Dossier bipolarismo e partiti | |
Introduzione Il problema del superamento della vecchia forma partito, apertosi con la caduta delle ideologie, richiede nell'attuale assetto bipolare una risposta tanto urgente quanto ineluttabile. Lo dimostrano il dibattito in atto sul Partito Democratico nell'Unione e, parallelamente, quello sul Partito della Libertà nel centro-destra. Il Forum sull'argomento avviato sulle pagine di Aggiornamenti sociali viene qui raccolto in forma di dossier. | |
L'«identità politica» dei cattolici andrebbe distinta dalla loro «identità
partitica». In una prospettiva storica, i cinquant'anni della DC come partito unico dei cattolici sono stati un'eccezione piuttosto che la regola, in quanto legati a condizioni
peculiari irripetibili. La situazione attuale - secondo l'A. - invita i cattolici a cercare unità al di fuori dei partiti, per approfondire la propria «identità
politica» e un comune atteggiamento nei confronti della società. | |
La comunicazione riveste oggi una funzione centrale nella politica, fino a determinarne in molti casi l'agenda. L'A.
non valuta negativamente tale fenomeno, ma ritiene piuttosto che possa rappresentare un'occasione di rinnovamento, ad esempio in termini di semplicità e verificabilità
del messaggio politico. Cruciale è trovare le modalità con cui i partiti possano svolgere, nell'era della comunicazione, il loro ruolo di rappresentanza dei bisogni, di
sintesi delle proposte e di orientamento dei cittadini. L'A. propone forme di maggiore collegamento della comunicazione politica con il territorio, al fine di costruire luoghi di
rinnovata partecipazione diretta. | |
Nel dibattito sulla collocazione del Partito Democratico nello scenario politico e sul ruolo dei cattolici democratici
al suo interno, l'A., coordinatore nazionale dell'associazione Agire Politicamente, in risposta alle tesi sostenute dal prof. Monticone sullo scorso numero di Aggiornamenti Sociali,
ammonisce contro possibili scivolamenti al centro, e ricorda come le diverse componenti del cattolicesimo democratico italiano siano concordi nel ritenere il nuovo partito una
opportunità, a cui la loro tradizione può recare un contributo fondamentale. | |
L'A. ritiene che il Partito Democratico sia il frutto di posizioni teoriche che non tengono in adeguato conto la
complessità del quadro politico e i rischi di derive populistiche. Numerose voci del mondo cattolico hanno sottolineato il pericolo della dispersione della tradizione del
cattolicesimo democratico all'interno di un contenitore troppo generico. Occorre invece che i cattolici puntino a un ruolo di cerniera imperniato sulla ricchezza dell'antropologia
cristiana. | |
Proseguendo il Forum sulla forma di partito, il sen. Monticone evidenzia alcune criticità del PD. C'è
innanzitutto un problema di omogeneità culturale tra i due soggetti fondatori. E poi la fragilità del suo disegno etico-politico, che rende difficile la collocazione al suo
interno di quei cattolici democratici per i quali il personalismo comunitario è il cardine del progetto politico. | |
Inserendosi nel dibattito inaugurato dall'intervento dell'on. Pierluigi Castagnetti (AS, 2 [2007] 95-105), l'A.
propone una riflessione sulla forma e sul ruolo che i partiti possono assumere nel sistema politico italiano. Esso richiede partiti «nuovi a vocazione maggioritaria», plurali
nella loro ispirazione e nei loro riferimenti culturali, capaci di selezionare la leadership in modo democratico e competitivo. Il fine è ristabilire il primato della
cittadinanza sull'appartenenza e quello delle istituzioni sui partiti. In questa linea si muove il progetto del Partito Democratico. | |
I partiti politici sono essenziali per la vita di una democrazia; tuttavia sono istituzioni fragili, messe in pericolo
da un'eccessiva personalizzazione della leadership. Affinché i partiti preservino il loro carattere di «sperimentatori e produttori di democrazia», è necessario
che al loro interno vengano garantiti elementari principi di trasparenza e di partecipazione. Con questa argomentazione, l'A. offre una riflessione sulla necessità in Italia di
partiti sempre più democratici. | |
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