Muslim ban, gesuiti Usa e Canada contro Trump: "Un attacco ai valori americani e cristiani"

07/02/2017
I gesuiti degli Stati Uniti e del Canada prendono apertamente posizione contro le decisioni di Trump in materia di immigrazione, in particolare nei confronti del Muslim Ban, l'insieme di misure con cui il neopresidente vorrebbe bloccare o limitare l'accesso di rifugiati e, in generale, immigrati provenienti da 7 Paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Sudan, Siria, Libia, Somalia e Yemen).

«Denunciamo l’ordine esecutivo dell’amministrazione Trump che sospende ed esclude i rifugiati e mette al bando i cittadini di 7 Paesi come un affronto alla nostra missione e un attacco ai valori americani e cristiani». È quanto si legge in una dichiarazione della Conferenza dei gesuiti del Canada e degli Stati Uniti, l'organismo che riunisce gli oltre 2mila figli di sant'Ignazio che vivono e lavorano nelle 5 provincie in cui sono suddivisi gli Stati Uniti e nelle due che compongono il Canada. 

«Noi gesuiti - prosegue la dichiarazione, pubblicata il 30 gennaio -, tramite il nostro lavoro nelle scuole superiori, nelle università, nelle parrocchie e in ministeri caratteristici come il Servizio dei gesuiti per i rifugiati (Jrs), abbiamo una lunga tradizione, di cui siamo fieri, nell'accoglienza e nell'accompagnamento dei rifugiati, a prescindere dal culto che professano, all’inizio della loro nuova vita negli Stati Uniti. Continueremo il nostro lavoro, solidali e in difesa di tutti i figli di Dio, musulmani o cristiani»

«Il mondo è profondamente afflitto e molti dei nostri fratelli e sorelle sono legittimamente terrorizzati. La nostra identità cattolica e gesuita – conclude la dichiarazione – ci chiama ad accogliere lo straniero e ad avvicinarci a diverse culture e tradizioni religiose con apertura e comprensione. Non dobbiamo farci prendere dalla paura. Dobbiamo continuare a difendere i diritti umani e la libertà religiosa”.


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