Dossier Costituzione italiana | |
La Costituzione viene presentata come patto nazionale di validità permanente nei suoi principi
essenziali, risultante dagli apporti delle tre grandi tradizioni politiche italiane; come fattore di unità nazionale; come « legge superiore », fondante ogni
altra norma. Fatta salva l'intangibilità dei suoi principi, alcune revisioni sono auspicabili: sistema di garanzie a tutela della minoranza, quale correttivo del nuovo
sistema elettorale maggioritario; riforma dello Stato in senso federalista moderato; riforma del bicameralismo parlamentare; revisione della forma di Governo ma all'interno del
sistema parlamentare. Ogni revisione costituzionale va attuata nel rispetto dell'art. 138 Cost., reso più rigoroso con una legge costituzionale che stabilisca il ricorso
alla maggioranza rinforzata a due terzi. | |
Nella situazione culturale determinatasi in relazione al drammatico evento della seconda guerra mondiale, la
Costituzione è nata sulla base di un vasto consenso, quale legge suprema dell'ordinamento repubblicano. E' da mantenere quindi immutata nella sua sostanza, e può
essere modificata solo con la speciale procedura « rafforzata » sancita dall'art. 138. Non suscettibili di revisione sono comunque i suoi principi fondamentali:
unità e indivisibilità della Repubblica, primato della persona, rilevanza costituzionale dei corpi intermedi, diffusione del potere. Si sottolinea pertanto il
valore della « rigidità » della Costituzione e si muovono severe critiche al progetto governativo di revisione dell'art. 138 che introduce un referendum di
chiaro sapore plebiscitario. | |
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