Dossier Costituzione italiana | |
Dopo la dura campagna elettorale, è tempo di tornare a fare politica. Occorre prendere atto del responso
delle urne: l'alt al «berlusconismo», la fragile vittoria di Prodi, l'incerto futuro della Casa delle Libertà. Per governare bene in questa situazione, mentre ci si preoccupa
giustamente di riconciliare il Paese e di consolidare l'Unione, l'unica strada è ripartire dalla Costituzione. | |
Pur essendo spesso definita devolution, la riforma della Costituzione, che sarà oggetto di referendum
confermativo nel mese di giugno, riguarda in prevalenza altre materie. In questo articolo si analizzano e si evidenziano i gravi problemi sollevati dalle modifiche che riguardano il
Parlamento (in particolare la trasformazione del Senato in Camera delle Regioni, il ruolo dei Presidenti delle due Camere e le loro nuove funzioni all'interno del procedimento di
formazione delle leggi) e la forma di governo, definibile «premierato assoluto». In un successivo contributo si prenderanno in esame la forma di Stato, il rapporto tra Stato
e Regioni e alcune altre disposizioni. | |
Dopo aver analizzato nella prima parte dell'articolo (pubblicata in maggio) i cambiamenti circa il Parlamento e la
forma di governo contenuti nella riforma costituzionale, oggetto di referendum il 25 e 26 giugno, se ne esaminano qui gli altri due punti salienti. Anzitutto, i rapporti tra Stato e
Regioni (dove le modifiche introdurrebbero notevoli difficoltà circa le procedure e la ripartizione delle competenze legislative). In secondo luogo, l'organizzazione e il
funzionamento degli organi di garanzia (Consiglio Superiore della Magistratura e Corte Costituzionale). In conclusione la riforma merita di essere respinta per motivi sia di metodo sia
di merito e per consentire la ripresa di un dialogo che conduca a opportune modifiche della Costituzione senza stravolgerla. | |
Negli anni cruciali tra il 1943 e il 1948 i cattolici italiani furono protagonisti della rinascita della democrazia.
In questo percorso il «Codice di Camaldoli» fu un'espressione autorevole della scelta di una politica democratica, personalista, laica e pacifista. I frutti di quella
riflessione ispirarono parti fondamentali della Costituzione repubblicana. Oggi, di fronte alla necessità di una nuova «stagione costituente», si auspica una
riflessione culturale e una nuova capacità progettuale dei cattolici. | |
La Costituzione incarna l'ethos più profondo e stabile di una collettività. Essa definisce un
quadro di riferimento valoriale per le leggi ordinarie e l'attività politica. Caduta l'omogeneità etnico-nazionale, diventa oggi quanto mai urgente la ricostruzione della
sfera pubblica, in cui le diverse posizioni rappresentate nella società possano dialogare, i conflitti esprimersi ed essere mediati nella ricerca di una sintesi. Pertanto una
logica ampiamente partecipativa è essenziale alla pratica democratica, in particolare in caso di revisione della Costituzione. Il che non si è realizzato, né nel
metodo né nei contenuti, nella riforma costituzionale attuata dalla maggioranza di centro-destra. | |
Partendo da una rassegna storica dei processi costituzionali avvenuti nel nostro Paese, dallo Statuto albertino
all'involuzione fascista, alla cruciale transizione del 1943-1948 da cui scaturì la Costituzione repubblicana e democratica, non del tutto attuata, l'A. prende in esame le
iniziative di revisione costituzionale dell'ultimo decennio. Gli attacchi che la Carta fondamentale ha subito nell'attuale Legislatura, tra modificazioni tacite e riforme di maggioranza,
sollevano forti preoccupazioni per il rischio di compromettere i principi fondamentali fissati nel dopoguerra. Il prossimo referendum potrà impedire che si realizzi nuovamente
una transizione all'indietro. | |
Le modifiche alla legge elettorale, che la maggioranza di Governo ha approvato a pochi mesi dalle elezioni legislative,
prevedono un ritorno al sistema proporzionale, l'introduzione di soglie di sbarramento e di un premio di maggioranza, oltre a privare l'elettore del voto di preferenza per la prima
volta nella storia repubblicana. L'articolo presenta i numerosi, complessi e a volte contraddittori elementi della riforma che sollevano dubbi sulla sua costituzionalità e che
preoccupano per la stabilità delle maggioranze politiche future. | |
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