Dossier Costituzione italiana | |
Il disegno di legge costituzionale per attuare la c. d. devolution, presentato dal Governo e recentemente approvato
dal Senato, si situa all'interno del disegno secessionista perseguito dalla Lega Nord fin dal suo sorgere. L'A. esamina le forti contraddizioni che si creerebbero nei settori oggetto
di riforma (sanità, istruzione e sicurezza) e i rischi per l'architettura istituzionale complessiva del Paese: secessionismo, delegittimazione della Costituzione, smantellamento
del Welfare e incertezza normativa. | |
È di attualità il tema delle riforme istituzionali, tese a modificare la forma di Governo. Tra le
molte proposte presentate in Parlamento, quelle sostenute dall'attuale maggioranza prevedono un rafforzamento dei poteri del Primo Ministro, in chiave presidenzialista. Per questo
motivo, e per la tendenza dell'Esecutivo ad attuare anche le riforme costituzionali a colpi di maggioranza, le previste riforme rischiano di essere potenzialmente eversive dei valori,
delle libertà e delle regole costituzionali. | |
Tra le riforme istituzionali in cantiere vi è pure quella della forma di Governo mirante a conferire a
quest'ultimo maggiore stabilità ed efficienza. Una delle prospettive è quella del premierato, o rafforzamento dei poteri del Premier. Gli Autori la presentano in termini
positivi: ne illustrano le matrici ideali, tra cui una corrente di pensiero cattolico-democratica; ne sostengono il valore istituzionale e politico, nonché la sua
conformità con la linea riformistica dell'Ulivo. Consapevoli peraltro dei rischi per la democrazia che un potenziamento dell'esecutivo comporta, affermano la necessità
di costruire un forte e articolato sistema di contrappesi. | |
La revisione della Parte II della Costituzione, recentemente approvata dal Parlamento in prima lettura, incide
profondamente sulla forma di governo parlamentare, sui poteri del Presidente della Repubblica e dell'Esecutivo, sugli organi di garanzia costituzionale e sulle competenze regionali.
Le allarmate reazioni degli studiosi di diritto costituzionale sottolineano come la riforma indebolisca il sistema di pesi e contrappesi caratteristici di una democrazia liberale e
incida sulle garanzie di effettivo godimento dei diritti. Si configura una vera e propria rottura della legalità costituzionale, tale da mettere in dubbio la natura
«democratica» della forma di governo italiana, e si svuota il significato stesso della Carta costituzionale. | |
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