• Sulle onde delle migrazioni
Scheda di: 

Sulle onde delle migrazioni

Dalla paura all’incontro
Giancarlo Pani (ed.)
Ancora, Milano 2017, pp. 176, € 14
Fascicolo: 

Il fenomeno migratorio è diventato sempre più travolgente negli ultimi anni, come un mare impetuoso, caratterizzato da onde alte e ripetute. È questa l’immagine provocatoria utilizzata nel volume curato da Giancarlo Pani, edito da Àncora per la collana “Crocevia”, in collaborazione con gli scrittori gesuiti de La Civiltà Cattolica.

In Italia e in Europa si va sempre più diffondendo una paura generalizzata, una sindrome da invasione che sta generando malcontento, episodi di violenza e di razzismo. Alcuni cittadini giungono perfino a vedere nei migranti e nei profughi i responsabili dell’odierna crisi economica. Ciò che colpisce è l’atteggiamento attendista e a volte respingente dell’Europa, come se si fosse dimenticata di essere stata nel corso dei secoli terra di grandi migrazioni.

Il volume, scritto a più mani, si articola in tre parti: la prima, introduttiva, mostra una fotografia del fenomeno, dalla gestione e dalla governance dei flussi, al tema dell’accoglienza; la seconda parte analizza le motivazioni (guerre, contrasti politici, persecuzioni, disastri ambientali, fame, malattie, ecc.) che spingono le persone ad abbandonare i loro Paesi nella speranza di poter avere un futuro migliore; l’ultima parte riguarda l’Europa, le sue paure, i suoi limiti e le buone pratiche in tema di accoglienza. Una lettura stimolante e interessante, che pone molte domande e interroga ciascuno circa il proprio pensiero e la propria visione sui migranti.

Nel corso della stesura del volume, a un rifugiato è stato domandato: «Perché non rimanete nella vostra terra?». La risposta è stata lucida e non scontata: «Noi non siamo stupidi, né pazzi. Siamo disperati e perseguitati. Restare vuol dire “morte certa”, partire vuol dire “morte probabile”. Tu cosa sceglieresti? Non abbiamo colpe se siamo nati dalla parte sbagliata e voi non avete alcun merito di essere nati dalla parte giusta» (p. 68). Accogliere, incontrare i migranti e i rifugiati, in particolare minori, è un’azione intrinsecamente umana; in quanto umana, si tratta di un dovere, non di una scelta.

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