Dossier Rom | |
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Le demolizioni di insediamenti abusivi di rom nelle periferie di Milano e Roma pongono una serie di problemi: non sono
accompagnate da soluzioni abitative, sconvolgono l'integrazione scolastica e segnano un degrado razzista delle politiche locali, da molti osservato con indifferenza. Storie e voci
di chi non ci sta. | |
La questione dei rom infiamma l'opinione pubblica, in Italia e non solo. Affrontarla richiede di superare gli stereotipi
e le rappresentazioni mediatiche, spesso piegate a fini demagogici, e riscoprire, al di là dei fatti di cronaca, i capisaldi delle conquiste della nostra civiltà in
materia di diritti e doveri e di tutela delle minoranze. Un'analisi comparata delle politiche pubbliche mostra come esistano soluzioni diverse dall'alternanza ciclica tra costruzione
di campi e loro sgombero. Cruciale è riconoscere ai rom la capacità di partecipare al disegno delle politiche e recare un contributo all'edificazione di spazi di convivenza. | |
Attraverso l'opera Video Rom (1998), a cui appartiene l'immagine di questo numero e presentata nel 2009 alla
mostra «E si prese cura di lui». Elogio dell'accoglienza, presso la Galleria San Fedele di Milano, l'A. riesce a creare un ponte tra i rom venuti in Italia e
i loro parenti rimasti in patria, sperimentando la dinamica dell'accoglienza offerta e ricevuta. | |
Aggiornamenti Sociali, 04 (2009), 313-315 | |
Il tema dell'insicurezza dei cittadini continua a tenere banco. Se ne dà la colpa ai rom e ai clandestini,
indicandoli indebitamente tutti insieme col nome di "immigrati". Il problema esiste ed è grave, ma per risolverlo non bisogna farsi guidare dall'emotività.
Occorre, piuttosto, prendere coscienza della natura strutturale del fenomeno migratorio, valorizzarne le opportunità positive e superarne con coraggio le difficoltà. | |
Un confronto tra le opinioni sui rom da parte dei gagi (i "non rom" in lingua romanì) e la
reazione dei leader rom agli stereotipi su di loro. Oltre a mostrare una simmetria tra i rispettivi pregiudizi, gli AA. fanno emergere le differenti prospettive sulla legalità.
Per la maggior parte dei gagi essa è una pre-condizione per percorsi virtuosi di inclusione sociale da cui discenderebbero risoluzione dei problemi sociali e superamento di
pregiudizi. Da parte loro, rom e sinti non osteggiano la legalità: essa è vista però come conseguenza di lotte contro la discriminazione, di politiche sociali e del
riconoscimento di diritti politici. | |
Nei dibattiti sulla sicurezza e la legalità, questioni sempre molto sentite dalla cittadinanza, ci si riferisce
spesso ai Rom in termini molto negativi. Alcune associazioni che operano in questa realtà hanno redatto una lettera aperta in risposta alle recenti decisioni dell'amministrazione
capitolina. Basandosi sull'esperienza diretta, aiutano a sfatare alcuni luoghi comuni, a partire dallo stereotipo dello zingaro criminale-girovago. Particolarmente evidenziati alcuni
aspetti come la sedentarietà dei Rom e il loro essere, spesso, cittadini italiani e comunque comunitari. | |
Alla fine del 2005 un gruppo consistente di Rom romeni è stato sloggiato dal campo nomadi abusivo di Casoria (NA).
Da questa emergenza è nata una rete spontanea di solidarietà che si è presa cura di queste persone e che, di fronte a stereotipi e pregiudizi diffusi, è stata
sollecitata a riflettere sullo stile dell'accoglienza e dell'ascolto. La complessità della situazione esige ora il contributo di tutti gli attori che operano sul territorio, dalle
istituzioni pubbliche al privato sociale. Anche la comunità cristiana è chiamata a questi percorsi di sensibilizzazione e di intervento, in cui la persona sia al centro della
relazione. | |
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