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Paul Ricoeur e l’«uomo capace»

In nome di un “cogito militante”, Paul Ricoeur (1913-2005) ha rifiutato fin dalle sue prime opere un’idea di filosofia sconnessa dai dibattiti scientifici e dai problemi della città e del funzionamento delle istituzioni civili. Tra i massimi pensatori della seconda metà del ’900, la sua produzione filosofica conta più di trenta libri e oltre mille tra articoli e interventi che testimoniano una enorme vastità di interessi. Ancora pochi anni prima della morte, in un dialogo con Jean-Pierre Changeux (Ricoeur e Changeux 1999) si confrontava con le neuroscienze discutendone le implicazioni etiche.
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