Il suicidio della pace. Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024)

Alessandro Colombo
Raffaello Cortina Editore, Milano 2025 pp. 352
Scheda di: 
Fascicolo: marzo 2026
Seguendo le notizie, è chiaro che il mondo sta vivendo un periodo di forte instabilità, tensioni e guerre. In questa situazione nessuno sembra ergersi a garante di un ordine possibile, non di sicuro l’ONU o il diritto internazionale, prime vittime di questa confusa congiuntura storica. Come siamo arrivati a questo punto? Il politologo Alessandro Colombo cerca di rispondere a questa domanda con una lettura ad ampio respiro nel suo Il suicidio della pace, indicando già nel sottotitolo la tesi e, in qualche misura, anche l’estrema sintesi del saggio: Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024). Partiamo dalla fine, cioè dai maggiori eventi degli ultimi cinque anni: l’emergenza sanitaria della COVID-19, l’inizio del conflitto in Ucraina (o meglio, l’inasprimento di una guerra già in corso) e infine la violenta risposta di Israele all’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Si tratta di crisi planetarie dove si è potuto toccare con mano come gli Stati Uniti abbiano smesso di esercitare il loro ruolo di “polizia mondiale”. Ma chi ha dato loro questo compito? Per l’A. bisogna risalire al crollo del comunismo che prefigurava la vittoria del liberalismo occidentale, riconoscendo che la fine della Guerra fredda non è stata gestita con la dovuta cautela, in particolare riguardo la definizione dei rapporti tra vincitori e vinti. [continua]

 

 

 

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