Stop al finanziamento pubblico dei partiti

25/02/2014

Giovedì 20 febbraio,
il Parlamento ha convertito in legge il decreto del Governo Letta sul finanziamento pubblico dei partiti. Hanno votato a favore le forze di maggioranza (Pd, Scelta Civica, Per l’Italia, Ndc) e Forza Italia; contro Lega Nord, Sel e M5S. Si sono astenuti i Fratelli d’Italia.

Con la nuova legge,
il finanziamento pubblico cesserà definitivamente, anche se solo a partire dal 2017. Nel frattempo sarà ridotto del 25% nel 2014, del 50% il prossimo anno e del 75% nel 2016.

Per sostenere i loro bilanci,
i partiti potranno rivolgersi ai privati. Questi potranno devolvere il 2 per mille della propria denuncia dei redditi solo alle formazioni politiche che garantiscano criteri di democraticità e di trasparenza dei bilanci oppure potranno effettuare donazioni liberali direttamente ai partiti. Le donazioni non potranno però essere fatte in contanti, ma unicamente con sistemi di pagamento tracciabili (assegni, bonifici, ecc.) e fino a un tetto massimo di 100mila euro.

Nella stessa legge
è prevista la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione e ai contratti di solidarietà per i dipendenti dei partiti e l’obbligo, per le stesse formazioni politiche, di pagare l’Imu sugli immobili. Infine i tesorieri e i leader delle formazioni politiche che hanno almeno un rappresentante in Parlamento sono tenuti a rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi.


25 febbraio 2014



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