"Agire rapidamente, guidati dalle nostre fedi": alla Cop22 un appello interreligioso sul clima

14/11/2016
Nel pieno dello svolgimento della Cop22 (il vertice Onu sul clima in corso a Marrakesh fino al 18 novembre), il 10 novembre è stata diffusa una dichiarazione interreligiosa sul clima, firmata da esponenti religiosi di tutto il mondo. La dichiarazione è stata presentata durante la conferenza «Building the Divest-Invest Movement with Faiths, Foundations and Finance» - side event ufficiale della Cop22 - promossa da più di 30 organizzazioni internazionali di ispirazione religiosa nell'ambito della campagna di disinvestimento dalle fonti fossili a cui sta aderendo  un numero crescente di organizzazioni, anche in ambito cattolico (Aggiornamenti Sociali lo ha fatto il 4 ottobre, rispondendo alla proposta della Focsiv). 

La dichiarazione, di cui qui sotto riportiamo il testo integrale, chiede ai Governi di prendere impegni concreti e ambiziosi per la giustizia climatica. Tra gli oltre 220 firmatari il Dalai Lama (nella foto), Marcelo Sánchez Sorondo (cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze), Olav Fykse Tveit (Segretario generale del Consiglio Mondiale delle Chiese), Sayyid M. Syeed (Società Islamica del Nord America) e il premio Nobel per la Pace Desmond Tutu. A livello italiano, è da segnalare la firma di quattro vescovi: Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli,  Luigi Bressan, arcivescovo emerito di Trento, Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, e  Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello.

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Dichiarazione dei leader religiosi in occasione della prima riunione delle parti contraenti dell'accordo di Parigi (CMA1) durante la ventiduesima sessione della Conferenza delle Parti (COP 22) 

In questo momento storico, con l'entrata in vigore dell'accordo di Parigi, un consenso globale senza precedenti ha portato all’adozione di un accordo universale per ridurre le emissioni di gas serra e per costruire una maggiore resilienza agli impatti climatici. Siamo profondamente grati per la leadership che ha guidato il processo  per l’Accordo sul clima e siamo consapevoli della complessità delle sfide che dovranno essere affrontate. Ora è il momento di passare all’azione, con urgenza. 

Siamo esponenti di religioni diverse ma tutti condividiamo l'obbligo morale di non danneggiare gli altri, di essere onesti e prendersi cura delle persone più deboli. Il cambiamento climatico sta già avendo forti impatti a livello mondiale, che colpiscono in modo sproporzionato le comunità povere ed emarginate, e siamo afflitti per la sofferenza di queste persone. Il modo in cui riusciremo a gestire i peggiori impatti dei cambiamenti climatici dipende dal lavoro che faremo nei prossimi dieci, cinque, anche due anni. Ognuno di noi deve agire sulla realtà della crisi climatica, in modo che cessi il danno che infliggiamo alla nostra sacra Terra e gli ecosistemi su cui tutta la vita dipende possano risanarsi. 

In questo momento critico, con l'implementazione dell'Accordo da parte dei governi, dobbiamo approfondire la nostra consapevolezza della giustizia climatica e discernere cosa significa essere nel giusto rapporto con gli altri, con  la Madre Terra e tutti gli esseri viventi. Il nostro desiderio di crescita illimitata e di potere sta avendo conseguenze devastanti, lasciando la nostra Terra inquinata, impoverita e vulnerabile. Chiediamo rispettosamente a coloro che prendono decisioni sulla provenienza, distribuzione e finanziamento dei sistemi energetici di essere ispirati da una reverenza umile e compassionevole per l'interconnessione di tutta la vita. 

Se continuiamo a danneggiare il sistema che ci supporta e tiene in vita attraverso l'eccessivo sfruttamento, l'inquinamento e la distruzione del clima che ci protegge, della terra che ci nutre, degli oceani e delle fonti di acqua dolce che ci sostengono, lo facciamo a nostro pericolo. Dobbiamo agire rapidamente, guidati dalle nostre fedi e lavorare insieme come un'unica comunità. 

L'uso continuato da parte della società globale di combustibili fossili è eticamente insostenibile. Dobbiamo deliberatamente allontanarci dall'investimento in combustibili fossili e noi siamo tutti concordi nel chiedere che i  fondi sovrani e fondi pensione del settore pubblico siano tolti dal settore dei combustibili fossili per riorientarli verso soluzioni climatiche. Ciò permette di inviare un segnale forte e di cambiamento ai mutuatari pubblici e privati ed investitori di tutto il mondo ed è un modo per porre fine all'era dei combustibili fossili.   

Facciamo appello agli Stati affinché essi siano ispirati da decenza etica e buona fede nell’onorare gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo. Con urgenza e per la sicurezza di tutti chiediamo  a tutti i governi maggiore azione ed ambizione nell'azione per il clima, con una rapida riduzione delle emissioni in linea con l’obiettivo di limitare l' aumento della temperatura globale a 1,5 ° C rispetto ai livelli pre-industriali. 

Oltre a soffermarsi sugli articoli principali dell'accordo sul clima, chiediamo a tutti gli Stati membri di rispettare gli obblighi contenuti nel preambolo, in particolare quelli in materia di diritti umani, compresi i diritti dei popoli indigeni, eguaglianza di genere, giusta transizione, sicurezza alimentare ed equità intergenerazionale. Sottolineiamo che la partecipazione piena e paritaria delle donne, delle popolazioni indigene e dei giovani nell’affrontare il cambiamento climatico accelererà gli sforzi verso un'economia a basse emissioni di carbonio e contribuirà in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) in modo particolare il numero 7 che mira a porre fine alla povertà energetica entro il 2030. 

Chiediamo con forza che i flussi finanziari globali aumentino in maniera coerente con l'obiettivo  1.5C°  e che siano strettamente coordinati con gli SDGs riconoscendo il rapporto intrinseco tra cambiamento climatico, eliminazione della povertà e sviluppo equo e sostenibile. Sono necessari più finanziamenti per fornire un supporto adeguato alle comunità povere e in modo particolare a quelle comunità vulnerabili colpite dal cambiamento climatico. Per noi è profondamente ingiusto che i Paesi meno sviluppati si trovino in una sempre più profonda spirale di debito per pagare per un problema che hanno ereditato. Per questo  sollecitiamo con forza i governi a sostenere un giusto aumento dei flussi finanziari globali per fornire un maggiore adattamento umano ed ecologico, in particolare per compensare le perdite e danni e finanziare il trasferimento di tecnologia e di capacità. 

Allo stesso tempo siamo preoccupati da accordi commerciali che rischiano di compromettere le urgenti azioni necessarie per il clima. Chiediamo controlli più severi sui meccanismi di risoluzione delle controversie all'interno degli accordi commerciali che contengono disposizioni che consentono alle aziende di sfidare le politiche del governo nei tribunali extragiudiziali. 

Rivolgendosi ai leader mondiali chiedendo loro di abbracciare nuove politiche per proteggere il nostro prezioso clima , molte comunità religiose si sono già impegnate a disinvestire  come parte del movimento di disinvestimento, sempre in rapida crescita. I gruppi religiosi stanno anche investendo in soluzioni climatiche e lavorano fianco a fianco con le persone nelle comunità povere di tutto il mondo per ridurre al minimo gli impatti del cambiamento climatico e per costruire resilienza. Chiediamo quindi alle nostre comunità religiose più impegni nel disinvestire dai combustibili fossili e reinvestire in energia rinnovabile promuovendo un impegno costruttivo con le imprese per il cambiamento climatico. Abbiamo bisogno di concretizzare questo lavoro nel perseguire una giusta transizione verso le energie rinnovabili. 

Nel corso della storia, le nostre tradizioni religiose hanno fornito supporto e ispirazione nei momenti di grande sfida o di trasformazione. Dobbiamo impegnarci a nuovi modi di vivere che onorino le relazioni dinamiche tra tutte le forme di vita per approfondire la conoscenza e la dimensione spirituale delle nostre vite. Dobbiamo attingere coraggio, speranza, saggezza e riflessione spirituale per consentire alle generazioni giovani e future di ereditare un mondo più solidale e sostenibile. Questo è il momento di farsi avanti e agire con cura verso la Madre Terra. Insieme, supportandoci reciprocamente, possiamo andare lontano e agire più rapidamente.
 
Per tali motivi chiediamo:  
- Un rapido aumento degli impegni di riduzione delle emissioni, in linea con l'obiettivo di 1,5 ° C; • Il disinvestimento di fondi sovrani e fondi pensionistici pubblici dai combustibili fossili per convertirli in energie rinnovabili e altre soluzioni green; 
- Un aumento dei flussi finanziari globali per porre fine alla povertà energetica con energia rinnovabile e fornire un maggiore sostegno per l'adattamento umano ed ecologico, in particolare per compensare le perdite e danni,  e finanziare il trasferimento di tecnologia e di competenze; 
- L’Inserimento degli impegni climatici in un più ampio quadro di impegni in tema di tutela dei diritti umani, così come predisposto nel preambolo dell’Accordo sul clima, incluso i diritti delle popolazioni indigene, l'eguaglianza di genere, una giusta transizione, sicurezza alimentare, equità intergenerazionale e l'integrità di tutti gli ecosistemi; 
- Controlli più severi sui meccanismi di risoluzione delle controversie previsti da accordi commerciali che utilizzano tribunali extragiudiziali per opporsi alle politiche del governo; 
- Promozione, anche all'interno delle nostre stesse comunità religiose, di maggiori impegni per il disinvestimento dalle fonti fossili e il reinvestimento in rinnovabili ed in imprese impegnate contro il cambiamento climatico. Abbiamo bisogno di concretizzare questo lavoro nel perseguire un'equa transizione verso le energie rinnovabili.


14 novembre 2016

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