Soddisfatti, ma non troppo: i gesuiti e la legge europea sui minerali insanguinati

06/04/2017
Il 16 marzo il Parlamento europeo ha adottato la legge per l'estrazione responsabile e la tracciabilità di alcuni minerali, il cui obiettivo è garantire che i ricavi da importazione nella UE non vadano a finanziare violazioni dei diritti umani e conflitti armati.

Come era previsto, il voto di Strasburgo è stato in realtà una formalità per convalidare un accordo politico già raggiunto lo scorso novembre. Resta la soddisfazione per una legge che è stata approvata anche grazie alle forti pressioni dell'opinione pubblica europea. Tra gli attori più impegnati, l'Ong dei gesuiti spagnoli, ALBOAN (la cui campagna è stata appoggiata anche da altre realtà della Compagnia di Gesù, tra cui il Magis, Ong dei gesuiti italiani, e seguita anche dalla nostra rivista). 

I responsabili dell'Ong spagnola valutano positivamente il fatto che finalmente la cosiddetta legge Dodd-Frank sia stata approvata: «Negli ultimi tre anni, in vari momenti abbiamo pensato che non sarebbe successo a causa dell'opposizione da parte del Consiglio dell'Unione europea e di alcuni settori industriali». Tuttavia, prosegue ALBOAN, «non siamo del tutto soddisfatti per i contenuti: riteniamo che l'accordo abbia lacune importanti. La legge ad esempio sarà vincolante solo per i circa 300-400 importatori diretti di tantalio, tungsteno, stagno e oro nella UE, mentre restano escluse le imprese che importano dispositivi elettronici o componenti fabbricati con queste materie prime. Inoltre, sono state fissate soglie di importazione molto alte, al di sotto delle quali la legge non potrà essere applicata. Questo è particolarmente grave nel caso dell'oro, per cui è stata stabilita la soglia di 100 chili all'anno». Ciò significa che le aziende che importano meno di 100 kg all'anno sono esenti dall'obbligo della tracciabilità.

L'Unione europea si difende ricordando che in questo mercato esistono quasi solo grandi importatori; il 95% di loro rientrerà nei vincoli previsti dalla legge. Ma il timore di ALBOAN è che, una volta introdotte le soglie di cui sopra, per aggirarle fioriranno molte piccole imprese. «100 chili di oro valgono 3,4 milioni di euro e con questi soldi si possono comprare molte armi... Noi siamo contrari a porre delle soglie, ma se proprio vanno messe vorremmo che fossero più stringenti».

Un altro punto critico è quello della tempistica. La legge prevede un periodo di transizione di tre anni perché le imprese e la stessa Ue inizino a implementare le nuove norme. Questo significa, secondo ALBOAN, che la legge non sarà davvero pienamente a regime fino al 2021.
 
A indebolire ulteriormente gli effetti della Dodd-Frank a livello mondiale, infine, la esplicita contrarietà dell'amministrazione Trump, che già in campagna elettorale ha criticato il progetto di legge. 

Per tutti questi motivi, ALBOAN continua la propria campagna di sensibilizzazione e invita i cittadini a continuare a esprimere il proprio sostegno. Per maggiori info: www.alboan.org/es e www.tecnologialibredeconflicto.org/ 

6 aprile 2017
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