Papa Francesco in Myanmar, le sfide di un Paese in transizione

28/11/2017
Papa Francesco si trova da alcune ore in Myanmar, un viaggio storico sia perché è la prima volta che un pontefice visita questo Paese sia per la delicata situazione dello Stato asiatico, dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. 

Dopo la vittoria del partito di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace 1991, nelle elezioni politiche del 2015, si erano accese numerose speranze per l'evoluzione democratica di un Paese che dal 1962 era governato con pugno di ferro da una dittatura militare. Speranze in parte deluse a causa di una serie di conflitti interni. Ha destato scalpore, a livello internazionale, la situazione dei rohingya, minoranza etnica di religione musulmana, al centro di una spirale di violenze e persecuzioni che li ha costretti a un massiccio esodo in Bangladesh. Sullo sfondo una situazione economica in chiaroscuro: il Myanmar resta uno dei Paesi asiatici più poveri, ma ha fatto registrare tassi di crescita notevoli negli ultimi anni 6-7 anni.

Sull'evoluzione politico-economica degli ultimi decenni in Myanmar e sul processo che ha portato a una graduale democratizzazione, Aggiornamenti Sociali ha pubblicato nel maggio 2016 un articolo a firma di Michele Boario, economista dello United Nations Industrial Development Organization (UNIDO), Marco Gaspari, consulente in Cooperazione allo sviluppo ed esperto di Institution Building per Asia e America Latina, e Luca Sartorelli, sociologo, Program Manager a Cuso International (ONG canadese). 

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28 novembre 2017
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