Un'agenda sulle migrazioni: le proposte delle associazioni cattoliche alla politica

15/02/2018

Martedì 20 febbraio a Milano, ore 17, presso le ACLI milanesi, si terrà la presentazione delle «Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia», un documento programmatico sottoscritto da 19 associazioni cattoliche (tra cui il Centro Astalli dei gesuiti a Roma), che vuole essere un appello per i candidati alle elezioni politiche del 4 marzo.  

È una situazione urgente e drammatica, quella dei migranti, in Italia come altrove. Una questione perennemente aperta, che si scontra con l’inadeguatezza della politica e che viene spesso strumentalizzata, soprattutto in periodo di campagna elettorale. È a queste mancanze che i firmatari del documento sperano di supplire, con l’obiettivo aggiunto di dimostrare che l’immigrazione non è una problematica ma una risorsa preziosa. 

Passando in rassegna i sette punti dell’Agenda, presentati per la prima volta l’8 febbraio in una conferenza stampa a Roma, ritroviamo alcune delle tematiche più delicate degli ultimi anni. 

Il primo punto riguarda la riforma della cittadinanza e lo ius soli, bloccato al Senato dopo un lungo iter. Come ha spiegato Antonio Russo, responsabile welfare Acli, «una riforma urgente, che non può essere considerata alla stregua di altre riforme». L’obiettivo, nelle parole di don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità, è «rilanciare la coesione sociale contro la banalizzazione e radicalizzazione dello scontro».

Il secondo punto chiede l’introduzione di nuove modalità di accesso in Italia, più flessibili delle richieste di asilo. Inoltre, come afferma Daniela Pompei, responsabile immigrazione per la Comunità di Sant’Egidio, è necessario «un immediato ritorno del decreto flussi, per arrivare fino a proposte più ampie e organiche di modifica del testo unico sull’immigrazione».

Il terzo punto richiede la regolarizzazione degli stranieri radicati, in base a un ipotetico “permesso per comprovata integrazione”, per riconoscere l’impegno dei migranti e di chi ha predisposto per loro un percorso d’inclusione.

I punti restanti auspicano: l’abrogazione del reato di clandestinità, considerato «ingiusto, inefficace e controproducente»; l’ampliamento del sistema di accoglienza, in modo da riunificare nello Sprar l’intero sistema, creando un unico percorso di accoglienza integrata e diffusa e sotto l’effettivo controllo pubblico; l’istituzione di un Osservatorio, in grado di individuare e diffondere le "buone pratiche" di accoglienza; un’effettiva partecipazione alla vita democratica dei migranti, prevedendo l’elettorato attivo e passivo alle amministrative per i lungo-soggiornanti.

Come ha concluso l’8 febbraio il presidente di Azione Cattolica, Matteo Truffelli, «il modo in cui affrontiamo il fenomeno migratorio ci dice che tipo di società vogliamo essere: con lo sguardo indietro, chiusa e paurosa, destinata ad essere travolta dalla storia, oppure con lo sguardo dritto ai problemi, trasformandoli in risorse e opportunità».

La lista dei firmatari comprende Acli, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo sviluppo, Associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Centro Astalli, Centro missionario francescano onlus, Cnca, Comboniani, Comunità Sant’Egidio, Conferenza Istituti missionari italiani, Fcei, Federazione Salesiani per il sociale, Fondazione Casa della carità, Fondazione Somaschi, Gioventù operaia cristiana, Istituto Sturzo, Movimento dei Focolari Italia, Paxchristi e Uisg. Qui il documento integrale con i 7 punti.

Le proposte saranno nuovamente presentate a Catania il prossimo 26 febbraio.

Chiara D’Agostino





15 febbraio 2018
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