Il suicidio della pace. Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024)
Alessandro Colombo
Raffaello Cortina Editore, Milano 2025 pp. 352
Seguendo le notizie, è chiaro
che il mondo sta vivendo un
periodo di forte instabilità, tensioni e guerre. In questa situazione
nessuno sembra ergersi a garante
di un ordine possibile, non di sicuro l’ONU o il diritto internazionale,
prime vittime di questa confusa
congiuntura storica. Come siamo
arrivati a questo punto? Il politologo Alessandro Colombo cerca
di rispondere a questa domanda
con una lettura ad ampio respiro nel suo
Il suicidio della pace,
indicando già nel sottotitolo
la tesi e, in qualche misura, anche
l’estrema sintesi del saggio:
Perché
l’ordine internazionale liberale ha
fallito (1989-2024). Partiamo dalla
fine, cioè dai maggiori eventi degli
ultimi cinque anni: l’emergenza
sanitaria della COVID-19, l’inizio
del conflitto in Ucraina (o meglio,
l’inasprimento di una guerra già in
corso) e infine la violenta risposta
di Israele all’attacco terroristico di
Hamas del 7 ottobre 2023. Si tratta
di crisi planetarie dove si è potuto
toccare con mano come gli Stati
Uniti abbiano smesso di esercitare
il loro ruolo di “polizia mondiale”.
Ma chi ha dato loro questo compito? Per l’A. bisogna risalire al crollo
del comunismo che prefigurava
la vittoria del liberalismo occidentale, riconoscendo che la fine della Guerra fredda non è stata
gestita con la dovuta cautela, in
particolare riguardo la definizione
dei rapporti tra vincitori e vinti. [continua]
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