Curato da Francesco Occhetta,
il volume Democrazia. La sfida
della fraternità è una sinfonia di
contributi che, attraverso competenze
e punti di partenza diversi fra loro, cerca di mostrare quali
sfide attendono oggi i sistemi
democratici occidentali per realizzare
una società ispirata dalla
«“cultura della fraternità” per
arginare la violenza e la guerra,
le vendette sociali e le pene
esemplari» (p. 5). Gli AA. dei vari
contributi sono componenti di
Comunità di Connessioni, associazione
che da più di dieci anni
è impegnata nella formazione
sociale e politica dei giovani
del nostro Paese.
Il punto di partenza
che è stato scelto
si basa «sull’idea
di dignità e
di persona, di libertà
e differenza,
di pluralismo
e di inclusione»
(p. 17), capace di
desacralizzare il
potere politico e di
costruire uno Stato al
servizio delle persone, non
prevaricatore, ma che riconosca a
tutti pari dignità e pari diritti.
Composto da quattro diverse
aree tematiche – giustizia, lavoro,
ambiente e riforme delle
istituzioni – il libro prova a offrire
alcune prospettive innovative per
aiutare a leggere il tempo attuale
e le crisi che stiamo vivendo, a
partire da quelle geopolitiche e
di rapporto fra gli Stati. La chiave
a cui fa ricorso è quella della
“fraternità”, che si ricollega in maniera
evidente all’enciclica Fratelli
tutti di papa Francesco, un documento
che pare essere finito nel
dimenticatoio, dopo lo scoppio
delle guerre tra Russia e Ucraina
e tra Israele e Hamas.
Nella prima parte del volume,
relativo alla giustizia, la proposta
più significativa riguarda la rieducazione
dei condannati attraverso
la giustizia riparativa – introdotta
dalla Legge 27 settembre 2021, n.
134, successivamente attuata con
il D.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
(artt. 42-67) – che si pone come
terza via tra un perdonismo di
facciata e la logica della vendetta.
Si tratta del percorso intrapreso
anche dalla giustizia italiana
per rispondere ai
dettami della nostra
Costituzione.
Quando si passa
alla sezione
dedicata al lavoro,
si introduce
il concetto di
“fraternità” in
un mondo che
negli ultimi tempi
è diventato sempre
più competitivo e
agguerrito: «Il lavoro va
trasformandosi in uno spazio di
comunità dove lo spirito di fraternità
lascia a imprese e lavoratori
di incontrarsi senza combattersi,
di collaborare senza competere,
di brillare le une con la luce degli
altri e viceversa» (p. 69).
La terza sezione, dedicata
all’ambiente, affronta le questioni
legate alla transizione ecologica
e alla crisi climatica segnalando
come sia necessario il coinvolgimento
di attori diversi e variegati
per poter immaginare un futuro
migliore: «Coltivare un approccio
collaborativo e inclusivo è imprescindibile
per affrontare le sfide
climatiche globali. Solo attraverso
un impegno collettivo e una fraternità autentica possiamo
sperare di affrontare con successo
la complessità della transizione
climatica» (p. 113).
Infine, il libro tocca alcuni
aspetti fondativi, riguardanti le
riforme istituzionali che possano
disegnare davvero una “democrazia
di fraternità”, a livello nazionale
ed europeo. Per il nostro Paese,
si fa riferimento da una parte a
una legge sui partiti politici per
rendere effettivo l’art. 49 Cost.,
dall’altra a una modifica del processo
decisionale con la possibile
introduzione della sfiducia costruttiva.
Queste riforme potrebbero
garantire «quel principio di
fraternità-pluralismo da cui deriva
la valutazione della responsabilità e della mediazione, a scapito
della verticalizzazione del potere
o della distanza troppo netta tra
cittadini e governante» (p. 173).
Anche per quanto riguarda l’Unione
Europea «la fraternità come
categoria politica è cammino e
meta» (p. 182), possibilità di far
progredire e sviluppare il modello
europeo di democrazia.
Quando il paradigma della
fraternità ritroverà il suo posto
accanto ai due grandi “idoli” culturali
del tempo odierno – libertà
e uguaglianza – nascerà l’antidoto
alla violenza sociale, alle disuguaglianze
economiche, alle guerre
in corso.