazia e astensionismo, oltre
alle universali tematiche dell’amore,
del rispetto e dell’amicizia. Un
esempio su tutti è la semplicità
disarmante della spiegazione del
funzionamento della democrazia
attraverso la scelta del menu
della mensa scolastica, dove pizza
e broccoli sono i “partiti” per cui esprimere la propria preferenza.
E ci si chiede: ma se lo capiscono
i bambini, perché noi adulti non
riusciamo ad arrivarci proprio a
comprendere che se non andiamo
a esprimere le nostre preferenze
quando siamo chiamati a farlo,
finiremo per mangiare broccoli
quando avevamo proprio voglia di
una bella pizza (o viceversa!)?
Senza svelare troppo, sottolineiamo
anche il valore positivo che
Dicker riesce a dare alla parola “catastrofe”,
troppo spesso identificata
con qualcosa di terribile. Invece,
come la sua etimologia ci rivela, si
tratta semplicemente di un grande
cambiamento, certo repentino, di
una situazione, i cui esiti però non
sono scritti a priori. Ed è così, che
di catastrofe in catastrofe, si arriva
alla visita allo zoo che chiude il
libro e il cerchio narrativo della
storia, che ci lascia con un grande
sorriso e la consolazione di aver
potuto riflettere con leggerezza
su tematiche che spesso hanno il
limite di essere trattate in modo
troppo greve.
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