Addio alle Province?

27/03/2014
La riforma delle Province ha superato il primo scoglio. Il Senato ha approvato il disegno di legge firmato da Graziano Delrio che ora però dovrà tornare alla Camera per il via libera finale.

Il Ddl presentato dal Governo Renzi
non prevede l’abolizione delle Province, ma la loro trasformazione in enti di secondo grado (quindi senza giunte, consigli e consiglieri) e un passaggio delle loro competenze ad altri enti locali (Regioni, Comuni e costituende Aree metropolitane). Questa trasformazione evita una riforma costituzionale che sarebbe invece indispensabile qualora si fosse intrapresa la strada della totale eliminazione (essendo le Province organi costituzionali).

L’istituzione provinciale
è nata nel 1859 grazie al decreto Rattazzi che, sul modello francese, stabiliva l’organizzazione del territorio in Province, Circondari, Mandamenti e Comuni. Sottoposte negli anni ad alcune modifiche, l’ultima riforma che le riguarda risale al 2011 quando un decreto ha previsto la devoluzione dei poteri delle Province a Comuni e Regioni.

Attualmente ci sono 107 Province
a statuto ordinario e due autonome (Trento e Bolzano) mentre in Valle d’Aosta le funzioni della Provincia sono svolte dalla Regione autonoma. Nel 2012 avevano complessivamente 53.246 dipendenti, in calo rispetto ai 55.383 del 2011 e ai 56.925 del 2010.



Su questo argomento si legga anche:
Alfredo L. Tirabassi, Che cosa fanno le Province? Un bilancio alle soglie della riforma



27 marzo 2014

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