ArticoloDialoghi

I giovani del servizio civile. Una storia lunga cinquant’anni

- La conquista dell’obiezione di coscienza, di Francesco Spagnolo - Il servizio civile come formazione alla cittadinanza, di Licio Palazzini - Dal servizio civile, una scelta di vita, di Pierpaolo Burioni - Un passo verso la maturità, di Valentina Cuzzola
Fascicolo: dicembre 2022

Sono trascorsi cinquant’anni dall’entrata in vigore della Legge 15 dicembre 1972, n. 772, Norme per il riconoscimento della obiezione di coscienza. Oltre ad aprire uno spazio per l’obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio, la legge introduceva per gli obiettori l’obbligo di «prestare servizio militare non armato, o servizio sostitutivo civile» (art. 5), introducendo così anche il nuovo istituto del servizio civile.

Furono necessari molti anni per raggiungere questo risultato, frutto di un lavoro sul piano culturale che chiarisse i termini e i concetti e accreditasse l’affermazione che si può difendere la patria anche senza imbracciare un’arma, smontando una lunga tradizione che conduceva alla scorretta equivalenza tra rifiuto del servizio militare e disimpegno verso la società e il bene comune. Dietro a questo processo vi furono l’impegno, la dedizione e il sacrificio di molti: non pochi pagarono con il carcere il rifiuto di prestare il servizio militare o finirono sotto processo per aver difeso gli obiettori, come don Lorenzo Milani nel 1965. [continua]

 

 

 

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